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Visualizzazione dei post da febbraio, 2023

Scorie - Contra fiscum

In uno dei soliti articoli dedicati al rapporto tra fisco e pagatori di tasse, Enrico De Mita rispolvera alcuni concetti apparentemente di buon senso, e tuttavia privi di consistenza. De Mita parte da un must: " ciò che Governo e Parlamento devono edificare è un nuovo sistema tributario. Non si tratta di ampliare i regimi forfettari o i regimi sostitutivi, sino all'aberrazione di immaginare un regime fiscale delle mance nei settori della ristorazione e delle attività ricettive ." E come dovrebbe essere il nuovo edificio tributario? Dovrebbe partire dal presupposto che " l'applicazione del principio di uguaglianza formale e sostanziale (articolo 3 della Costituzione), impone l'elaborazione di un sistema normativo chiaro e di immediata applicazione, risposta univoca all'incertezza, tutta italiana, dello «stare non decisis» e delle disfunzioni nomofilattiche che falsano la concorrenza e che continuamente ispirano il genio eroico degli operatori economici che

Scorie - Hanno scelto lei. Se questo è il rinnovamento...

Alla vigilia delle primarie per eleggere il nuovo segretario del PD, il Sole 24 Ore ha intervistato i due candidati, Stefano Bonaccini ed Elly Schlein. Da quest'ultima, che poi ha vinto e dovrebbe rappresentare una svolta all'insegna del rinnovamento, a me pare giungano soprattutto proposte molto in linea con il conformismo di quella parte di sinistra, non solo italiana, composta da persone mediamente benestanti e dalle posizioni relativamente sicure, che ritengono se stessi migliori degli altri, aspirando quindi a decidere cosa sia bene per tutti, imponendolo anche a chi la pensa diversamente. Il tutto, peraltro, in termini abbastanza vaghi. Per esempio, in merito al mantra dello "sviluppo sostenibile", Schlein dice: " Parlare di sviluppo sostenibile vuol dire che la vera sfida è costruire un'economia più giusta e sostenibile, che migliori il benessere delle persone, che sconfigga la povertà e preservi il futuro del pianeta. Le imprese devono essere protagon

Scorie - Il fondo sovrano italiano sarebbe perfino peggio di quello europeo

Apprendo da un articolo ospitato sul Sole 24 Ore di Donato Iacovone, presidente di Webuild, che per rilanciare salari e produttività serve un fondo sovrano nazionale. Un'idea che mi pare ancora meno sensata di quella del fondo sovrano europeo. Già si potrebbe discutere dell'opportunità di istitiuire tali fondi anche laddove storicamente sono nati, ossia nei Paesi esportatori di materie prime che accumulano forti avanzi commerciali. Il caso della Norvegia è probabilmente il più paternalisticamente eclatante, con uno Stato che mantiene una pressione fiscale esosa e al tempo stesso ha un fondo sovrano da oltre mille miliardi di euro, pari a quasi 2,5 volte il Pil del Paese. Ma in Italia quale sarebbe la fonte di finanziamento di tale fondo sovrano? Curiosamente per molti sembra essere un mix tra debito pubblico e risparmio privato. Come scrive Iacovoni, un " fondo sovrano nazionale, ma aperto al contributo di privati, può essere lo strumento adatto a rilanciare gli investimen

Scorie - La dedebitazione del Conte Pelanda

Se c'è una cosa di cui si può stare certi a sud delle Alpi è la continua (ri)proposizione di ricette magiche per ridurre il debito pubblico senza fare sacrifici, soprattutto mediante un ridimensionamento della spesa pubblica. Possono esserci lievi variazioni sul tema, ma la sostanza resta sempre la stessa. E più le idee sono sgangherate, più frequentemente sono ripresentate. Si prenda, per esempio, quella dell'emissione di titoli di Stato irredimibili, che da ultimo è stata rilanciata da Carlo Pelanda su Milano Finanza. Ciò che distingue la prosa di Pelanda è l'utilizzo di un linguaggio all'apparenza tecnico, ma che a me fa tornare sempre alla mente il grande Ugo Tognazzi nei panni del Conte Mascetti in Amici miei. Quello delle supercazzole, per i più giovani e non appasionati del capolavoro di Mario Monicelli. Scrive Pelanda: " La teoria recita che per ridurre il debito bisogna aumentare la crescita economica. Ma se non si riduce almeno in parte il debito con un&#

