Post

Visualizzazione dei post da dicembre, 2023

Scorie - L'europa non ha bisogno di seguire USA e CIna

Commentando sul Sole 24 Ore le bozze del nuovo Patto di stabilità europeo, Adriana Cerretelli conclude che l'ipotesi di compromesso " è il prezzo da pagare a un'Europa che, a più di 20 anni dalla nascita dell'euro, continua a convivere nell'immarcescibile sfiducia reciproca, nell'avversione al rischio-partnership che pure contraddice la ragione sociale alla base della sua costituzione ." Difficilmente potrebbe essere altrimenti, dato che interdipendenza e competizione sono i due ingredienti delle interazioni comunitarie tra gli Stati membri dell'Unione. E data l'esperienza storica, non è difficile capire il perché ci sia sfiducia reciproca. Come è noto, da un lato ci sono gli Stati meno indebitati che non vogliono rischiare di doversi fare carico delle conseguenze delle finanze scassate di altri membri; dall'altra ci sono quelli che vorrebbero considerare "investimenti" da non conteggiare nel deficit un numero crescente di voci di spe

Scorie - Pensano solo a spendere di più

Chiunque abbia un minimo di buon senso e una percezione decente della realtà è consapevole che il bilancio della Repubblica italiana è in condizioni pietose da quattro decenni. Eppure la grande illusione di poter continuare a calciare avanti il barattolo, vedendo nel deficit di bilancio la via alla prosperità, resta prevalente a sud delle Alpi. Chi chiede il voto continua a promettere benessere senza sacrifici (con variazioni di forma ma non di sostanza tra destra e sinistra); chi ancora va a votare lo fa credendo che ciò sia possibile, oppure che sia possibile ottenere benefici per se stessi e i propri gruppi di interessi a spese degli altri. Dopo diversi mesi di trattative sulla revisione del Patto di stabilità e crescita, è emblematica la dichiarazione del sottosegretario alla presidenza del Consiglio, il Fratello d'Italia Giovanbattista Fazzolari, secondo il quale ci sono " 35 miliardi in più da spendere con il nuovo Patto ". Senza entrare nel merito dei calcoli di Fa

Scorie - A proposito di schiavi di economisti defunti

Come è noto, tra la comunità di economisti italiani il culto di Keynes non ha mai conosciuto un calo di adepti da circa un secolo a questa parte. Francesco Saraceno, keynesiano doc, ha appena scritto un saggio per dimostrare che l'inflazione sia sempre un fenomeno monetario. A suo parere, i banchieri centrali sono troppo influenzati dal pensiero di Milton Friedman. Il tutto secondo quanto scrisse Keynes in chiusura della sua Teoria Generale, ossia che gli uomini pratici sono schiavi di un economista defunto. Secondo Saraceno l'inflazione non sarebbe quasi mai stato un fenomeno monetario, bensì conseguenza di " squilibri settoriali " dovuti a varie cause. E, per uscirne, sarebbe necessario coordinare la politica monetaria con quella fiscale, industriale, dei redditi (e chi più ne ha più ne metta), facendo un continuo fine tuning e guidando l'economia conciliando la stabilità economica con la transizione ecologica (che oggi non può mancare in nessun ricettario). Qua

Scorie - Estorsione, non condivisione

Intervenendo a un convegno in tema di rapporto tra Chiesa e cultura d'impresa, il cardinale Mauro Gambetti ha affermato, tra le altre cose: " Le tasse, che devono essere giuste ed eque, devono essere pagate, è una forma di condivisione della ricchezza. Il patto fiscale è il cuore del patto sociale ." Gambetti non ha certo detto nulla di nuovo, ma in una sola frase ci sono diverse cose non condivisibili. In primo luogo, come si fa a stabilire quando le tasse sono eque e giuste? Pare evidente che si tratti di concetti soggettivi, anche per chi non individui nella tassazione una violazione del principio di non aggressione, ossia qualcosa di inevitabilmente iniquo e ingiusto. Secondo Gambetti le tasse sono una forma di condivisione della ricchezza. Indubbiamente una parte più o meno consistente della ricchezza del pagatore di tasse è condivisa, volente o nolente, con i beneficiari della redistribuzione. Ma non c'è alcuna volontarietà in questa condivisione. Anche chi, per

