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Visualizzazione dei post da gennaio, 2023

Scorie - Che fatica dimostrare le virtù (inesistenti) del debito italiano

In un articolo teso a evidenziare la (perfino migliore) sostenibilità del debito pubblico italiano in confronto a quello di altri Paesi, Marco Fortis snocciola una serie di dati dinostrando di saper fare buon uso del cherry picking. Fortis intende rigettare la tesi abbastanza diffusa a nord delle Alpi in base al quale l'Italia sarebbe "l'anello debole dell'euro". E infatti " come può essere «l'anello debole dell'euro» una nazione come l'Italia che, con il presidente del Consiglio Mario Draghi alla sua guida, ha visto il proprio Pil crescere di oltre il 10% in due anni ribaltando il cliché che ci vedeva eternamente inchiodati allo zero virgola? Come può esserlo una nazione che ha la seconda industria manifatturiera e la prima agricoltura d'Europa, il secondo più alto numero di pernottamenti di turisti stranieri tra i Paesi Ue e il sesto più alto surplus commerciale con l'estero del mondo esclusa l'energia (97 miliardi di dollari nel 202

Scorie - Varrebbe la pena considerare le alternative

Se c'è una cosa che abbonda nel mondo sono le previsioni econonmico-finanziarie. Chi lavora nelle istituzioni pubbliche è ovvio che difenda l'operato del datore di lavoro. Per chi lavora nel privato, tanto maggiore è la dimensione della società, tanto più ci si può attendere conformismo nelle analisi. Nulla di strano, dato che quelle stesse società hanno tutto l'interesse a mantenere "buoni rapporti" con le istituzioni pubbliche, siano esse governi, banche centrali o enti sovranazionali. Non è un caso, quindi, che il conformismo regni incontrastato tra chi partecipa al World Economic Forum di Davos, dove peraltro il conformismo nelle previsioni economiche è l'aspetto meno inquietante, rispetto alle ricette distopiche partorite dalle menti degli organizzatori in merito a come regolare la vita di miliardi di esseri umani. Difficile, quindi, aspettarsi una critica dell'operato delle banche centrali. Per esempio Karen Harris, managing director di Bain&Comp

Scorie - A passo di lumaca, ma non per la sicurezza

Una delle tendenze recenti è la riduzione da parte di diversi comuni del limite di velocità sulle strade urbane da 50 a 30 km/h. La motivazione ufficiale è sempre quella di ridurre gli incidenti e aumentare la sicurezza, anche se è evidente che le violazioni aumenteranno e, con esse, le multe. Che, guarda caso, sono una succulenta fonte di entrata per i comuni. Non sorprende che Legambiente sia entusiasta delle iniziative. " Ottimo che in tanti stiano avviando percorsi. Ora occorre trovare le risorse per pianificare interventi strutturali, non solo di segnaletica, e monitorare i risultati ", ha etto Stefano Ciafani, presidente di Legambiente. Questa corsa (paradossalmente a tutta velocità) ad abbassare il limite a 30 km/h non ha però finora dato i risultati per i quali le giunte comunali adottano i provvedimenti. La città più "virtuosa" a fine 2021 risulta essere Verbania, con 169,8 metri a 30 km/h ogni 100 abitanti. Eppure i morti e feriti da incidenti sono 0,107 o

Scorie - L'illusione della flat tax

Una delle promesse più ripetute e meno mantenute da chi chiede il voto degli elettori consiste nell'abbassare le tasse. L'attuale maggioranza lo farebbe mediante la cosiddetta flat tax, per ora aumentando la soglia massima da 65 a 85mila euro del regime forfettario opzionale per i titolari di partita IVA. Ma il viceministro dell'economia Maurizio Leo prospetta un passaggio simile anche per i lavoratori dipendenti. " In una prospettiva di legislatura ridurremo il numero delle aliquote Irpef: le risorse necessarie saranno reperite attraverso le tax expenditure, che dovrebbe avere tra i criteri di taglio l'entità del reddito. Ormai è consolidato che la progressività, al di là delle aliquote, sia conseguibile anche attraverso deduzioni e detrazioni ." Posto che già oggi le detrazioni sono ridotte all'aumentare dell'imponibile, la riduzione del numero di aliquote Irpef e delle tax expenditures (ossia bonus e crediti di imposta vari) potrebbe semplificare la