Scorie - La rivoluzione miracolosa

A sud delle Alpi esiste da sempre una scuola di pensiero che vede nella spesa pubblica un volano per la crescita del Pil. Una versione del moltiplicatore keynesiano molto più miracolosa di quella originale. L'andamento deludente dell'economia italiana da oltre due decenni è considerata una conseguenza della austerità impostaci dalle regole di finanza pubblica europee. Evidentemente l'accumulazione di debito pubblico non è ritenuta una evidenza che qualcosa nel "miracolo" non è veramente miracoloso. Al più si critica la riduzione degli investimenti pubblici a scapito della spesa corrente, salvo non spiegare cosa garantisca che non sarebbe così anche in futuro. Tra gli alfieri di questa scuola di pensiero vi è Gustavo Piga, del quale non ho mai letto un articolo nel quale non si scagli contro l'austerità della politica di bilancio italiana. Più investimenti e " una rivoluzione amministrativa " potrebbero fermare il declino italiano e proiettare la nazi

Scorie - Ooops, mi sono dimenticata delle banche centrali

L'andamento dei tassi di interesse è un argomento sempre all'ordine del giorno. Mi interessa sempre leggere le opinioni di chi cerca di analizzare la questione andando oltre la cronoca quotidiana. E mi capita di imbattermi in articoli nei quali l'analisi di quanto accaduto negli ultimi decenni e le ipotesi su quanto potrebbe accadere in futuro non fanno alcuna menzione della politica monetaria, come se questa fosse ininfluente. Per esempio, non ho trovato nessun riferimento alle azioni poste in essere dalle banche centrali in un articolo di Allison Schrager su Bloomberg Opinion, che parte dalla constatazione che è " sostenuto di frequente che una volta che l'economia avrà superato questa inflazione, i tassi di interesse torneranno ai livelli minimi del periodo pre-pandemia e probabilmente scenderanno ancora di più in futuro ." La stessa Fed non farebbe che assecondare la tendenza verso il "tasso naturale". Come se questo avesse fatto finora, par di c

Scorie - Lesson (not) learned

Non so come andrà a finire il melodramma del superbonus, che il governo ha deciso di rendere sostanzialmente inutilizzabile ai più mediante lo stop alla possibilità di optare per lo sconto in fattura e alla cessione del credito. Va detto che la sua introduzione quando a palazzo Chigi c'era l'avvocato del popolo Giuseppe Conte e il M5S era il punto fermo di ogni ipotesi di maggioranza, portava con sé tutti i semi delle future traversie. Solo che in Italia la credenza di poter beneficiare di una sorta di moto perpetuo e, soprattutto, di poter contare sul fatto che altri paghino il conto, non conosce crisi di consensi. Poter detrarre dalle imposte il 110% di quanto si è speso era un'assurdità fin dall'inizio. Unito alla breve durata (per ovvi motivi di sostenibilità fiscale) del superbonus, rappresentava il mix perfetto per creare una bolla nell'edilizia. Nessun committente aveva alcun interesse a calmierare il costo dell'intervento, purché restasse entro i massima

Scorie - Effetto Cuba o peggio?

Mentre il Parlamento europeo ha confermato che dal 2035 non potranno più essere immatricolate auto nuove con motore endotermico, il passaggio all'elettrico conrinua a non essere un fenomeno di mercato. Nonostante una campagna martellante tesa a rappresentare questa imposizione come la via per risolvere il problema delle immissioni di gas serra e contrastare il cambiamento climatico, i cittadini europei mantengono più di una perplessità. Non deve stupire, pertanto, che dal Global Automotive Consumer Study (GACS) 2023 condotto da Deloitte risulti l'intenzione di non comprare più auto a benzina o gasolio, ma neppure full electric. In sostanza, la prima credo sia vissuta come una non scelta, bensì come una imposizione. Ma considerando le preoccupazioni in merito alla limitata autonomia delle batterie, alla carenza di colonnine di ricarica, ai tempi incommensurabilmente superiori per ricaricare rispetto a riempire il serbatoio di benzina o gasolio (ma anche nei confronti di metano e

