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Visualizzazione dei post da marzo, 2024

Scorie - La prima Repubblica pare non essere finita ovunque

I dati messi a disposizione dall'INPS offrono sempre spunti interessanti in merito al grande schema Ponzi della previdenza-assistenza pubblica italiana. Per esempio, quasi ma metà dei trattamenti liquidati lo scorso anno era assistenziale, con la spesa totale (nel solo settore privato) che rappresenta il 23,3% dei 248,7 miliardi annui totali. Interessante anche osservare che al Sud, su ogni mille abitanti, 77,4 percepiscono un assegno di invalidità, quasi il doppio dei 39,4 del Nord. Il che si scontra con un altro dato, ossia che le pensioni al Nord sono mediamente più alte perché sono maggiori i contributi versati e più continui i periodi contributivi. Quindi, anche considerando che una buona parte di tali assegni è assegnato a persone già anziane, la logica suggerirebbe che al Nord l'esposizione al rischio di restare almeno parzialmente invalidi dovrebbe essere superiore, contrariamente a quanto accade in pratica. A pensare male si potrebbe supporre che gli assegni di invalid

Scorie - Gli schemi Ponzi previdenziali imploderanno, più o meno lentamente

Come tutti i sistemi di previdenza sociale pubblici, anche quello statunitense è una sorta di schema Ponzi che si avvia all'implosione. E, come accade praticamente ovunque, le soluzioni proposte tanto da chi governa, quanto da chi è all'opposizione, consistono nel migliore dei casi nel calciare avanti il barattolo. I democratici vorrebbero risolvere il problema dell'insolvenza della Social Security aumentando le tasse a chi guadagna più di 400mila dollari annui, mentre i repubblicani vorrebbero aumentare l'età pensionabile. Il fatto è che entrambe le proposte non sarebbero risolutive, se non spinte a livelli da esproprio o innalzando l'età al punto da rendere l'accesso alla pensione una data non raggiungibile da una fetta non esigua di americani.  Per di più, si tratta di toccare gli interessi di chi vota, a scapito di coloro che ancora non votano e che, prima o poi, dovranno far fronte al fatto che il barattolo arriva contro un muro invalicabile (o, se preferit

Scorie - Il numero chiuso: un esempio dei fallimenti della pianificazione

Tra i contributi fondamentali alla scienza (non solo) economica contenuti nelle opere di Friedrich von Hayek vi sono quelli relativi alla conoscenza. Nessun individuo, o ristretto gruppo di individui, può essere onnisciente. Le conoscenze sono diffuse tra una moltitudine di individui, il che rende l'ordine di mercato, ossia le interazioni volontarie che conducono alla formazione di prezzi, superiore agli altri metodi per decidere l'allocazione delle risorse (anche prescindendo da giudizi etici).  In particolare, l'ordine di mercato risulta superiore alla pianificazione centralizzata. Quando Hayek scriveva su questo argomento sembrava che il socialismo potesse funzionare meglio del mercato, ma nei decenni successivi i fatti gli diedero ragione. Anche se questo non portò alla scomparsa della pianificazione centralizzata, bensì a una sua giustificazione con richiami (peraltro fuori luogo) a concetti discutibili come la "giustizia sociale". Tema di cui non intendo occ

Scorie - Gli indiani non stavano meglio quando erano più socialisti

Il World Inequality Lab, di cui è condirettore l'economista (ma sarebbe meglio dire: ecomunista) Thomas Piketty, ha rilevato in un recente studio un aumento della disuguaglianza in India. A partire da inizio anni 90, quando la politica indiana ha promosso (pur rimanendo piuttosto incrostata di socialismo) qualche forma di liberalizzazione dell'economia, è aumentata la quota di reddito del 10% più ricco della popolazione, raggiungendo il 57,7% del totale. Il tutto mentre circa 800 milioni di indiani sopravvivono grazie ai 5 chili di riso regalati mensilmente dallo Stato (ovviamente pagato dalle tasse anche dei ricchi di cui sopra). E dire che ai (bei tempi?) del socialismo indiano, dopo l'indipendenza del 1947 e fino agli anni 80 del secolo scorso, le disuguaglianza si erano talmente ridotte che l'1% più ricco aveva appena il 6% del reddito complessivo. Il che, però, non dovrebbe far altro che confermare che, se qualcosa può essere migliorato (e ciò può essere difficillm