Scorie - Si scrive capacità fiscale europea, si legge aumento delle tasse

Coloro che sostengono la necessità di passare dall'Unione europea agli Stati Uniti d'Europa parlano spesso dei benefici che si otterrebbero creando una "capacità fiscale europea" in grado di fornire "beni pubblici europei". Questi ultimi dovrebbero intendersi come integrativi di quelli nazionali, mentre la prima sarebbe aggiuntiva rispetto a quelle azionali, non essendo mai speficicato il loro carattere sostitutivo. Sicché, in ultima analisi, il costo sarebbe sempre a carico della stessa base attuale di pagatori di tasse. Capita però di leggere affermazioni dalle quali sembrerebbe che ciò che non si può fare a livello nazionale, per mancanza di "spazio fiscale", lo si possa fare a livello comunitario. Sergio Fabbrini, per esempio, osserva quasi sconsolato che " la creazione di una capacità fiscale europea con cui affrontare le spese per le guerre e con cui sostenere le imprese nella transizione ambientale non fa parte della discussione sulla r

Scorie - Transizione (al) verde

In un mercato veramente libero ogni scambio avviene su base volontaria. Ne consegue che ogni impresa realizza profitti se è capace di anticipare la domanda dei consumatori e di soddisfarla meglio dei concorrenti, sostenendo costi di produzione e commercializzazione inferiori ai ricavi. Sembrerebbe semplice, ma in realtà non lo è, come testimonia il gran numero di imprese che falliscono dopo pochi anni dalla loro costituzione o che, dopo essere state a lungo profittevoli, non riescono più a soddisfare meglio dei concorrenti la domanda dei consumatori. Nella realtà di tutti i giorni i mercati non sono mai veramente liberi, quindi la bravura nello sfruttare la legislazione o addirittura la capacità di influenzare a proprio vantaggio il processo legislativo sono fattori spesso molto rilevanti nel determinare la profittabilità di un'impresa. La transizione green è un esempio lampante di tutto ciò, perché è innegabile che obblighi, divieti e incentivi definiti per via legislativa generin

Scorie - Elezioni in vista, politica monetaria lassista

Lo scorso 13 dicembre, in occasione dell'ultima riunione del 2023 del Federal Open Market Committee, la Federal Reserve ha lasciato invariati i tassi di interesse (come da attese), ma ha lasciato intendere che nel corso del 2024 inizierà ad abbassarli. Il tutto pur non prevedendo una recessione per l'anno prossimo, e con prezzi al consumo le cui variazioni non sono ancora entro il target, soprattutto nella componente "core". Ciò nonostante la politica monetaria appare oggi, secondo Powell, " in territorio ben restrittivo ", con enfasi maggiore rispetto a poche settimane fa, nonostante le condizioni finanziarie fossero allora oggettivamente più restrittive di oggi. Al tempo stesso, la Fed non ritiene più necessario, per la riduzione dell'inflazione, " un periodo di crescita sotto il potenziale e qualche indebolimento del mercato del lavoro " (eufemismi per non dire "recessione" e "aumento della disoccupazione"). Addirittura l

Scorie - Meccanismo Europeo di Stupidità

Tra i motivi addotti da Giorgia Meloni per continuare a calciare in avanti la ratifica del trattato di modifica del Meccanismo Europeo di Stabilità (MES) c'è anche quello espresso nella seguente dichiarazione: " Forse bisogna interrogarsi sul perché, in un momento in cui tutti facciamo i salti mortali per reperire risorse, nessuno vuole attivarlo ." Si può pensare quello che si vuole del MES, che peraltro esiste da oltre un decennio a condizioni di utilizzo che le modifiche in attesa di ratifica non peggiorerebbero, ma l'argomento usato da Meloni è più ridicolo di quelli usati da chi, all'attuale opposizione, per anni non ha spinto per ratificare il nuovo MES per non urtare i compagni di maggioranza pro tempore. E' abbastanza chiaro che in condizioni di accesso al mercato "normali" non ha senso chiedere un finanziamento al MES. Nel caso dei Paesi con i bilanci pubblici meno scassati, tra l'altro, il costo del ricorso al mercato è inferiore a quel

Scorie - Ignoranza e pregiudizio (di Krugman)

Paul Krugman è stupito del fatto che i sondaggi rivelino che " gli americani hanno un'opinione molto negativa dell'economia e dell'amministrazione Biden ".  Come mai gli americani sono insoddisfatti e pessimisti quando la disoccupazione è ai minimi, il Pil cresce bene e l'inflazione dei prezzi al consumo sta diminuendo? Krugman non riesce a spiegarselo, quindi conclude che l'opinione degli americani sia frutto di un pregiudizio politico e (ovviamente) di ignoranza. Ma i conti non tornano, perché a essere pessimisti non sono solo i repubblicani trumpiani, ma anche una parte di democratici, stando all'incrocio tra sondaggi sul sentiment economico e quelli sulle intenzioni di voto. Basterebbe dare uno sguardo un po' meno macro ai numeri per rendersi conto che gli americani, soprattutto quelli non abbienti, consumano buona parte del loro reddito per comprare beni alimentari e di prima necessità i cui prezzi sono aumentati ben più della media degli indi

Scorie - L'auto come servizio (voluto da chi?)