Scorie - La corsa degli immobili a nord delle Alpi

Il mercato immobiliare è, assieme a quello finanziario, il più reattivo alle decisioni di politica monetaria. Tanto più espansiva è quest'ultima, quanto più probabile è che i prezzi salgano, anche velocemente, dato che aumenta la liquidità da impiegare e al tempo stesso diminuisce il costo per finanziare a debito l'acquisto. Dopo la crisi originata dalle cartolarizzazioni di mutui subprime americani (a loro volta esempio degli effetti di una politica monetaria espansiva) le banche centrali hanno inondato il mercato di liquidità. Mentra in Paesi alle prese con un problema di debito pubblico elevato, come l'Italia, i prezzi non solo non sono aumentati, ma sono ancora oggi a livelli inferiori rispetto al 2010, nei Paesi del nord Europa sono aumentati considerevolmente. Dalla Svezia arrivano in queste settimane segnali di uno sgonfiamento che ha tutta l'aria di essere l'effetto di una politica monetaria meno espansiva. Eppure c'è chi non vuol sentire parlare di boll

Scorie - Quanto costerà essere virtuosi?

Nell'ambito dell'approccio talebano dell'Unione europea alla "sostenibilità", lo European Financial Reporting Advisory Group (EFRAG) ha approvato le bozze dei primi 12 standard che le società dovranno seguire per la rendicontazione non finanziaria. Si tratterà, soprattutto per le PMI quotate, di un onere significativo. Al tempo stesso, sarà un'opportunità di business per una pletora di consulenti. Il tutto per rispondere a una esigenza creata politicamente. In sostanza, una quantità di risorse saranno distolte dal cercare il modo migliore per anticipare e soddisfare le esigenze dei consumatori al cercare di restare sul mercato nel modo in cui i decisori politici hanno imposto che si debba stare. In altri termini, i politici che hanno deciso tutto questo si sono sistituiti ai consumatori. Perché se veramente fosse una richiesta proveniente dai clienti, le imprese sarebbero arrivate autonomamente a questo tipo di rendicontazione e a tutto quanto precede la rendi

Scorie - Involuzione elettrica

Nella affannosa corsa all'elettrificazione delle automobili, che passeranno sempre più dall'essere veicoli da guidare a un mix tra elettrodomestici e videogiochi, uno dei problemi finora irrisolti è quello della autonomia delle batterie e dei tempi necessari a ricaricarle. Va da sé che temperature basse sono nemiche dell'autonomia di una batteria anche se non si utilizza la vettura. A meno che non la si lasci connessa alla rete elettrica. Al tempo stesso, l'utilizzo dei vari gadget e anche banalmente del condizionatore contribuisce a ridurre l'autonomia. Da questo punto di vista la società ZF avrebbe ideato delle cinture di sicurezza riscaldate, che consentirebbero ai conducenti di usare meno corrente per riscaldare l'abitacolo. Mi chiedo se lo stesso valga quando fa caldo per rinfrescare la temperatura percepita dai viaggiatori. E mi chiedo anche come si facca a riscaldare i piedi, dato che le cinture possono al più riscaldare dal bacino in su. Ma, soprattutto,

Scorie - La colpa della presunta austerità è un merito

Leggendo l'inserto domenicale del Sole 24 Ore, mi sono imbattuto nella recensione di Mauro Campus al libro di Clara Mattei dal titolo "Operazione austerità". Dato che viviamo in un Paese in cui da più parti si sostiene che vi sia da anni un susseguirsi di politiche di austerità nella finanza pubblica, nonostante continui ad accumulare debito pubblico, con una spesa pubblica pari a circa la metà del Pil e, a fronte di ripetuti tentativi (a parole), nessun governo si sia dimostrato incline a ridurla, ho voluto leggere la recensione. Campus, che ha evidentemente apprezzato il libro, spiega al lettore che la tesi del libro è che l'austerità sia stata utilizzata dopo la prima Guerra mondiale per difendere il capitalismo dalle istanze dei lavoratori. La tesi sarebbe provata mediante uno studio comparato tra la Gran Bretagna e l'Italia. Quando si esce da una guerra solitamente le finanze pubbliche sono malmesse, quindi non solo è comprensibile, ma persino inevitabile che

