Scorie - Come Giuseppi?
Come se fosse un Giuseppe Conte qualsiasi (il quale, peraltro, in Italia non ha l'esclusiva sul punto), Donald Trump, di fronte all'aumento dei profitti riportati dalle principali compagnie petrolifere, ha detto che "stanno guadagnando troppi soldi". Intimando poi al CEO di Chevron, via Truth Social, di abbassare subito i prezzi alla pompa, con tanto di uso smodato di lettere maiuscole e punti esclamativi.
Il prezzo della benzina, oltre i 4 dollari al gallone, è a un livello doloroso per l'americano medio. Chissà cosa penserebbe Average Joe di fronte a un prezzo in Italia che è praticamente il doppio (non da ultimo per via della maggiore tassazione). Lo stesso Trump aveva avuto gioco facile, durante la campagna elettorale del 2024, a rinfacciare a Biden-Harris l'elevato prezzo della benzina, promettendone un calo. Che poi in parte si era verificato, peraltro non per merito di Orange Man.
Adesso inveisce contro le compagnie petrolifere, perché si rende conto che alle elezioni di Mid Term un prezzo della benzina a questi livelli (o peggio) non gli sarà favorevole, per usare un delicato eufemismo.
Ma l'andamento del prezzo del petrolio e dei suoi derivati è una conseguenza diretta della guerra in Iran che lui stesso ha voluto iniziare e da cui pare non riuscire a uscire, nonostante continui a dichiarare che gli iraniani non vedono l'ora di raggiungere un accordo.
Non so quale tipo di bizzarro provvedimento potrebbe prendere Orange Man, ma qualunque cosa faccia di diverso dal porre (realmente) fine alla guerra andando verso una graduale normalizzazione delle attività estrattive e di raffinazione, per esempio obblighi o divieti imposti alle compagnie, potrebbe avere conseguenze nette negative.
La cosa non mi stupirebbe.
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