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Visualizzazione dei post da agosto, 2023

Scorie - Tagli invisibili

Chiunque abbia avuto la necessità di effettuare un risanamento finanziario, sia a livello personale che aziendale, sa che la riduzione della spesa è una componente inevitabile. Sa anche che non è la riduzione di qualche centesimo di punto percentuale che può risolvere il problema.  Tutto questo vale anche per uno Stato, a maggior ragione quando la tassazione è già elevata e chi governa dice di non volerla aumentare ulteriormente. Eppure, con una spesa pubblica che si avvicina ai 1100 miliardi annui, il Documento di Economia e Finanza di aprile aveva previsto un obiettivo di riduzione della spesa nell'ambito della spending review per un totale di 1,5 miliardi tra 2023 e 2025. In vista della pubblicazione della Nota di aggiornamento al DEF e della predisposizione della legge di bilancio per il 2024, pare che l'obiettivo di 1,5 miliardi slitti in avanti di un anno, con risparmi di 300 milioni nel 2024, 500 milioni nel 2025 e 700 milioni nel 2026. Vale a dire qualcosa di prossimo a

Scorie - Arriva l'educazione finanziaria statalista

Con l'anno scolastico che sta per iniziare, dovrebbe debuttare l'insegnamento dell'educazione finanziaria. Al momento è previsto che sia inserita nelle ore di educazione civica. Considerando la scaresa alfabetizzazione finanziaria di molte persone, l'iniziativa parrebbe senso. I soldi sono pochi, però, e i primi a essere formati sono spesso gli insegnanti. Ovviamente la soluzione di fare progetti con la collaborazione di imprese del settore finanziario, che il personale in grado di insegnare ai ragazzi lo hanno in abbondanza, è vista come la kryptonite per Superman, sul presupposto che ne approfitterebbero per promuovere i propri servizi e prodotti. Detto che il potenziale conflitto di interessi potrebbe essere gestito abbastanza semplicemente, si suppone che debba essere invece totalmente obiettivo il proposito di far comprendere ai bambini della scuola primaria, a proiposito di reddito, che " è necessario disporre di un reddito e che lo Stato, con le imposte sui

Scorie - Erdogan docet

Da più parti, a sud delle Alpi ma non solo, si sostiene che la politica monetaria restrittiva sia lo strumento sbagliato per contrastare l'inflazione dei prezzi al consumo in Europa, perché sarebbe, a seconda dei casi un'inflazione da carenza di offerta o un'inflazione da costi. A questa seconda lettura aderiscono Giovanni Scanagatta e Stefano Sylos Labini, secondo i quali la politica di rialzo dei tassi da parte della BCE " potrebbe andare bene se l'economia crescesse in modo sostenuto e la domanda fosse maggiore dell'offerta. La politica monetaria restrittiva infatti fa cadere la domanda perché diminuisce il credito bancario e può spingere al ribasso i salari poiché fa aumentare la disoccupazione. Ma esistono anche altri problemi. L'efficacia della politica monetaria nel combattere l'inflazione dipende dalla sua natura. Infatti, un conto è l'inflazione da domanda e un conto l'inflazione da costi. L'attuale è un'inflazione da costi, leg

Scorie - Una critica sbagliata a una tassa sbagliata

In attesa di vedere come sarà la versione definitiva dell'imposta straordinaria sulla variazione del margine di interesse delle banche, impropriamente definita sugli extraprofitti che, secondo Giorgia Meloni e colleghi, sarebbero "ingiusti", capita anche di leggere commenti critici basati su considerazioni tecnicamente errate. Per esempio quello di Laura Serafini (che scrive regolarmente di banche) sul Sole 24 Ore. A parte l'errata indicazione dell'aliquota Ires al 26 e non al 24%, cui poi alle banche è aggiunto un aumento di 3,5 punti percentuali, Serafini ipotizza che la tassa sia un boomerang, dato che le banche sono tra i principali investitori in titoli di Stato. Il che è vero, e io stesso credo che questo argomento potrebbe essere usato nelle interlocuzioni tra governo e ABI. Ma Serafini arriva a scrivere che la " nuova norma ha invece l'effetto di introdurre per le banche una ulteriore imposizione indeducibile del 40%, che si aggiunge alla quella p

Scorie - E se facessimo la petizione per 90 euro?