Quando una persona subisce gongelamenti, per esempio alle mani, può essere inevitabile amputare alcune falangi a causa della irrecuperabilità dovuta a necrosi. In quei casi i chirurghi amputano il minimo indispensabile. Se amputare una falange è sufficiente, nessuno amputerebbe tutto il braccio. Questo, però, è quello che vorrebbero fare i talebani della lotta al cambiamento climatico quando rivolgono il loro sguardo al settore auto. Perché la completa elettrificazione del parco auto avrebbe un impatto del tutto insignificante nel contenimento del riscaldamento globale, al tempo stesso avendo effetti collaterali (non si sa quanto indesiderati) molto negativi su milioni di persone.  Una parte delle quali resterebbe disoccupata, non perché una nuova tecnologia e un prodotto superiore decreta la fine dei prodotti alla cui manifattura costoro lavoravano, bensì perché tale cambiamento è imposto politicamente. Altri resterebbero a piedi, perché non sarebbero in grado di permettersi l'acq

Scorie - Politica monetaria espansiva, produttività e tortura dei dati

Uno degli effetti della politica monetaria espansiva è quello di far apparire ex ante profittevoli degli investimenti che altrimenti non lo sarebbero e che finiranno per essere fallimentari quando l'espansione terminerà. Si tratta di quelli che Ludwig von Mises definiva "malinvestimenti". Quello che l'esperienza giapponese ha insegnato a partire dagli anni Novanta (che Europa e Stati Uniti hanno sperimentato circa due decenni dopo) è che l'uso di politiche monetarie ultraespansive per contrastare gli effetti dello scoppio di una bolla generata da precedenti politiche monetarie espansive favorisce il mantenimento in vita di aziende che non riuscirebbero a rimanere solvibili in assenza di tassi di interesse compressi al ribasso. Aziende che, però, non possono far altro che sopravvivere, senza svilupparsi e senza essere profittevoli. In quanto tali, definite zombie. In definitiva, la politica monetaria espansiva determina una errata allocazione di risorse, a tutto de

Scorie - La dittatura dei 30 all'ora, mica del mezzo privato

Secondo Roberto Morassut, che fa parte della segreteria nazionale del PD e si occupa di Infrastrutture Aree Urbane e periferie, il governo in carica favorisce la " dittatura del mezzo privato " a tutto detrimento del " diritto alla mobilità ". Si noti che non esiste alcuna dittatura, nel senso che non c'è nessun obbligo imposto autoritariamente di usare il mezzo privato, né è leso alcun diritto alla mobilità. Se poi si intende che la mobilità debba in tutto o in parte essere a spese altrui, allora non mi pare debba essere un diritto. Addirittura il nuovo codice della strada aumenterebbe i limiti di velocità, " in onore al falso mito della rapidità, confusa come efficienza ". Si noti che quasi ovunque i limiti di velocità sono inferiori a quelli in essere quando i sistemi frenanti delle automobili non erano neppure lontanamente paragonabili a quelli odierni. Ma tant'è, evidentemente per Morassut sono troppo elevati. Il trasporto pubblico, soprattutt

Scorie - Steve Jobs non inventò auto elettriche

Ormai non passa giorno senza un numero di articoli mai inferiore a tre scritto su Bloomberg Opinion da parte di uno dei membri della squadra degli ambientalisti da tastiera. Per esempio Chris Bryant sembra stupirsi dal rallentamento negli investimenti nella produzione di auto elettriche e relative batterie da parte delle principali case automobilistiche. Le quali, tra l'altro, sono comunque dipendenti da sussidi statali (ossia a carico dei pagatori di tasse presenti e/o futuri). Ma anche questi sussidi, evidentemente, non bastano, dato che la domanda da parte dei consumatori langue. Quindi i piani per investimenti da centinaia di miliardi stanno (mestamente) ridimensionandosi. Osserva Bryant: " A parte i primi entusiasti acquirenti, i consumatori non sono ancora persuasi di passare all'elettrico a causa delle persistenti preoccupazioni riguardo ai costi, tempi di ricarica, alti premi assicurativi e bassi valori residui ." Secondo Bryant si tratta di problemi risolvibi