Scorie - Fix It Again Taxpayer? (2)

Se non fosse stato sufficientemente chiaro il messaggio di Stellantis al governo, l'amministratore delegato Carlos Tavares ha ribadito il concetto: se l'Italia vuole che il gruppo mantenga la produzione negli stabilimenti domestici, deve incentivare gli acquisti. Tavares sostiene che l'Italia è un " pilastro della crescita " e snocciola gli investimenti a sud delle Alpi da 5 miliardi tra il 2019 e il 2022. Più quelli in corso e futuri per le produzioni di veicoli elettrici e relative batterie. Sta di fatto, però, che l'utilizzo della capacità produttiva domestica è ai minimi, in particolare a Mirafiori.  Tavares parla in modo abbastanza chiaro: " Siamo molto consapevoli del fatto che nei paesi in cui abbiamo le nostre radici è sempre meglio essere in linea con quanto è richiesto dai rispettivi governi. Voglio ricordare, però, che le decisioni che stiamo prendendo sono una conseguenza delle scelte del Parlamento europeo. Questa è una delle ragioni per le q

Scorie - Solidarietà ed egoismo

Nel conferire onoreficenze a cittadini che si sono distinti per atti di solidarietà, il presidente della Repubblica ha affermato che " questi comportamenti aprono una prospettiva al futuro dell'Italia. È l'egoismo che crea povertà: invece la solidarietà è davvero quello che lega e fa crescere ." Trovo lodevole ogni azione di solidarietà volontaria, ma trovo erronea l'affermazione che sia l'egoismo a creare povertà. Può non piacere, ma ogni azione umana è volta a soddisfare un bisogno dell'agente. Anche la solidarietà verso altri, quando volontaria, soddisfa un bisogno dell'agente.  Ma anche nel caso del macellaio o del birraio smithiani, il loro agire egoistico finisce in realtà per beneficiare altri. Ogni volta che si verifica una transazione di mercato, infatti, entrambe le parti ne traggono beneficio. Affermare che l'egoismo generi povertà è quindi conseguenza del considerare l'economia un gioco a somma zero, dove i profitti di un agente dev

Scorie - Nessuna garanzia è gratis

In Italia più un'idea è assurda, più è duratura. Si prenda, per esempio, l'idea, di matrice sindacale, di favorire l'investimento dei fondi pensione nella cosiddetta economia reale italiana, ponendo però una protezione pubblica ai rendimenti dei fondi stessi. Da ultimo l'ha rilanciata Riccardo Realfonzo, presidente del fondo Cometa, ossia il fondo negoziale dei metalmeccanici. Si tratterenne di un " fondo di fondi, pubblico-privato, che raccolga risorse dai fondi pensione, con un vincolo di lungo periodo e con un meccanismo di protezione dei rendimenti, e investa direttamente in infrastrutture e piccole-medie aziende facendo leva sulle formule tradizionali della finanza alternativa, come private equity, private debt e venture capital ." Secondo Realfozo sarebbe " un modo pragmatico per superare le strozzature del mercato italiano, favorendo gli investimenti diretti dei fondi pensione nelle imprese e nelle infrastrutture italiane con una misura di politica

Scorie - I (falsi) difensori dell'economia di mercato

Come è noto, in Cina il partito comunista controlla (o almeno ha l'obiettivo di controllare) sostanzialmente tutto ciò che fanno cittadini e imprese. Oltre a cercare di reperire più informazioni possibili su ciò che accade negli altri Paesi (attività svolta più o meno intensamente da tutti gli Stati).  Gli sviluppi tecnologici sono quindi funzionali (più che altrove) a rinsaldare il controllo "sociale". Di qui le crescenti preoccupazioni, soprattutto in Occidente, circa i dati su milioni di cittadini che, tramite social network cinesi, possono venire in possesso del PCC. Preoccupazioni che stanno sfociando in messe al bando o provvedimenti comunque restrittivi nei confronti, per esempio, di TikTok, che negli Stato Uniti si vorrebbe costringere a scegliere tra la messa al bando o la cessione a soggetti statunitensi. Non che i singoli cittadini in Occidente siano del tutto al riparo dalle "intrusioni" dei propri governi, peraltro. Il tutto ha provocato, ovviamente

