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Scorie - Cooperazione come scelta del male minore

Secondo Rossella Miceli, professoressa di diritto tributario alla Sapienza di Roma, la " recente riforma tributaria conclama un percorso evolutivo avviato alla fine degli anni '90 del secolo scorso, imponendo una rilettura del rapporto contribuente-fisco alla luce del valore generale della collaborazione. " Una evoluzione che dovrebbe superare il rapporto conflittuale tra esattori e pagatori di tasse, ossia la " convinzione che tali soggetti fossero espressione di diversi e contrapposti interessi ". Questo " deve cedere il passo a una nuova visione del rapporto tributario, ove domina la convergenza di obiettivi e la condivisione di un unico valore da perseguire, quello del dovere di concorso alle spese pubbliche, massima espressione della solidarietà politica, economica e sociale dello Stato. La fase di attuazione del tributo è destinata così a diventare una fase dialogica e di confronto costruttivo ." Resta da capire come mai, se si tratta di un valor...

Scorie - Sproloqui su tasse ed energia

Poche cose sono più inutili dei simposi comunitari. a maggior ragione se riguardano la tassazione. Essendone tra l'altro i costi a carico dei pagatori di tasse. Per esempio quello legato alla partecipazione del tanto amato Jospeh Stiglitz, uno dei tanti economisti tuttologi dopo l'assegnazione del premio Nobel. Secondo Stiglitz serve una lotta alla " tax avoidance delle multinazionali ". Direi che, dopo il Nobel, meriterebbe il premio Landini. Ma Stiglitz ne ha approfittato per parlare di energia: " Nel momento in cui la Russia ha invaso l'Ucraina, invece di investire massicciamente nelle energie rinnovabili, l'Europa si è concentrata sulla costruzione di terminali di gas naturale liquefatto, rendendosi vulnerabile a un altro shock. Ho sempre scherzato dicendo che il sole e il vento non sono perfettamente affidabili, ma sono più affidabili di Putin e sono più affidabili di Donald Trump. Quindi l'Europa avrebbe dovuto investire di più nella creazione d...

Scorie - Salvare il pianeta a suon di tasse

" Fare previsioni è difficile, non solo perché il pianeta è un sistema complesso ma soprattutto perché sono imprevedibili le azioni umane: pensiamo a tutto quello che è successo da quando Donald Trump è diventato Presidente degli Stati Uniti. " Questo sostengono gli scienziati Paolo Vineis e Luca Savarino, autori del libro "Come sopravvivere alla crisi ambientale". In effetti le azioni umane sono imprevedibili, a prescindere da quelle di Trump, perché nessuno è onnisciente riguardo al passato e al presente (hanno allucinazioni anche i sistemi di intelligenza artificiale), figuriamoci se si pensa al futuro. Però è certo che " la crisi ambientale ha un'origine antropica, è legata a un modello economico estrattivista che ha ridotto la natura a materiale inerte da sfruttare ".  Ovviamente è colpa del Laissez faire e del mercato, anche se il modello "estrattivista" è in gran parte dovuto a una mancanza di proprietà privata, a casi macroscopici di ...

Scorie - Scherza coi fanti ma lascia stare i santi

In questi tempi di guerra e aumento dei prezzi di petrolio e gas, Il Sole 24 Ore del lunedì dedica due pagine alle crisi dell'ultimo ventennio, constatando che il potere d'acquisto degli italiani è in media lo 0,4% inferiore a quello del 2005. In mezzo la crisi partita dal default di Lehman Brothers nel 2008, la crisi dei debiti sovrani iniziata nel 2010 e lo scoppio dello spread in Italia a fine 2011, poi il Covid e i lockdown, quindi la fiamata dei prezzi al consumo del 2022-23. La media nasconde ovviamente andamenti anche molto divergenti tra gruppi di persone. In sintesi, i meno abbienti se la sono vista molto peggio rispetto ai benestanti. I primi, infatti, hanno perso di più in termini di reddito reale e anche di patrimonio. I secondi sono riusciti a difendere il potere d'acquisto soprattutto grazie alla maggior rivalutazione del patrimonio. Curiosamente (o forse no) nelle due pagine di analisi non c'è nessun riferimento alla politica monetaria di quegli anni. Un ...

Scorie - Il patto di (ir)responsabilità

Il presidente di Confindustria, Emaluele Orsini, ha invocato un "patto di responsabilità", che dovrebbe sostituirsi, temporaneamente, a quello di stabilità. " Bruxelles deve mettere in campo misure di sostegno per le imprese come è accaduto durante il Covid. Bisogna agire subito, serva un patto di responsabilità da parte di tutti i paesi Ue. La Germania ha messo sul tavolo 26 miliardi per sostenere le imprese e ridurre i costi energetici, la Francia ha fissato un tetto al prezzo dell'energia. L'Unione europea deve valutare seriamente la deroga al Patto di stabilità ". Considerando che non indica quali voci di spesa tagliare, suppongo che si tratterebbe di aumentare il deficit. D'altra parte, se pensasse a tagli di spesa non proporrebbe la sospensione del patto di stabilità per finanziare le misure di sostegno per le imprese. Ovviamente anche in questo caso, come fu durante il Covid, il pasto non sarebbe gratis, finendo per gonfiare ulteriormente il debit...

Scorie - Il Nepal avrà un governo non comunista (?)

 Giunta alla maggiore età con una girandola di governi in stile prima repubblica italiana, ma tutti con maggioranze composte da varianti di partiti comunisti, la repubblica del Nepal avrà come capo del governo un ingegnere che ha raggiunto la notorietà nel suo Paese come rapper, e che attualmente è sindaco di Kathmandu. La generazione Z, che sei mesi fa aveva palesato il proprio malcontento con proteste che avevano portato le notizie dal Nepal in primo piano anche in Occidente (ci furono 77 morti tra i manifestanti), prova quindi la carta del cambiamento. Quanto meno a livello anagrafico, dato che Balendra Shah, il sindaco rapper di cui sopra, ha 35 anni, contro i gerontocrati comunisti che hanno fin qui gestito il potere. D'altra parte, due terzi della popolazione è under 35, e i comunisti sin qui non hanno tirato fuori il Nepal dalla povertà, per di più spingendolo sempre più tra le braccia tutt'altro che rassicuranti della Cina. Pare che come sindaco non abbia fatto male. C...

Scorie - ETS e il paradiso che vede (solo) Bloomberg

Secondo Micheal Bloomberg, che di tanto in tanto scrive degli articoli sul medium di cui è proprietario, " i leaders europei dovrebbero sostenere il sistema degli ETS e migliorarlo, piuttosto che cedere alle pressioni dell'industria per toglierlo di mezzo. " Un sistema che avrebbe avvicinato l'Europa all'indipendenza energetica e che genera 40 miliardi di entrate a beneficio delle nazioni europee. Miliardi destinati ad aumentare. Posto che nulla impedirebbe a Bloomberg di chiudere tutto negli Stati Uniti e trasferire il suo gruppo interamente in Europa, dove potrebbe a sua volta godere delle condizioni paradisiache in cui evidentemente ritiene operino le imprese, il ragionamento mi sembra bizzarro. Anche prescindendo da considerazioni in merito al sistema dei diritti di emissione in questione, va da sé che il costo sostenuto dalle imprese non è un pastro gratis. Quindi delle due l'una: o quel costo finisce per ricadere sui consumatori, oppure rimane a carico d...