Mentre il governo si occupa di tassare i profitti "ingiusti" delle banche (in realtà l'incremento di margine di interesse oltra la soglia ritenuta "giusta"), il PD continua a battere sul tasto del salario minimo a 9 euro l'ora. E per dimostrare che c'è il sostegno popolare, Elly Schlein ha lanciato una petizione online. " Se pensi anche tu che in Italia bisogna fissare un salario minimo, mettici una firma!", ha scritto Schlein. "È semplice, è immediato, basta firmare la petizione online al sito salariomininosubito.it o nei banchetti che allestiremo nelle piazze e alle Feste dell'Unità! " E il sito pare sia andato in tilt per i troppi accessi. Il che non mi stupisce, considerando che in Italia l'illusione di poter ottenere qualcosa a spese altrui è la più spacciata da chi chiede il voto e la più creduta da chi va a votare. Suppongo che se invece di 9 euro fossero stati proposti 90 euro le adesioni sarebbero state ancora maggior

Scorie - Sviluppo di alta qualità?

Da anni la Cina sta drogando col debito una crescita economica che, complice l'inversione demografica, non riesca a mantenere i ritmi desiderati dal partito comunista. Non sorprende che il settore più traballante sia quello immobiliare, che generalmente è uno di quelli in cui maggiore è il ricorso alla leva del debito. Occorre peraltro notare che analizzare i dati cinesi è più complesso che in altri casi, essendo i dati stessi molto meno trasparenti che altrove. Fatto sta che, dopo Evergrande, adesso è il primo operatore del real estate nazionale a essere sull'ordo del baratro: Country Garden. Ufficialmente si punta il dito contro il sistema bancario ombra, ma il principale problema è nel modello stesso di crescita a debito con denaro creato dal nulla, non dalla carenza di regolamentazione. E cosa fa il governo? Aumenta la dose della stessa medicina con l'obiettivo, secondo il primo ministro Li Qiang, " di raggiungere gli obiettivi economici annuali fissati attraverso

Scorie - Spompati

Con puntualità svizzera, anche questo agosto è arrivata la polemica sui rincari dei carburanti, soprattutto sulla rete autostradale. Il tutto in concomitanza con l'introduzione del (demenziale) obbligo di esposizione dei prezzi medi da parte dei gestori delle stazioni di servizio. Come sempre in questi casi, gli aunmenti dei prezzi sono dovuti in parte all'andamento dei prezzi della materia prima a livello internazionale, e in parte ai picchi di domanda, che nelle settimane in questione è evidentemente meno elastica rispetto al resto dell'anno. Fatto sta che, tra i soliti comunicati delle associazioni di consumatori carichi di indignazione e invocazione di imposizione di prezzi amministrati e sanzioni ai benzinai da un lato, e autodifesa di questi ultimi dall'altro, il ministero delle Imprese e del Made in Italy ha emesso una nota precisando che " il prezzo industriale della benzina, depurato dalle accise, è inferiore rispetto ad altri Paesi europei, come Francia,

Scorie - Recep Tayyip Malan

Nelle discussioni in seno alla maggioranza di governo sul tema della tassazione di quelli che impropriamente sono definiti "extra profitti" (colpendo in realtà il margine di interesse) si fa avanti perfino l'idea di colpire altri settori.  Generalizzando, si potrebbe arrivare ad avere una norma che preveda i margini "giusti" al di sopra dei quali, divenendo "ingiusti" (secondo Giorgia Meloni), sarebbe utilizzato in modalità "extra" il randello fiscale. Questo, se confermato, rafforzerebbe la "landinizzazione" di Meloni e colleghi: i soldi vanno presi dove sono. Fatto sta che la BCE, come già aveva fatto in casi di tassazioni simili in Spagna e Lituania, ha fornito un parere (necessario) critico, come era prevedibile. Scatenando però i meloniani, come capogruppo al Senato di Fdi, Lucio Malan (per anni autodefinitosi liberale, ai tempi di Forza Italia): "La Banca centrale europea ha preso decisioni molto discutibili, in particola

Scorie - (Non) siamo in URSS?

