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Scorie - L'orgia da denaro facile la si paga per decenni

 In diversi Paesi la grande inflazione esplosa durante la pandemia ha accentuato l'effetto Cantillon, con una ulteriore divaricazione tra i più ricchi e i più poveri. I mercati immobiliari ben rappresentano le conseguenze di quella grande inflazione: le arre di pregio continuano ad avere prezzi in aumento, ai massimi di sempre, mentre le zone "popolari" vedono prezzi in calo in un contesto comunque di transazioni in diminuzione. Perché chi ha casa finanziata a mutui con tassi molto bassi (tipici degli anni Dieci) non la cambia, dovendo contrarre un mutuo a tassi molto più alti. Mentre chi deve comprare spesso non se lo può permettere. Il tutto in un contesto in cui i governi, dove più dove meno, cercano (maldestramente) di evitare l'implosione. Del tentativo di Trump di rendere accessibili le case vietando agli operatori finanziari di acquistarle e imponendo alle agenzie Fannie Mae e Freddie Mac di comprare 200 miliardi di cartolarizzazioni di mutui immobiliari ho sc...

Scorie - Ciò che si vuole vedere, ciò che non si vuole vedere

Occupandosi della bassa crescita economica europea, Lorenzo Pecchi e Gustavo Piga individuano il problema nel " crollo dell'accumulazione di capitale reale ", che a sua volta inciderebbe negativamente sulla produttività. Troppa finanza e pochi investimenti produttivi, secondo Pecchi e Piga, i quali aggiungono: " Come riattivare dunque la crescita economica in Europa? Prendendo esempio da chi a quanto pare la sa fare più di noi. Gli Stati Uniti e la Cina in particolare hanno impresso velocità alla loro accumulazione di capitale reale per il tramite degli investimenti pubblici. Politiche fiscali espansive sono dunque lo strumento per avviare quel circolo virtuoso che manca all'appello nell'Europa di questo secolo. Nelle parole del Fondo Monetario Internazionale: "la migliore performance di crescita (statunitense) può aumentare lo spazio fiscale" per maggiori investimenti pubblici. Ma quella maggiore performance di crescita proviene proprio dai maggior...

Scorie - Sull'indipendenza dei banchieri centrali

Durante la conferenza stampa al termine della riunione di gennaio del Federal Open Market Committee, il presidente della Fed, Jerome Powell, ha così argomentato a chi gli chiedeva dei reiterati attacchi di Donald Trump alla sua persona e, in generale, all'indipendenza della banca centrale: " Lo scopo dell'indipendenza non è proteggere i banchieri centrali o cose del genere, ma semplicemente che ogni democrazia avanzata al mondo ha adottato questa pratica comune. È un accordo istituzionale che ha giovato al popolo, e consiste nell'evitare il controllo diretto dei politici eletti sull'impostazione della politica monetaria. E il motivo è che la politica monetaria può essere utilizzata durante un ciclo elettorale per influenzare l'economia in un modo che sia politicamente proficuo ." Si tratta dell'argomento classico portato da tutti coloro che sostengono la necessità di avere banchieri centrali indipendenti dal potere politico. Posto che si tratta di una ...

Scorie - Le supercazzole sulle potenze intermedie

In molti hanno apprezzato l'intervento pugnace del primo ministro canadese Mark Carney al WEF di Davos, in cui invitava le medie potenze ad allearsi per far fronte all'aggressività non solo commerciale dell'America trumpiana. Per quanto mi riguarda, ho ripensato alle parole di Marsellus Wallace in Pulp Fiction: "L'orgoglio fa solo male. Non aiuta, mai."  Per quanto possano non piacere le parole e le azioni di Trump, occorre essere realisti (anche questo sosteneva Marsellus Wallace nel capolavoro di Quentin Tarantino). E la realtà è che le potenze che Carney invita a coalizzarsi hanno sì forza economica, ma non sufficiente forza militare in confronto agli Stati Uniti (né nei confronti di Russia e Cina). E la forza militare (qui non sto a discutere se sia un obiettivo desiderabile) non si costituisce dall'oggi al domani, né è un pasto gratis. In sostanza, credo sia illusorio pensare di aumentare significativamente la potenza militare mantenendo al tempo stes...

Scorie - La semplificazione che (non) verrà

Come ho osservato altre volte, c'è da avere dei dubbi sul successo del tentativo di semplificazione che l'Unione europea sta faticosamente portando avanti da diversi mesi. Tentativo di correggere l'approccio ecotalebano del Green Deal. Sul tema ho letto un interessante articolo di Marina Castellaneta sul Sole 24 Ore, nel quale viene delineato lo stato dell'arte. L'autrice parla di un quadro " ancora instabile ", nel tentativo di " idurre gli obblighi per le aziende e a rafforzare la competitività senza, però, disarmonizzare il quadro normativo avviato con il Green deal e il pacchetto «Fitfor55». Lasciando in piedi, almeno nella sostanza, i vincoli dei bilanci di sostenibilità ." Castellaneta nota che la " iper-regolamentazione sviluppatasi fino al 2024 ha portato a obblighi di difficile attuazione per le imprese che vedono in questa frammentarietà e complessità un rallentamento per la crescita. Di qui una strada con un percorso scelto dall...

Scorie - I consumatori vogliono dispositivi elettrici a ruote, ma solo con l'incentivo?

Sostiene (come un disco rotto) David Fickling, uno degli ecotalebani che scrivono su Bloomberg, che " gli Stati petroliferi hanno fatto il loro tempo. Il futuro è elettrico ." A riprova del fatto arriva persino a stravolgere la legge della domanda e dell'offerta. Constatando le quotazioni del petrolio, in calo nel corso del 2025 e ora attorno a 60 dollari al barile, dice che l'aumento della produzione da parte dei Paesi OPEC " non ha funzionato ". Come se a seguito di un aumento dell'offerta fosse logico attendersi un aumento del prezzo. Per inciso, Fickling commette lo stesso errore riferendosi al "drill baby drill" trumpiano, quando lo stesso Trump non ha  mai fatto mistero di volere una riduzione del prezzo del petrolio. Al contrario, i metalli usati per l'elettrificazione hanno quotazioni alle stelle. Bontà sua, Fickling riconosce che quei metalli sono usati anche per pa produzione di chips e tutto ciò che ruota attorno alla componente ...

Scorie - Quella teoria non funziona, diciamo

Di recente Elisabetta Piccolotti di AVS (nonché signora del capo dello stesso partito, Nicola Fratoianni) ha difeso il comunismo usando, tra le altre, queste parole: " Il comunismo ha, diciamo, nei suoi obiettivi teorizzati la liberazione delle persone. " Non so se siano ancora i tormenti dovuti al possedere una Tesla del diventato "fascista" Elon Musk, ma la difesa dell'obiettivo "teorizzato" del comunismo da parte di Elisabetta Piccolotti fa acqua, qualunque sia l'approccio assunto per analizzare la questione. Prasseologicamente parlando, la reiterazione da parte dei capi comunisti di azioni che hanno avuto esiti diametralmente opposti alla liberazione delle persone (neppure dal bisogno), per di più in diversi contesti storici, non può che portare a concludere che quello non era un obiettivo. Oppure che la teoria è del tutto sbagliata. La stessa conclusione la si raggiunge adottando l'approccio della mera verifica empirica dei postulati teori...