Scorie - Le conseguenze del coraggio di andare avanti

In un'intervista al Sole 24 Ore rilasciata durante il World Economic Forum di Davos, Andrea Illy, presidente di Illy caffè, ha parlato di transizione green, sottolineando che servono volontà e coraggio politico di andare avanti. " Bisogna avere la volontà e il coraggio di andare avanti, non solo a livello economico ma anche a livello politico. Mi vengono in mente le incertezze ancora presenti sull'auto elettrica. Personalmente sono nettamente a favore dei veicoli elettrici, che già come sono ora rappresentano un avanzamento nella tutela dell'ambiente. Di nuovo, ci sono problemi da risolvere, come quello delle batterie che richiedono il litio e altri materiali che possono alimentare un'altra dipendenza da Paesi fornitori; ma, anche qui, occorre considerare sia il progresso fatto sia che non è detto che le batterie avranno bisogno per sempre degli stessi materiali, un'ulteriore evoluzione tecnologica ci potrà essere in futuro anche su questo versante ." Post

Scorie - La realtà negata

Mi è capitato di leggere la recensione dell'ultima fatica letteraria del sociologo Domenico De Masi, dal titolo "La felicità negata". E di chi sarebbe la colpa della negazione della felicità per tutti? Niente meno che di Hayek e Mises, che sarebbero addirittura alle basi del Washington consensus. Scrive De Masi: " A prescindere dalla testardaggine con cui gli economisti tentano e ritentano di imbrigliare la felicità entro dimensioni metrico-decimali, resta il fatto che gli esseri umani, alle sfide che la natura ha teso loro da sempre (fame, dolore, malattie, morte), ne hanno aggiunto altre due, di propria iniziativa: il progresso tecnologico e la complessità. La Scuola di Vienna le ha affrontate puntando sulla ricchezza; quella di Francoforte puntando alla felicità. Per ora ha vinto la Scuola di Vienna, per cui ci ritroviamo meno felici e con più poveri ." Per questo sarebbe ora di finirla con l'individualismo e dare anche spazio all'" ozio creativo

Scorie - Tria e la teoria della rassegnazione

Giovanni Tria, già ministro dell'Economia nel governo giallo-verde, da quando è tornato all'attività accademica scrive editoriali pubblicati sul Sole 24 Ore al sabato. Occupandosi dell'inflazione e seguendo la definizione mainstream di crescita generalizzata dei prezzi al consumo, Tria, citando Paul Krugman, afferma che si tratta di un conflitto distributivo tra imprese, lavoratori e chi paga le tasse, destinato a fermarsi solo quando i vari giocatori sono forzati ad accettare il risultato. Che l'inflazione generi un conflitto distributivo, di fatto redistribuendo (spesso in modo regressivo) la ricchezza, è vero. Tra l'altro, Tria non include lo Stato tra i soggetti confliggenti, mentre storicamente è proprio lo Stato a generare inflazione, essendone beneficiario.  Quanto al fatto che per fermarla sia necessario che qualcuno, in buona sostanza, si rassegni, mi pare discutibile. Purtroppo al termine di un periodo inflattivo i danni subiti dalle vittime dell'effet

Scorie - Fondo sovrano in cerca di sudditi

Intervenendo al World Economic Forum di Davos, la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha rilanciato l'idea di costituire un fondo sovrano europeo per sostenere la transizione energetica. Il tutto in risposta alle politiche di aiuti di Stato della Cina e degli Stati Uniti. " Nel medio termine, prepareremo un fondo sovrano europeo nell'ambito della revisione del bilancio di fine anno. Sarà una soluzione strutturale per aumentare le risorse disponibili per la ricerca, l'innovazione e i progetti industriali fondamentali per abbattere i gas serra ", ha detto von der Leyen. Ovviamente il problema principale, anche a livello politico, è come finanziare il fondo. Per inciso, i fondi sovrani generalmente investono il surplus commerciale di Paesi esportatori di materie prime. E diversificano gli investimenti a livello globale. Nel caso europeo, al contrario, vanno trovate le risorse, che sarebbero poi interamente investite nel Vecchio continente. Sul