Scorie - Il problema del valore attuale green

Quando si parla di transizione green, di solito si assiste a una guerra di numeri. Gli ecotalebani non riescono a negare l'evidenza, ossia che prima di avere benefici si sostengono oneri non alla portata di tutte le tasche. Tuttavia portano a sostegno delle loro tesi degli studi inevitabilmente fatti da organismi non super partes, che non credo sia il modo migliore per tacciare di partigianeria chi la pensa diversamente. Secondo Mark Gongloff, uno degli ecotalebani che scrivono su Bloomberg Opinion, l'associazione dei costruttori statunitensi starebbe facendo lobby per contrastare nuovi codici delle costruzioni green, sostenendo che la maggior spesa sarebbe attorno ai 20mila dollari per casa di nuova costruzione. Cifra ritenuta eccessiva in base a studi federali. I quali, però, possono risentire dell'orientamento delle amministrazioni in carica. In ogni caso, " case efficienti metterebbero soldi in tasca ai proprietari sotto forma di minori bollette energetiche e spese

Scorie - Non ci sono veri muscoli sotto il cofano

A costo di semplificare un po' troppo, credo si possa dire che esistono due modi (agli antipodi) di vedere le automobili e la guida. C'è chi vede le prime come mezzi di trasporto (uno dei tanti) e la seconda come un'attività propedeutica al trasporto, che delegano volentieri ad altri. E c'è chi vede le prime come molto più che un mezzo di trasporto, apprezzandone le caratteristiche e i tratti in un certo senso artistici, e la seconda come uno dei piaceri della vita, soprattutto se si è al volante di certe auto. Disclaimer: faccio parte della seconda tribù, e sono convinto che definire "automobili" i dispositivi elettrici dotati di ruote che a livello politico si cerca di imporre in sostituzione delle automobili propriamente dette sia un esercizio di neolingua. E qui vorrei aprire una parentesi. I dispositivi elettrici su quattro ruote sono politicamente imposti in nome della lotta al cambiamento climatico, per ridurre (chi dice "azzerare" è ignorante

Scorie - Non è una Costituzione per vecchi (?)

La maggior parte degli articoli che danno conto di cosa fa e dice il presidente della Repubblica sono scritti come se l'oggetto del pezzo fosse una sorta di divinità. Qualsiasi cosa faccia o dica, per quanto banale, è esaltata come una manifestazione di illuminata saggezza. Prendo, tra i tanti, l'articolo di Lina Palmerini sul Sole 24 Ore, che nel raccontare l'incontro di Sergio Mattarella con un manipoli di youtuber, esordisce così: " La curiosità si accende subito. Già aprendo il canale Youtube del Quirinale e vedendo Mattarella seduto accanto a Fabio Rovazzi. Una coppia insolita, messi al centro di una stanza e affiancati, ai due lati, da sei creator per parte. Un incontro con una missione certamente inedita pensando alla storia dei presidenti della Repubblica. «Rendere virale la Costituzione» ." Qualcuno, in realtà, presumo che, per rimanere a una nota espressione che si usa nella capitale, potrebbe dire: esticazzi! Lo scopo dell'incontro pare essere quell

Scorie - Si regge in piedi un'ora, ecco il punto di forza

Salvo colpi di scena, il prossimo novembre gli elettori americani si troveranno a scegliere tra non votare, mettere la croce sui nomi di candidati indipendenti destinati a non vincere, oppure su quelli di Joe Biden o Donald Trump. Il primo considerato non più tanto efficiente fisicamente e (soprattutto) mentalmente perfino dai propri elettori; il secondo considerato un pericolo per la democrazia in mezzo mondo, soprattutto nel Vecchio Continente. Non entro nel merito dei giudizi sui due candidati, ma trovo alcuni articoli a sostegno più o meno esplicito nei confronti di Biden involontariamente ridicoli. Per esempio nel consueto articolo domenicale sul Sole 24 Ore, Sergio Fabbrini scrive che nel discorso sullo "Stato dell'Unione" del 7 marzo, Biden ha demolito impietosamente le cose dette o fatte da Trump. Il tutto " con una vigoria fisica e concettuale, parlando in piedi per più di un'ora e scherzando sulla sua età, che ha stupito molti. " E già il fatto che

