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Scorie - Il Laffer di casa nostra

In un'intervista di una pagina intera sul Sole 24 Ore, il presidente dell'ABI Antonio Patuelli (ri)lancia l'idea di incentivare fiscalmente l'investimento a medio lungo termine delle grandi masse di denaro presenti sui correnti bancari e postali, i cui interessi sono tassati con aliquota 26%. " Se fosse prevista un'aliquota più bassa nel caso di investimento di questo risparmio in strumenti emessi da attività produttive o finanziarie, sarebbe un meccanismo win win, perché i rendimenti sarebbero più elevati e quindi lo sarebbe anche il gettito per lo Stato. Penso a una tassazione incentivante per forme di investimento in obbligazioni bancarie poliennali – ma lo stesso si può pensare per obbligazioni finanziarie o corporate - per allungare a medio e lungo termine i depositi bancari con tassi di interesse molto più elevati di quelli dei conti correnti. Con redimenti più elevati una tassazione ridotta non diminuirebbe il gettito per il fisco. Bisogna, in sostanza, ...

Scorie - Rieder non ha vinto al casting, ma è chiaro perché era in corsa

Per alcune settimane è stato nell'elenco dei partecipanti al "casting" per il ruolo di presidente della Federal Reserve in sostituzione di Jerome Powell a maggio. Mi riferisco a Rick Rieder, capo globale degli investimenti obbligazionari di Blackrock. Il quale resta convinto che la Fed dovrebbe tagliare i tassi di interesse.  " Un taglio dei tassi sarebbe molto importante per vari motivi. Innanzitutto tassi più bassi aiuterebbero le piccole e medie imprese ad accedere più facilmente e in maniera più economica al credito. Inoltre i giovani e le persone a basso reddito ne trarrebbero molti benefici. Tassi più bassi permetterebbero per esempio di accedere più facilmente al mutuo, dando una spinta importante al mercato immobiliare. Questo sarebbe importante anche per il mercato del lavoro negli stati Uniti, per vari motivi. Il primo è legato al fatto che oggi è più difficile la mobilità occupazionale, a causa del mercato immobiliare ingessato: se una persona perde il lav...

Scorie - L'illusione pericolosa del debito in yuan

Nell'ambito della sua strategia di aumento dell'influenza nel continente, la Cina sta offrendo ai governi africani la possibilità di indebitarsi in yuan, a tassi inferiori a quelli del dollaro. Diversi Stati africani stanno quindi sostituendo debito in dollari con debito in moneta cinese, nella ocnvinzione di ridurre il costo del servizio del debito stesso. Posto che indebitarsi in valute diverse dalla propria le espone in ogni caso al rischio di cambio, sempre che non abbiano altrettante attività denominate nella stessa valuta, la convenienza potrebbe essere illusoria e anche pericolosa, perché aumenterebbe la "presa" della Cina su quegli stessi Stati. Non esistono formule magiche: per abbassare il costo del debito occorre che i creditori percepiscano una riduzione del rischio di credito, e questa percezione dipende dal dimostrare di saper generare strutturalmente entrate più che sufficienti a far fronte agli interessi passivi. L'aumento della spesa pubblica non ...

Scorie - Il semplificatore senza pudore

Ho letto un articolo sulla necessità di semplificare le norme comunitarie di cui riporto qualche stralcio. " Meno burocrazia e più crescita: questo serve all'economia europea ." Magari non solo quello, ma certamente sarebbe un buon inizio. " Dobbiamo spingere tutti nella stessa direzione per arrivare a un sistema normativo più chiaro, più semplice e più intelligente ." Pur essendo una affermazione vaga, perché no. " Il punto non è contare le leggi, bensì stabilire se l'Europa evolva in un modo che favorisce gli investimenti o che invece li complica ." Beh, è vero che le leggi possono essere poche, ma contenere molti adempimenti, obblighi o divieti tali da complicare la vita a cittadini e imprese. Tuttavia se le leggi sono molte questo esito è pressoché certo. " L'urgenza è evidente. Oggi obblighi normativi eccessivi che spesso si sovrappongono aumentano i costi, scoraggiano gli investimenti e sottraggono risorse all'innovazione - probl...

Scorie - Il problema delle valutazioni delle performance nella PA

Sono abituato a leggere i giornali partendo dall'ultima pagina. Sul Sole 24 Ore del lunedì questo significa iniziare dagli articoli dedicati alle pubbliche amministrazioni, pagine che spesso contengono evidenze empiriche del perché questo Paese era e resta ingessato. Una delle questioni che, di anno in anno, torna di attualità, riguarda la vallutazione delle performance, voluta nel 2009 dall'allora ministro Renato Brunetta. La disciplina è poi stata rivista più volte, e anche ora sta per essere approvata una modifica, ma il risultato finale non è mai soddisfsacente. Secondo Antonella Bianconi e Paola Maria Zerman il problema è che non si supera la " logica individualistica e sanzionatoria anche dovuta al pregiudizio culturale di sospetto nei confronti del dipendente pubblico (i "furbetti del cartellino") ." Va detto che una qualche evidenza empirica che ci siano persone che fingono di lavorare a fronte dello stipendio che percepiscono si è accumulata nel cor...

Scorie - La trasformazione che non funziona senza incentivi

I sostenitori dei veicoli elettrici continuano a ripetere da anni che questi aggeggi sono più convenienti delle automobili vere, ossia quelle dotate di motore endotermico. Sta di fatto che ogni incremento delle vendite e delle quote di mercato sono legate a incentivi governativi, siano essi all'offerta o alla domanda. Cosa che si traduce in un costo (presente e/o futuro) a carico dei pagatori di tasse. E quando gli incentivi finiscono, le vendite di questi dispositivi diminuiscono vistosamente a loro volta. Anche in Cina, dove pure il governo ha pesantemente incentivato offerta e domanda, salvo creare l'ennesimo bubbone che rischia di fare una brutta fine. L'ecotalebano di Bloomberg David Fickling, occupandosi di Indonesia, lancia l'allarme per il piano governativo di convertire 20 milioni di ettari di foresta a piantagioni da destinare a consumo alimentare e a produzione di biofuel. Eppure, " lo scorso anno un quarto delle vendite globali di auto erano modelli ele...

Scorie - L'altro lato di un bilancio europeo più ambizioso

Ogni volta che si imposta il bilancio comunitario settennale, c'è chi vorrebbe un aumento delle dimensioni rispetto al Pil aggregato dell'Unione europea e chi frena. Non dovrebbe stupire che i vari "pensatoi" che gravitano attorno a Bruxelles siano sempre schierati per un aumento, dato che poi attingono a piene mani da quelle risorse o comunque lavorano per indirizzarne l'utilizzo. Fatto sta che per il periodo 2028-2034 siamo nell'ordine dei 1.800 miliardi di euro, che sarà "solo" l'1,15% del Pil aggregato, ma che vanno finanziati. E, come sempre in questi casi, ci sarà la battaglia per ottenere benefici e far pagare ad altri il conto. In altre parole, ci sarà la battaglia per essere consumatori di tasse. Perché alla fine si arriva sempre allo stesso punto: le spese vanno finanziate con tasse attuali o future (esplicite o implicite mediante inflazione). La Commissione, che non deve farsi rieleggere direttamente dagli elettori, propone un mix di n...