Scorie Attiva il Sumar

Da quando Achille Occhetto pose fine alla denominazione del partito di cui era all'epoca segretario, che da Partito Comunista Italiano divenne Partito Democratico della Sinistra, quella parte politica ha sperimentato diverse scissioni e rimescolamenti, con altrettanti cambi di denominazione.  Alcuni, infatti, non volevano smettere di chiamarsi comunisti, anche se all'epoca, essendo da poco crollato il muro di Berlino e implosa l'URSS, c'era quanto meno un problema di marketing a mantenere quella denominazione. Costoro probabilmente erano solo meno ipocriti di tanti altri, che fondamentalmente mantenevano le stesse idee di prima, pur sotto un altro nome. In tre decenni sono poi nati e morti tanti partiti in quell'area, sempre e comunque socialisteggianti. Un fenomeno non esclusivo dell'Italia, peraltro. In Spagna, ad esempio, da uno dei tanti esperimenti sinistrorsi degli ultimi anni, Podemos, si sta verificando uno spin-off sotto la guida della attuale ministra

Scorie - Differenze da non cancellare

Ho avuto modo di sostenere più volte che il vero benchmark per l'Italia per tutto quanto di peggio possa esserci a livello politico (in senso lato) sia la Francia. E purtroppo da questa parte delle Alpi fanno di tutto per non sfigurare nei confronti dei francesi. Se le esternazioni di molti personaggi di primo piano o del sottobosco politico romano oscillano tra il grottesco e l'allucinante, Oltralpe capita di leggere le diciarazioni rilasciate nel corso di un'intervista a Le Parisien dalla moglie del presidente Macron, Brigitte, che si dice " favorevole all'uso dell'uniforme a scuola ". Sostiene la signora Macron: " io l'ho indossata quando ero una studentessa, 15 anni di gonna blu e maglione blu. E l'ho vissuta bene. Cancella le differenze, fa risparmiare tempo - se ne perde molto per scegliere come vestirsi la mattina - e denaro, pensiamo alle varie marche. Quindi sono favorevole alla divisa a scuola, ma una divisa semplice, non triste .&qu

Scorie - L'imposizione sarà sempre una violazione del principio di non aggressione

In un articolo dedicato alla sanatoria fiscale inserita dal governo nella legge di bilancio 2023, Enrico De Mita scrive, tra le atre cose: " In generale, il pagamento delle imposte non può essere un regolamento di conti tra Stato e contribuente. L'esercizio della funzione impositiva non può diventare un atto di sopraffazione che il cittadino contrasta fino alla "tregua" o alla "pace fiscale", da ultimo dichiarata dallo Stato quando la riscossione coattiva di un credito sperato accetta la moneta fallimentare del pagamento obbligatoriamente spontaneo del privato. Sembra che, come l'ultima frontiera che delimita il terreno dell'evasione dell'imposta, appaia la rottamazione dei crediti deteriorati. Il versamento di pochi denari non può essere il traguardo esiziale di un inseguimento del debitore che cessa solo per sfiancamento del creditore ." Mentre nel linguaggio comune si utilizza il sostantivo "tasse", nella scienza delle finanze

Scorie - La soluzione non è far nevicare soldi dei pagatori di tasse

Le prime settimane di inverno sono state caratterizzate da temperature superiori alle medie del periodo. Ciò consente di contenere le spese per il riscaldamento, ma allo stesso tempo sta consolidando una tendenza in atto da anni, ossia la sempre più frequente insufficienza di manto nevoso, soprattutto al di sotto dei 2000 metri di quota. Questo diventa un problema per tutte le stazioni sciistiche a media quota, concentrate soprattutto negli Appennini. Di qui la richiesta delle regioni Emilia-Romagna, Abruzzo e Toscana di un incontro con Daniela Santanchè, ministro del Turismo. La quale nei giorni scorsi ha affermato che " al più presto ci sarà un tavolo di lavoro congiunto per un piano straordinario per l'Appennino senza neve ." La dinamica era facilmente prevedibile: le regioni in questione a battere cassa per fornire qualche ristoro ai titolari di attività economiche connesse al turismo invernale. Il conto, ovviamente, sarà a carico dei pagatori di tasse. E il conto, pu