Scorie - La (non) soluzione ai danni da superbonus

Le misure fiscali che incentivano o sussidiano questo o quell'intervento/investimento/acquisto comportano inevitabilmente una redistribuzione di ricchezza non derivante da un processo di scambi autenticamente di mercato. Se poi, come nel caso del superbonus, lo Stato promette di restituire 110 euro ogni 100 spesi, si può stare certi che si creerà una bolla. Molto spesso in questi ultimi mesi si è posto l'accento sui costi crescenti per il bilancio dello Stato (ossia, in ultima analisi, per i pagatori di tasse), nonché sulle frodi poste in essere per beneficiare del credito d'imposta a fronte di lavori fittizi. Ma, come in ogni bolla, il superbonus ha anche gonfiato temporaneamente il numero di imprese variamente riconducibili all'edilizia, che poi sono andate scomparendo.  Secondo la presidente dell'associazione dei costruttori (ANCE), Federica Brancaccio, la soluzione era imporre che a " eseguire lavori per il mercato privato con accesso ai bonus edilizi fosse

Scorie - Non esiste il valore intrinseco

Sono ormai tre lustri che si assiste ogni volta che il prezzo di Bitcoin sale verso nuovi massimi si moltiplicano gli allarmi bolla, mentre quando le quotazioni scendono vertiginosamente i necrologi abbondano. In molti casi non si riconosce (per ignoranza o malafede) il grande tratto distintivo di questa criptovaluta rispetto alle altre, ossia che la quantità massima che potrà essere "minata" è endogenamente limitata dal suo protocollo.  Peraltro anche nel campo degli entusiasti credo che coloro che sanno cosa sia (o dovrebbe essere) una moneta siano una minoranza. Per lo più chi compra Bitcoin lo fa come lo farebbe con qualsiasi asset finanziario, ossia con lo scopo di ottenere un guadagno dalla salita del suo prezzo. Non credo che finora Bitcoin possa essere definito moneta, dato che non possiede, tra tutte, la caratteristica principale per esserlo, ossia non è generalmente accettata come mezzo di scambio.  Ciò non preclude che potrà diventarlo in futuro, però. Circostanza

Scorie - Al netto degli interessi il debito sarebbe (forse) calato. E allora?

Da anni Marco Fortis si esercita nel cercare di presentare i numeri della finanza pubblica italiana meno brutti di quello che sono, ritenendo che la percezione, soprattutto a nord delle Alpi, sia troppo negativa. Devo dire che, soprattutto quando il paragone riguarda la Francia, in effetti l'evoluzione in termini relativi dell'ultimo decennio fa sembrare anche a me che gli OAT siano sopravvalutati rispetto ai BTP, ma tant'è. Gli argomenti di Fortis, però, non sono particolarmente convincenti. Il più ricorrente, che lo accomuna a tanti altro commentatori a sud delle Alpi, riguarda la persistenza di avanzi primari, soprattutto fino alla pandemia. Fortis ricorda che " l'Italia il proprio debito pubblico l'ha visto esplodere negli anni Ottanta e nei primi anni Novanta. Poi, però, è diventata un Paese quasi-modello quanto a gestione delle finanze pubbliche, con un surplus primario del bilancio statale pressoché ininterrotto fino alla pandemia. E anche dal 2020 in po

Scorie - Ennesima variante dello stesso schema redistributivo

Ho osservato già diverse volte in passato che in Italia sono numerose le persone che si esercitano nell'ideare meccanismi finanziari che promettono di risolvere senza sforzo, o alleviando di molto lo sforzo, i problemi di finanza pubblica nazionali o continentali. Stefano Micossi (ri)propone ora l'idea di trasferire al MES i titoli di Stato accumulati dalla BCE nell'ambito del Quantitative easing, allo scopo di alleviare gli aggiustamenti necessari per rispettare le nuove regole del Patto di stabilità. Guarda caso l'Italia sarebbe tra i Paesi a dover fare gli aggiustamenti maggiori. Micossi vorrebbe contrastare l'impatto deflattivo di tali aggiustamenti. " In un'area integrata che cresce mediamente ben al di sotto del 2 per cento, questo impegno alla deflazione può ben valere mezzo punto percentuale di Pil all'anno per vari anni a venire – una cosa senza senso economico che minaccia la stessa sostenibilità del processo di integrazione. Un prezzo elevato