Scorie - Spin (Taxpayers) Balls
Se c'è qualcosa che accomuna certe parti della sinistra e della destra italiane è il disprezzo per la proprietà altrui. Non a caso è diffusamente praticata l'occupazione di immobili, di cui poi si rivendica come un diritto acquisito quello di non sgombrare mai.
Con l'appoggio, soprattutto a sinistra, da parte di soggetti a vario titolo classificati come intellettuali (difficilmente, se non si è di sinistra, si può essere considerati tali in Italia).
L'ultimo esempio è quello dello Spin Time, agglomerato di varie iniziative sinistrorse accentrate in un immobile di proprietà privata e occupato dal 2013, che ora il Comune di Roma parrebbe perfino intenzionato a comprare (spendendo fino a 40 milioni), suppongo poi per lasciare agli occupanti continuare a fare i loro comodi in barba a tutti i pagatori di tasse romani, che pagherebbero il conto.
Un conto già a carico di tutti i pagatori di tasse italiani riguarda invece i 21 milioni di risarcimento a favore del fondo immobiliare proprietario inflitti dal Tribunale di Roma al ministero dell'Interno per non aver proceduto per tempo allo sgombero.
La cosa ricorrente, in questi casi, è il susseguirsi di iniziative da parte di "artisti" a sostegno degli occupanti. Immancabili il manifesto e la relativa raccolta di firme solidali, in cui i firmatari segnalano la loro "virtù" e il loro pedigree sinistrorso.
Nel caso specifico, tra i firmatari figura il fior fiore del cinema e del giornalismo di sinistra, da Paolo Sorrentino a Marco Bellocchio, passando per Ferzan Ozpetek e Paolo Virzì, solo per cirarne alcuni. Poi Valerio Mastandrea, Carlo Verdone, Roberto Saviano, Concita De Gregorio.
La cosa interessante è che si tratta di persone che, chi più chi meno, godono di una situazione patrimoniale non da clochard e che potrebbero sostenere l'iniziativa, invece che firmando un pezzo di carta, finanziando loro stessi l'acquisto dell'immobile e il pagamento delle spese arretrate.
Ma si sa: la solidarietà esibita non costa nulla, ed è molto meglio che il conto lo paghino gli altri.
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