Scorie - L'involuzione dall'indipendentismo al socialismo
Che la leadership di Matteo Salvini nella Lega stia scricchiolando non è una novità. Il malcontento, soprattutto tra i militanti e gli amministratori locali del Nord, è sempre più palpabile. I risultati elettorali da diversi anni non sono incoraggianti, d'altra parte.
Salvini sembra da tempo a corto di idee. Idee che, tra l'altro, sono non di rado indistinguibili da quelle di un Conte o un Landini qualsiasi, soprattutto quando si tratta di reperire risorse per finanziare la spesa pubblica.
Da qualche anno il suo cavallo di battaglia è l'extratassazione degli utili prodotti dalle banche. In vista dell'autunno e della manovra di bilancio che precederà le prossime elezioni politiche, Salvini ha pensato di chiedere alle banche (le prime dieci per dimensioni) un contributo extra pari al 5% degli utili per un triennio.
"Come Lega chiederemo un contributo triennale alle prime 10 banche italiane", ha detto. "La Spagna applica un prelievo tra il 5 e 7 per cento. Ho visto le due semestrali delle due più grandi banche italiane che hanno fatto utili per quasi 12 miliardi nel primo semestre, se volessimo partire da quanto fa la Spagna... ci si potrebbe accontentare di un 5 per cento".
A parte che scimmiottare un governo socialista quando si sostiene di non essere socialista dovrebbe fare riflettere lo stesso Salvini, finanziare con una extra tassa temporanea una spesa pubblica che, anche se nasce come temporanea, tende a diventare permanente, non fa altro che creare problemi di copertura per il futuro neppure tanto lontano.
Dubito che questo preoccupi il proponente.
Commenti
Posta un commento