Scorie - Pompe speculative

Come è (dovrebbe essere) noto, a fare la differenza tra il prezzo dei carburanti alla pompa in Italia rispetto agli altri Paesi europei è la tassazione, che a sud delle Alpi comprende accise accumulate in quasi un secolo, sulle quali peraltri si paga l'IVA. In Italia il 58% del prezzo della benzina è riconducibile a tassazione; percentuale che si abbassa al 51% per il gasolio. Il mancato rinnovo delle decurtazioni di parte delle accise ha comportato un incremento di pari importo, pari a circa 30 centesimi al litro a partire dal 1° dicembre 2022, di cui gli ultimi 18 a partire da inizio gennaio. I prezzi tra il 31 dicembre e il 1° gennaio sono quindi aumentati mediamente della stessa entità, anche se non tutti i distributori praticano lo stesso prezzo, come peraltro sempre accade. Così come sempre accade che in autostrada i prezzi siano superiori, dato che anche i concessionari autostradali percepiscono una remunerazione.  E nonostante lo stesso ministero dell'Ambiente abbia con

Scorie - Prospettive fosche per il 2023? Pare sia colpa di Hayek

Dopo anni e anni di politiche economiche più o meno apertamente keynesiane, il mondo si trova ad affrontare problemi tutt'altro che banali. Tuttavia, chi si aspettasse di trovare nelle riflessione degli economisti keynesiani qualche barlume di autocritica rimarrebbe deluso. Per esempio Joseph Stiglitz, venerato in Italia, ritiene che ci sia di che essere pessimisti all'inizio del 2023, ma a causa di "nuovi fascismi" e "teorie economiche sbagliate".  Stiglitz giustifica i suoi timori sostenendo che " quasi ottant'anni dopo che Friedrich von Hayek scrisse La via della schiavitù, continuiamo a vivere con il retaggio di quelle politiche estremiste che lui e Milton Friedman hanno contribuito a diffondere. Tali idee ci hanno portato su una rotta davvero pericolosa: la via di un fascismo in versione ventunesimo secolo ." Posto che, quanto meno dal punto di vista della teoria monetaria, Hayek e Friedman non avevano proprio le stesse posizioni, l'in

Scorie - Quelle non sono auto

Da qualche anno le case automobilistiche presentano i modelli di futura produzione non già ai tradizionali saloni dedicati alle auto, bensì alle kermesse dell'elettronica. Un segno (a mio parere preoccupante) dei tempi. Per esempio, BMW ha presentto in questi giorni al Ces di Las Vegas la "i Vision Dee", che parrebbe essere una futura erede della Serie 3.  Dee è l'acronimo di Digital Emotional Experience. Ora, per chi ama le automobili, l'emozione non dovrebbe essere data da caratteristiche che rendano il mezzo una sorta di gadget o nuovo videogioco. Bensì dalle prestazioni del motore, dalla linea, dalle finiture. Uno dei punti di forza della nuova "i Vision Dee" sarebbe il cambio del colore mediante una tecnologia di inchiostro e pigmenti digitali. Secondo l'amministratore delegato Oliver Zipse, " Bmw punta alla leadership nell'auto digitale e questo non vuol dire vincere la gara tra chi offre lo schermo più grande ma quella dove si compete