Scorie - Non è mai ora di risanare i conti

In un periodo in cui la Commissione europea è incline ad allentare la presa sulla concessione di aiuti di Stato (non da ultimo perché questo vuole la Germania, oltre ovviamente alla iperstatalista Francia), a sud delle Alpi in molti si lamentano del fatto che questo finisce per dare un vantaggio a chi ha bilanci pubblici meno scassati. Nel tipico suk che contraddistingue queste situazioni, il governo italiano sarebbe pertanto incline a non opporsi sugli aiuti di Stato, chiedendo però "flessibilità" sull'utilizzo dei quasi 200 miliardi tra sovvenzioni e debito del Pnrr. Al governo non piace neppure la piega che sta prendendo la discussione sulla revisione delle regole di finanza pubblica e in particolare del Patto di stabilità. La Commissione vorrebbe impostare patti bilaterali con gli Stati, con obiettivi di miglioramento dei conti pubblici su orizzonte quadriennale, allungabili a sette a fronte di riforme in stile Pnrr. Secondo il Ministro dell'economia Giancarlo Gio

Scorie - Don Vladimir e la banca centrale

Nonostante le entrate da esportazioni di idrocarburi siano andate molto bene nel 2022, anche per via di una politica autolesionista da parte della Ue, la Russia si trova a fare i conti con un aumento del deficit di bilancio (passato nel 2022 all'equivalente di 47 miliardi di dollari contro i 6,7 miliardi di surplus dell'ano precedente) a causa del prolungarsi della guerra di invasione in Ucraina e delle sanzioni imposte per lo più dai Paesi del G7. La tendenza principale per ogni governante, in questi casi, è quella di chiedere alla banca centrale di monetizzare più o meno esplicitamente la spesa pubblica. Se poi, come nel caso della Russia, il presidente ha pieni poteri, alle orecchie degli interlocutori le sue richieste suonano un po' come le "offerte" di don Vito Corleone nel Padrino. Vladimir Putin ha invitato la banca centrale a essere più ottimista nelle sue previsioni sull'andamento dell'economia russa, però dando " un chiaro segnale " che

Scorie - Un'Italia sempre più (al) verde

Da un'indagine condotta da Ernst&Young (Future Consumer Index) risulterebbe che gli italiani siano particolarmente inclini a comportarsi in modo green.  Lo studio, condotto su 21mila persone provenienti da 27 Paesi, rivela per esempio che a sud delle Alpi il 74% dei rispondenti sia preoccupato per l'ambiente; si tratta di 9 punti in più della media. Maggiore sensibilità anche verso il cambiamento climatico (63% contro 43%) e alla sostenibilità (parola che può essere concretamente riempita in vario modo, a seconda di quanto politicamente corretti si voglia essere) negli acquisti (59% cpntro 53%). In pratica, gli italiani consumano di meno e riciclano di più. Può darsi che tutto questo sia dovuto a una motivazione etica, ma una riduzione nel consumo di carne e latticini, o nell'utilizzo dell'automobile per i viaggi brevi potrebbe anche essere dovuto a difficoltà economiche. Non a caso l'intenzione di comprare un'auto alimentata a energia rivnnovabile è rimanda

Scorie - Follie neostataliste

In Europa, e in Italia in modo particolare, il libero mercato non gode di ottima stampa. Non da oggi, peraltro. Eppure capita frequentemente di sentire perorazioni per una nuova stagione di politiche industriali (una formula per non parlare di interventismo statale) che dovrebbero subentrare ad anni e anni di liberismo. Per esempio Flavio Valeri, oggi in Lazard dopo molti anni ai vertici di Deutsche Bank in Italia, invita il governo a sostenere e rafforzare i campioni nazionali. Anche in risposta a provvedimenti come lo statunitense Inflation Reduction Act (che, per inciso, non fa nulla per ridurre la vera inflazione), che per Valeri pure rappresenta una " distorsione di mercato ". Le nostre grandi imprese, specie quelle già partecipate dallo Stato, vanno " sostenute a livello politico ". Cosa che, peraltro, ogni governo già fa, oltre a pretendere dividendi che vanno anche a detrimento degli investimenti delle partecipate stesse, ovviamente per continuare ad aumenta

