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Scorie - Avvertimento o sogno?

Non nascondendo la sua eccitazione, David Fickling dà conto della crescente diffusione dei veicoli elettrici negli Emirati arabi e Paesi limitrofi.  A suo dire, " la popolarità della propulsione a batteria in una regione che si arricchisce grazie ai motori a combustione interna è un avvertimento che una tecnologia fondamentalmente migliore sta rimpiazzando per sempre la benzina ." Che dire? Anche in Norvegia, Paese che campa di esportazione di petrolio e gas, c'è larga diffusione di veicoli elettrici. D'altronde, come nota lo stesso Fickling, i prezzi di questi aggeggi elettrici con ruote non sono un problema per Paesi a reddito medio molto elevato. Ma noterei un paio di cose. In primo luogo, se l'elettricità necessaria per caricare le batterie è prodotta mediante centrali a gas, ridimensionerei gli entusiasmi verdi. In secondo luogo, se la tecnologia fosse davvero migliore, non si vede per quale motivo le case automobilistiche non l'hanno autonomamente svilup...

Scorie - E se i sussidi fossero una parte del problema?

Da tempo sostengo che nessuno tra coloro che chiedono di essere votati negli Stati Uniti (ma questo vale un po' ovunque) abbia realmente intenzione di migliorare lo stato progressivamente penoso dei conti pubblici. Anzi, sembra non essere una preoccupazione. Quello che cambia nelle posizioni di democratici e repubblicani è il mix di spesa e tasse. Trump sta impostando tagli di spesa e tasse, con un deficit destinato a non migliorare rispetto all'era Biden. Anzi.  Si tratta in realtà di tagli di spesa non significativi, ma ognuno dei quali provoca lamentazioni da parte dei democratici e dei loro sostenitori nei mezzi di informazione. Da ultimo Mary Ellen Klas su Bloomberg Opinion lancia l'allarme per la riduzione degli aiuti federali agli studenti universitari.  Che qualcosa non funzioni nel sistema di istruzione superiore statunitense appare evidente, se si considera che i costi per gli studenti continuano ad aumentare a ritmi ben maggiori a quelli dell'inflazione dei p...

Scorie - Quale diritto al conto corrente?

Valeria Genesio, che presiede Agedi, una società che si occupa di immobili, ha sentito l'esigenza di scrivere un articolo pubblicato sul Sole 24 Ore per deninciare che " il diritto al conto corrente, di fatto, non è più un diritto ". Eppure al giorno d'oggi si tratta di " un bene primario, un prerequisito per vivere legalmente. Senza di esso non si può ricevere uno stipendio, pagare un affitto o accedere a prestazioni pubbliche essenziali. È la soglia minima di accesso del cittadino alla vita economica e alla società civile ." Ma, con " una frequenza crescente, individui e imprese si vedono rifiutare o revocare il conto corrente, nella maggior parte dei casi senza alcuna motivazione trasparente, sulla base di profilazioni opache o di automatismi estremamente cautelativi da parte degli uffici compliance degli istituti bancari. " Ovviamente colpa delle banche, che adducono per lo più generiche giustificazioni legate al rischio di riciclaggio. E anche...

Scorie - Leva militare obbligatoria = schiavitù

Una delle poche concessioni alla libertà individuale, negli ultimi decenni, è stata l'eliminazione, in taluni Paesi, della leva militare obbligatoria. Eppure la corsa al riarmo di questi mesi potrebbe indurre alcuni governi a reintrodurla. Per esempio in Germania, dove il cancelliere Merz sostiene che " probabilmente servirà la coscrizione obbligatoria. Sospenderla è stato un errore ." Dal canto suo, il segretario generale della NATO, Mark Rutte, ha detto pomposamente: " Siamo in un'Alleanza in cui combattiamo insieme e, se necessario, dove soffriamo e moriamo insieme per la nostra difesa collettiva ." Un sondaggio condotto presso dodici Paesi europei da parte dello European Council on Foreign Relations mostrerebbe anche che una maggioranza dei rispondenti sarebbe favorevole alla reintroduzione del servizio militare obbligatorio. Sarebbe interessante poter analizzare i dati nel dettaglio. Non mi stupirei se a essere favorevole fosse in realtà una fetta di pe...

Scorie - Orgogliose scelte di marketing o politiche?

Beth Kowitt si occupa su Bloomberg del dietrofront di molte imprese dal sostegno al mondo LGBTQ (so che non è l'ultima versione dell'acronimo, ma non è semplice restare aggiornati e, francamente, non è neppure una mia priorità), ritenendo che ciò " non abbia senso economico ". Negli anni scorsi c'era la corsa a esibire loghi ricolorati con l'arcobaleno durante il mese del Pride, oltre a fare linee di prodotto o campagne di marketing dedicate. Adesso, in pieno regime MAGA, le imprese tolgono il loro sostegno, per non urtare Trump. Scrive Kowitt: " La maggior parte delle persone non si illude che un'azienda che si lancia sul carro del Pride sia un segno di profonda attenzione per i diritti della comunità LGBTQ. Piuttosto, è una decisione aziendale che ritiene che il marketing rivolto e l'accoglienza delle persone LGBTQ siano più redditizi dell'alternativa. Alcuni lo considerano uno sfruttamento e un'accondiscendenza, altri lo vedono come una...

Scorie - Come risolvere il problema dei finanziamenti a film fantasma

Nel 2020 il ministero della Cultura finanziò con oltre 863mila euro Francis Kaufmann (quello che diceva di chiamarsi Rexal Ford), il presunto omicida di Villa Pamphili, per un film che non è in realtà mai esistito. Adesso c'è un'indagine al riguardo, e il ministro Alessandro Giuli promette nuovi correttivi: " Stiamo intervenendo con decisione per garantire che ogni euro destinato al sostegno del cinema italiano sia realmente utilizzato per produrre cultura, lavoro e valore. Nessun film fantasma potrà più approfittare delle risorse pubbliche. Basta sprechi: i soldi dei contribuenti devono andare solo a chi fa davvero cinema ". Arriveranno quindi nuovi adempimenti che generanno più burocrazia e che qualcuno riuscirà ad aggirare, il tutto alla faccia della creazione di valore, qualunque cosa intenda con tale formula il ministro. Resto dell'idea che i soldi dei contribuenti non dovrebbero andare a nessuno e restare nelle tasche dei legittimi proprietari. Resto anche c...

Scorie - Dove eravate?

A leggere le ormai ricorrenti lamentele dei vertici delle case automobilistiche in merito alle opprimenti e penalizzanti regole imposte dal Green Deal, mi è venuta l'idea di aprire un filone di Scorie intitolata "Dove eravate?". Sì, perché chi oggi si lamenta non mostrò grande sagacia argomentativa quando quelle norme assurde erano in gestazione. Nessuno di questi signori arrivava a dire apertamente quanto probabilmente pensava già all'epoca, ossia che Timmermans e simili stavano ponendo le basi per ammazzare il loro business.  Cosa comprensibile, dato che chi guida grandi aziende solitamente cerca di andare d'accordo con chi fa le regole, quanto meno di non inimicarselo. Ma è evidente che tante cose non sono state dette e fatte nei tempi e nei modi opportuni per evitare un pacchetto normativo che guidava il settore verso un burrone, a tutto vantaggio dei produttori cinesi, sui quali poi si è pensato di applicare dazi, mettendo una pezza che è peggio del buco. E a...