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Visualizzazione dei post da aprile, 2022

Scorie - Cinguettii pericolosi per la democrazia

E' di pochi giorni fa la notizia che Twitter diventerà una società con un unico proprietario e con ogni probabilità sarà delistata dalla Borsa. Elon Musk, dopo aver acquisito il 9% del capitale, ha deciso di lanciare un'OPA totalitaria. Dopo un'iniziale resistenza, il CdA ha sostanzialmente alzato bandiera bianca. La società non ha certo finora ottenuto risultati econoimici brillanti, tutt'altro. Non solo gli utenti non crescono e sono molto minori degli altri più noti sociel network, ma anche i ricavi per utente sono insoddisfacenti. Musk, da utente, ha spesso criticato i limiti alla libertà di espressione imposti dalle policy di "moderazione" dei contenuti adottati da Twitter. E intende cambiare le cose, perché, a suo dire, " la libera espressione è il pilastro su cui poggia una democrazia funzionante e Twitter è la piazza digitale dove questioni vitali per il futuro dell'umanità sono discusse ". La notizia ha allarmato il mondo sinistrorso ame

Scorie - Giggino, politico di razza

 Da tempo sono giunto alla conclusione che Luigi Di Maio sia un politico di razza. Il che, considerando ciò che penso generalmente dei politici, non è un complimento. Spuntato dall'anonimato alle elezioni politiche del 2013, l'allora ventisettenne Di Maio aveva un curriculum scarno, con esperienze come steward allo stadio di Napoli, attività nell'edilizia con l'impresa paterna, fino all'attività di "webbemaster", per dirla alla Vincenzo De Luca. Fu tra coloro che vinsero alla lotteria delle selezioni sul blog di Beppe Grillo. Emergere poi tra i coeletti in Parlamento non fu un'impresa particolarmente difficile. Durante quella legislatura dovette dividere la leadership con Alessandro Di Battista, il quale ha però cercato di mantenersi coerente alle parole d'ordine del grillismo delle origini (per quanto a mio parere non condivisibili), dimostrando di non essere un politico di razza. Al contrario, Giggino ha capito ben presto che per essere un polit

Scorie - Non esistono formule magiche per ridurre i debiti (pubblici)

Trovo sempre interessante leggere articoli nei quali l'autore o gli autori ritengono di aver individuato una formula magica per risolvere, o quanto meno alleviare, i problemi di finanza pubblica, senza indicare chi pagherebbe il conto. Quando leggo questi articoli cerco sempre di adottare l'approccio alla "Ciò che si vede, ciò che non si vede" di Bastiat. Leonardo Becchetti e Guido Cozzi propongono di utilizzare l'introduzione dell'euro digitale per ridurre i debiti pubblici senza (a loro dire) generare inflazione. Secondo gli autori, già " prima della pandemia, con l'avvio del quantitative easing abbiamo iniziato progressivamente a sperimentare l'efficacia delle politiche espansive della Bce, la loro capacità di fronteggiare euroscetticismo e critiche nei confronti dell'Unione europea e le economie di scala che si possono creare sul fronte macroeconomico se i Paesi membri mettono a fattor comune la loro forza economica. Durante la pandemia la

Scorie - Gerarchia delle idee

Lo sviluppo di internet e dei social network hanno impresso una forte accelerazione all'aumento delle fonti di informazione disponibili a tutti. Questo, come è noto, ha spiazzato i media tradizionali e soprattutto gli intellettuali, che in precedenza rappresentavano il punto di riferimento per trasmettere informazioni e conoscenze al pubblico. Del tema si occupa Giuseppe Lupo sul Sole 24 Ore, con un articolo che inizia così: " Potrà sembrare un'enorme contraddizione se si pensa alle traiettorie che il pensiero occidentale ha percorso negli ultimi sei secoli, eppure dopo i primi vent'anni del nuovo millennio, si avverte impellente la necessità di ripristinare quell'autorità culturale che l'affermarsi del moderno aveva contribuito a demolire, almeno nei principi. Per fortuna la contraddizione è solo apparente. L'Umanesimo aveva ingaggiato la sua battaglia contro una scienza che si limitava a essere solo dottrina senza verifiche ed esperimenti, una scienza per

Scorie - Tu chiamali, se vuoi, costi psicologici

Essendo un appassionato di automobili Euro zero, seguo con molto interesse il dibattito sulla elettrificazione a tappe forzate del settore automotive. Un chiaro esempio di un cambiamento imposto mediante mezzi politici e non derivante da una spontanea evoluzione di mercato. In un articolo dedicato alle barriere psicologiche che frenerebbero la corsa della mobilità elettrica, Fabrizio Zerbini (Direttore scientifico mobiUS lab per la mobilità futura) e Laura Colm (docente di marketing SDA Bocconi) esordiscono affermando che si tratta di " una delle sfide più importanti per la decarbonizzazione e per la transizione verso una società sostenibile ". Il che è vero se ci si riferisce ai mezzi pesanti, alle navi e agli aerei, ma non se ci si riferisce alle automobili, che sono repsonsabili, a livello europeo, di meno del 2% delle emissioni complessive. Come dire: se si disponesse di un pulsante per rendere elettriche tutte le macchine in circolazione dall'oggi al domani, i benefi