Nei mesi scorsi, il governo, per bocca del ministro dell'Economia, aveva criticato le banche per non aver aumentato i tassi di remunerazione dei depositi in conto corrente, incrementando invece quelli sui prestiti, più o meno in linea con l'aumento dei tassi di mercato in reazione a quelli sui tassi di riferimento stabiliti dalla BCE. Si era parlato di una tassa sui profitti "extra", ma lo stesso Giorgetti aveva poi detto che non c'era " in cantiere nessuna tassazione sugli extraprofitti bancari ". Poi, al termine del Consiglio dei ministri del 7 agosto, il capo di Giorgetti, attuale ministro dei Trasporti, ha annunciato la tassa sugli extra profitti, identificati in un incremento oltre una certa soglia del margine di interessi. Della stessa misura sono poi circolate due versioni, la seconda delle quali meno drconiana della prima.  A me interessa meno l'entità di questa imposta straordinaria rispetto al significato di questa mossa da socialisti duri

Scorie - Il problema non è il tetto

Nonostante abbia superato il 120% del Pil e non vi sia all'orizzonte alcuna inversione di tendenza, il debito federale degli Stati Uniti è ancora considerato l'asset privo di rischio per definizione. Ciò lo si deve a un mix di fattori, non solo economici. E' vero che l'economia statunitense è ancora la più grande al mondo, ma è altrettanto vero che se gli Stati Uniti non fossero la prima potenza militare i ruoli del dollaro e dei titoli del Tesoro non sarebbero gli stessi. Sta di fatto che quando un paio di giorni fa Fitch ha declassato il rating da AAA ad AA+, molti si sono soffermati sulla motivazione riconducibile al " progressivo deterioramento, negli ultimi vent'anni, della politica americana e della capacità di governo ". Il tutto riassumibile nella crescente polarizzazione e nei periodici tira e molla sull'incremento del tetto legale all'emissione di nuovo debito. La reazione della Casa Bianca è stata prevedibilmente stizzita, tra accuse a F

Scorie - CBDC vs monete sane

Mentre in Europa se ne parla poco e non mi aspetto che ci sarà un gran dibattito sulla materia, negli Stati Uniti il tema dell'introduzione del dollaro digitale sta sollevando obiezioni. E' facile liquidare la faccenda decretando che si tratti delle lobbies finanziarie che temono di perdere importanti fonti di reddito. Ma credo che sarebbe la strada sbagliata. Non da ultimo perché non credo che sia interesse delle banche centrali sostituire il ruolo delle banche commerciali nella messa a disposizione della moneta a individui e imprese. Dalle lobbies finanziarie verrranno al più pressioni per ottenere una fetta della torta, ma non contrarietà integrale al dollaro digitale. Diversa è la posizione di chi vede nelle monete digitali di banche centrali un passo determinante verso una società in cui aumenta significativamente il potere di controllo dello Stato su individui e imprese. Anche perché, nonostante i tentativi di rassicurazione del contrario, lo sviluppo delle monete digital

Scorie - Sediziosi? Meglio del contrario

Quando la BCE ha portato e mantenuto sotto zero i tassi di interesse per 8 anni, oltre a comprare migliaia di miliardi di titoli emettendo base monetaria, nessun politico a sud delle Alpi ha levato critiche verso Francoforte per gli effetti che tale politica avrebbe portato. Ora che in poco più di un anno, per correre dietro a una inflazione dei prezzi al consumo che aveva definito "transitoria", ha rialzato i tassi nove volte per 425 punti base, le critiche fioccano. Il patriota Marco Osnato, presidente della Commissione Finanze della Camera, ha dichiarato: " Leggo con dispiacere la dichiarazione della presidente della Bce, secondo cui i banchieri centrali sarebbero abituati ad avere 'la pelle dura'. E' così che si chiama, oggi, quell'insensibilità alla realtà sociale che faceva indignare Guido Carli quando era governatore della Banca d'Italia e impostava una politica monetaria rigorosa, ma non cieca dinanzi alle condizioni del Paese reale? Nel 1974,

Scorie - Quale coraggio?

Che il socialismo non funzioni e non possa funzionare, anche a prescindere dal pur non trascurabile impatto che ha sulla libertà delle persone, è stato dimostrato un secolo fa, prima ancora che la storia registrasse diversi esempi di fallimento laddove fosse praticato. Ludwig von Mises contribuì in modo fondamentale dimostrando l'impossibilità del calcolo economico in un regime integralmente socialista. Friedrich von Hayek evidenziò il problema dei limiti della conoscenza che inevitabilmente ha un individuo o un gruppo ristretto di individui, mentre in un sistema di scambi volontari come il libero mercato, la formazione dei prezzi sintetizza le conoscenze diffuse tra una moltitudine di individui. Nei sistemi per lo più misti che caratterizzano il mondo d'oggi, i socialisti non hanno la pretesa di eliminare il mercato, bensì di indirizzarlo, correggendone i presunti fallimenti in funzione del raggiungimento di obiettivi ritenuti buoni e giusti per tutti quanti. Ovviamente resta