Scorie - La politica monetaria si tinge di verde

Mentre operatori di mercato intossicati di droga monetaria elargita dalle banche centrali in dosi da cavallo per anni e anni reagivano entusiasti dopo il rialzo di 50 punti base annunciato dalla BCE il 2 febbraio per via del fatto che, durante la conferenza stampa, la presidente Christine Lagarde si è contraddetta alternando affermazioni da falco ad affermazioni da colomba (secondo l'ornitologia del settore), in pochi suppongo abbiano prestato attenzione al documento pubblicato dalla stessa BCE in merito alle modalità tecniche con cui procederà, a partire da marzo, a ridurre di 15 miliardi al mese i reinvestimenti di titoli in scadenza accumulati nell'ambito del quantitative easing. Per quanti riguarda i titoli emessi da società, la BCE intende dare una svolta green agli acquisti. " La presenza sul mercato dell'Eurosistema durante il periodo di reinvestimento parziale si concentrerà pertanto sugli acquisti sul mercato secondario. Tuttavia, gli emittenti societari non

Scorie - Da proprietari a noleggiatori (in)felici

Da tempo sostengo che uno degli effetti dell'approccio talebano all'elettrificazione del parco auto che prevale nell'Unione europea sarà il ritorno dell'automobile tra i beni di lusso, essendo anche quelle meno costose inaccessibili per il mercato di massa. Non occorre aspettare il 2035, quando, salvo ravvedimenti al momento non prevedibili, non potranno più essere vedute auto nuove con motore a combistione interna. Già nel 2022 l'andamento del mercato in Italia vede un incremento delle immatricolazioni da parte di società di autonoleggio del 9,5%, pari a circa un terzo delle immatricolazioni complessive. Come dichiara Alberto Viano, presidente dell'Associazione nazionale dell'industria dell'autonoleggio, " si tratta di un trend molto evidente se si guarda ad esempio al dato delle auto plug in, modelli costosi che il consumatore sceglie di acquistare con la formula del noleggio, anche per i vantaggi fiscali che porta. Questa formula che di fatto ren

Scorie - Nessuna magia a Bridgetown

Una costante di tutte le situazioni in cui vi sono debitori (soprattutto pubblici) in difficoltà è rappresentata da iniziative finanziarie che prospettano di risolvere il problema quasi magicamente, senza oneri. Ovviamente si tratta sempre di puntare lo sguardo in una direzione diversa da quella in cui gli oneri vanno a finire. Perché che nessun pasto sia realmente gratis resta una realtà. Maria Demertzis del thik tank Bruegel descrive una di queste iniziative, nota come Iniziativa di Bridgetown (Bi), proposta dal governo delle Barbados per aiutare i Paesi poveri a far fronte alle conseguenze del cambiamento climatico. Scrive Demertzis: " La prima proposta della Bi, che è stata poi adottata dal Conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici del 2022, è quella di un fondo per le perdite e i danni per aiutare i Paesi più vulnerabili al clima e per affrontare la giustizia climatica. L'iniziativa promuove l'inclusione di una clausola sui disastri naturali che preveda

Scorie - Peggio del governo c'è il Codacons

Ho già commentato la demenziale imposizione ai benzinai da parte del governo di esporre il prezzo medio regionale, in risposta a un aumento dei prezzi per lo più dovuto alla fine delle riduzioni temporanee delle accise che, assieme all'Iva, rappresentano il vero fardello a carico di chi riempie il serbatorio. Contro il provvedimento c'è un coro trasversale, che, oltre alle associazioni di categoria, vede l'Antitrust, secondo la quale l'esposizione del prezzo medio regionale finirebbe per ridurre la concorrenza, i sindacati e le immancabili associazioni di consumatori. Dalle quali, però, come sempre arrivano controproposte ancor più discutibili. Secondo il presidente di Codacons Carlo Rienzi, " la speculazione sui prezzi dei carburanti è evidente ". Evidenza che dovrebbe essere tale fidandoci delle parole di Rienzi, il quale non porta a sostegno della sua affermazione nessun dato. E che fare contro questa presunta speculazione? Imporre " la determinazione