Scorie - A proposito di fallibilità

Prendendo le difese del ministro della Difesa Guido Crosetto che per l'ennesima volta ha criticato la politica monetaria della BCE, Maurizio Gasparri ha affermato: " Il dogma dell'infallibilità vale per i Papi. E qualcuno, qualche volta, ha da ridire anche in quel contesto. Ma non si estende a chi guida la Bce. La Lagarde ha fatto, nel passato e nel presente, molti errori e quindi non si capisce perché ci si meraviglia delle critiche di Crosetto. Altra guida ed altra tempra erano quelle di Mario Draghi al timone della Bce. Draghi diede respiro alle economie europee. La Lagarde è francamente sorprendente nelle sue decisioni. Non aggiungo altri commenti, ma nella mia mente sono tutti ben presenti, per evitare che ipocriti e farisei si scandalizzino. Ma ribadisco che per la Bce e la Lagarde non vale il dogma dell'infallibilità. Fallisce. E molto ." Che nessuno sia infallibile, banchieri centrali inclusi, è indubbio. Che Draghi fosse tecnicamente più competente di Lag

Scorie - La soluzione imbecille per finanziare la previdenza sociale

Maffeo Pantaleoni sosteneva che " qualunque imbecille può inventare e imporre tasse ". La considerazione si può a mio parere estendere a coloro che neppure inventano nuove tasse, ma semplicemente propongono di aumentare quelle esistenti ogni qualvolta c'è un aumento di spesa da coprire. E il fatto che il proponente non sia dotato di potere legislativo non è un'attenuante, per quanto mi riguarda. In un articolo su Bloomberg Opinion, Teresa Ghilarducci (che insegna economia) propone di rimuovere il limite massimo di reddito sul quale è applicata l'aliquota della tassa sulla Social Security. A oggi l'aliquota ammonta al 12,4%, di cui la metà a carico del lavoratore e l'altra metà a carico del datore di lavoro. L'imponibile massimo è però pari a 160.200 dollari, il che, secondo Ghilarducci, porterebbe circa il 5% dei percettori di reddito da lavoro negli Stati Uniti a impiegare pochi giorni per raggiungere il massimo e, di conseguenza, per saldare il loro

Scorie - Le peggiori tasse sono quelle per renderci virtuosi

In un articolo di Gerassimos Thomas, Direttore generale dipartimento Fiscalità e Unione doganale della Commissione europea, ho letto alcuni passaggi che fanno rabbrividire. Si tratta di argomentazioni circa l'utilizzo del fisco per raggiungere gli obiettivi di transizione green. Nulla di nuovo, a dire il vero. Ciò nondimeno, ogni volta che leggo certe affermazioni ho la sensazione che siamo incamminati verso uno scenario distopico. Secondo Thomas, la " nuova realtà geopolitica ha galvanizzato la determinazione dell'Europa volta ad accelerare la transizione energetica, a sviluppare un'indipendenza strategica e ad alimentare l'ambizione di lottare contro i cambiamenti climatici. L'Ue ha già intrapreso un percorso ben tracciato per affermarsi come leader mondiale nell'azione contro i cambiamenti climatici. Il Green deal propone una combinazione di misure normative, fiscali e di fissazione del prezzo del carbonio per raggiungere i nostri traguardi ." In tu

Scorie - Il sultano continua a scassare l'economia

Da anni il presidente della Turchia Recep Tayyip Erdogan fornisce senza soluzione di continuità esempi di cosa fare per scassare un sistema economico. L'esempio più noto riguarda la reiterata convinzione che la crescita dei prezzi al consumo, fuori controllo da diversi anni, si possa (e debba) contrastare mediante una politica monetaria di abbassamento dei tassi di interesse. Erdogan ha sostituito diversi banchieri centrali, quando costoro non erano sufficientemente allineati al neofisherismo del sultano. Nel 2022 la banca centrale turca è andata in controtendenza rispetto a tutte le principali banche centrali mondiali, che hanno alzato i tassi di interesse nel (maldestro) tentativo di spegnere un fuoco inflattivo che hanno abbondantemente alimentato negli anni precedenti. Adesso, a pochi mesi dalle elezioni nelle quali teme di non essere confermato al potere, Erdogan ha annunciato l'eliminazione del requisito di età minima per andare in pensione, già finora fissata alla non ve