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Scorie - La trasformazione che non funziona senza incentivi

I sostenitori dei veicoli elettrici continuano a ripetere da anni che questi aggeggi sono più convenienti delle automobili vere, ossia quelle dotate di motore endotermico. Sta di fatto che ogni incremento delle vendite e delle quote di mercato sono legate a incentivi governativi, siano essi all'offerta o alla domanda. Cosa che si traduce in un costo (presente e/o futuro) a carico dei pagatori di tasse. E quando gli incentivi finiscono, le vendite di questi dispositivi diminuiscono vistosamente a loro volta. Anche in Cina, dove pure il governo ha pesantemente incentivato offerta e domanda, salvo creare l'ennesimo bubbone che rischia di fare una brutta fine. L'ecotalebano di Bloomberg David Fickling, occupandosi di Indonesia, lancia l'allarme per il piano governativo di convertire 20 milioni di ettari di foresta a piantagioni da destinare a consumo alimentare e a produzione di biofuel. Eppure, " lo scorso anno un quarto delle vendite globali di auto erano modelli ele...

Scorie - L'altro lato di un bilancio europeo più ambizioso

Ogni volta che si imposta il bilancio comunitario settennale, c'è chi vorrebbe un aumento delle dimensioni rispetto al Pil aggregato dell'Unione europea e chi frena. Non dovrebbe stupire che i vari "pensatoi" che gravitano attorno a Bruxelles siano sempre schierati per un aumento, dato che poi attingono a piene mani da quelle risorse o comunque lavorano per indirizzarne l'utilizzo. Fatto sta che per il periodo 2028-2034 siamo nell'ordine dei 1.800 miliardi di euro, che sarà "solo" l'1,15% del Pil aggregato, ma che vanno finanziati. E, come sempre in questi casi, ci sarà la battaglia per ottenere benefici e far pagare ad altri il conto. In altre parole, ci sarà la battaglia per essere consumatori di tasse. Perché alla fine si arriva sempre allo stesso punto: le spese vanno finanziate con tasse attuali o future (esplicite o implicite mediante inflazione). La Commissione, che non deve farsi rieleggere direttamente dagli elettori, propone un mix di n...

Scorie - Danno pure lezioni di strategia

Dopo Ford e General Motors, anche Stellantis fa pulizia di bilancio svalutando pesantemente i (mal)investimenti legati all'elettrico. GLi oneri straordinari nel bilancio 2025 ammontano a 22 miliardi di euro. Si tratta di oneri superiori a quelli di Ford (7,6 miliardi di dollari) 3 General MOtors (19,5 miliardi di dollari). L'amministratore delegato di Stellantis, Antonio Filosa, ha eufemisticamente detto che " la strategia precedente si basava su una previsione di velocità di transizione troppo ottimistica ." E' comprensibile che Filosa abbia voluto fare svalutazioni abbondanti, essendo al suo primo anno di mandato e potendo attribuire questi esiti alle scelte di chi lo ha preceduto, non tanto con riferimento all'interim di John Elkann, quanto a Carlos Tavares. Filosa ha anche aggiunto che intende " tornare a investire e mettere al centro della nostra strategia le esigenze del cliente, in ogni mercato in cui operiamo. " Staremo a vedere. Evidentement...

Scorie - Vaste connerie

Roberto Vannacci ha deciso di mettersi (politicamente) in proprio, uscendo dalla Lega e fondando Futuro Nazionale. Potendo erodere voti a destra, diventerà probabilmente il più corteggiato dai mezzi di comunicazione sinistrorsi. Ma non è questo che mi interessa, né il suo destino politico. A seguirlo fin da subito il deputato Emanuele Pozzolo, ex FdI, gruppo da cui è uscito a seguito della vicenda che lo vide protagonista per un colpo di pistola che partì durante un Capodanno. Pozzolo deve credere fortemente in Vannacci, tanto da avere dichiarato che " può essere il Charles de Gaulle italiano ". A occhio e croce, con tutto il rispetto per Vannacci e parafrasando lo stesso De Gaulle, direi che quella detta da Pozzolo è una vaste connerie...

Scorie - L'orgia da denaro facile la si paga per decenni

 In diversi Paesi la grande inflazione esplosa durante la pandemia ha accentuato l'effetto Cantillon, con una ulteriore divaricazione tra i più ricchi e i più poveri. I mercati immobiliari ben rappresentano le conseguenze di quella grande inflazione: le arre di pregio continuano ad avere prezzi in aumento, ai massimi di sempre, mentre le zone "popolari" vedono prezzi in calo in un contesto comunque di transazioni in diminuzione. Perché chi ha casa finanziata a mutui con tassi molto bassi (tipici degli anni Dieci) non la cambia, dovendo contrarre un mutuo a tassi molto più alti. Mentre chi deve comprare spesso non se lo può permettere. Il tutto in un contesto in cui i governi, dove più dove meno, cercano (maldestramente) di evitare l'implosione. Del tentativo di Trump di rendere accessibili le case vietando agli operatori finanziari di acquistarle e imponendo alle agenzie Fannie Mae e Freddie Mac di comprare 200 miliardi di cartolarizzazioni di mutui immobiliari ho sc...

Scorie - Ciò che si vuole vedere, ciò che non si vuole vedere

Occupandosi della bassa crescita economica europea, Lorenzo Pecchi e Gustavo Piga individuano il problema nel " crollo dell'accumulazione di capitale reale ", che a sua volta inciderebbe negativamente sulla produttività. Troppa finanza e pochi investimenti produttivi, secondo Pecchi e Piga, i quali aggiungono: " Come riattivare dunque la crescita economica in Europa? Prendendo esempio da chi a quanto pare la sa fare più di noi. Gli Stati Uniti e la Cina in particolare hanno impresso velocità alla loro accumulazione di capitale reale per il tramite degli investimenti pubblici. Politiche fiscali espansive sono dunque lo strumento per avviare quel circolo virtuoso che manca all'appello nell'Europa di questo secolo. Nelle parole del Fondo Monetario Internazionale: "la migliore performance di crescita (statunitense) può aumentare lo spazio fiscale" per maggiori investimenti pubblici. Ma quella maggiore performance di crescita proviene proprio dai maggior...

Scorie - Sull'indipendenza dei banchieri centrali

Durante la conferenza stampa al termine della riunione di gennaio del Federal Open Market Committee, il presidente della Fed, Jerome Powell, ha così argomentato a chi gli chiedeva dei reiterati attacchi di Donald Trump alla sua persona e, in generale, all'indipendenza della banca centrale: " Lo scopo dell'indipendenza non è proteggere i banchieri centrali o cose del genere, ma semplicemente che ogni democrazia avanzata al mondo ha adottato questa pratica comune. È un accordo istituzionale che ha giovato al popolo, e consiste nell'evitare il controllo diretto dei politici eletti sull'impostazione della politica monetaria. E il motivo è che la politica monetaria può essere utilizzata durante un ciclo elettorale per influenzare l'economia in un modo che sia politicamente proficuo ." Si tratta dell'argomento classico portato da tutti coloro che sostengono la necessità di avere banchieri centrali indipendenti dal potere politico. Posto che si tratta di una ...