Scorie - Da dove parte il circolo vizioso

Non passa giorno in cui la quantità di denaro mantenuto dagli italiani sui conti correnti bancari non sia indicata come una iattura. Che quel denaro, dati i tassi di interesse ancora tenuti artificialmente a zero, perda potere d'acquisto, soprattutto negli ultimi mesi e prevedibilmente in quelli a venire, è indubbio. Ciò non toglie anche che molte delle forme di investimento che sarebbero adatte a persone che non vogliono o non possono assumere rischi elevati offrano da tempo rendinmenti reali negativi, per di più non garantendo una stabilità di valore in termini nominali. Sempre a causa delle politiche monetarie ultraespansive protratte per anni. Ma chi tiene denaro sul conto corrente viene pure accusato, molto keynesianamente, di indebilire l'economia. Lo fa, per esempio, Gianfranco Ursino su Plus del Sole 24 Ore, che è una sorta di Altroconsumo che spara a zero sugli intermediari finanziari, salvo essere infarcito di inserzioni pubblicitarie (suppongo non gratuite) dei prodo

Scorie - L'avvocato del (peggio) popolo

Milano Finanza ha intervistato Giuseppe Conte, presidente di quel che resta (a mio parere sempre troppo) del M5S. Come è noto, il suo è uno del partiti (praticamente tutti) che un giorno sì e l'altro pure dichiarano essere " inevitabile uno scostamento di bilancio ". Nessuno dubita che, tra pandemia e guerra in Ucraina, i problemi non finiscano mai. Tuttavia, la leggerezza con cui si invoca di fare nuovo deficit per decine di miliardi, come se nessuno dovesse mai essere chiamato a pagare il conto, è allucinante. Alla base di tutto, c'è una visione fortemente statalista, che rende poi il deficit inevitabile. Secondo Conte, lo Stato " deve essere presente quando serve, soprattutto al fine di tutelare gli asset strategici del Paese. Più in generale, deve riappropriarsi della capacità di orientare il mercato per perseguire gli interessi collettivi, coinvolgendo naturalmente i privati. Il mercato come garanzia dell'equilibrio perfetto è solo un mito, come dimostra

Scorie - Maria Antonietta Macron

Probabilmente stanco, al termine della domenica del primo turno delle elezioni presidenziali, Emmanuel Macron, nel suo primo discorso dopo gli exit polls, ha avuto il suo "Maria Antonietta moment". Allo scopo, forse, di indicare ai francesi un rimedio per il caro carburanti, il presidente in cerca di secondo mandato ha affermato: " Noi siamo per le auto elettriche, che non avranno bisogno di benzina ." Considerando il divario di prezzo all'acquisto (per tacere degli attuali altri oggettivi punti di debolezza delle auto elettriche in confronto a quelle con motore a combustione interna), il proclama di Macron richiama alla mente proprio quello attribuito alla regina Maria Antonietta ( ancorché il copyright della frase potrebbe non essere suo) , che riteneva le brioches una valida alternativa per il popolo a cui mancava il pane. Non che Macron (fortunatamente) rischi di fare conoscenza della ghigliottina come Maria Antonietta, ma anche se avrà tutto l'establish

Scorie - Per un pugno di euro

Continua a non essere facile la vita per chi ha deciso di non farsi iniettare il vaccino anti Covid, soprattutto per chi ha compiuto i 50 anni di età. E' notizia di questi giorni che gli avvisi che porteranno alla multa da 100 euro a chi non si è adeguato all'obbligo vaccinale hanno iniziato a essere inviati. Il ministro Speranza aveva anticipato che il ministero avrebbe " inviato un elenco per indicare gli inadempienti all'obbligo vaccinale nel pieno rispetto della privacy ." Destinataria l'agenzia delle Entrate-Riscossione. Così è stato, con effetti da inferno dantesco per i diretti interessati. Chi riceverà l'avviso, infatti, potrà scegliere di non fare nulla e, alla fine, pagare i 100 euro. Oppure prepararsi a perdere molto tempo per tentare di non pagare. Infatti, avrà 10 giorni di tempo, a pena di decadenza, per inviare alla sua Asl i motivi di esenzione. Si pensi, per esempio, a chi, nel frattempo, ha contratto il virus. Già questo appare allucinant

Scorie - Follie morali

Commentando l'ennesimo rapporto del panel intergovernativo sui cambiamenti climatici (IPCC) che lancia l'ennesimo allarme sul cambiamento climatico, il segretario generale dell'ONU, Antonio Guterres, ha twittato: " Investire in nuove infrastrutture per i combustibili fossili è una follia morale ed economica. Gli attivisti del clima sono talvolta descritti come pericolosi radicali, ma i radicali davvero pericolosi sono i paesi che stanno aumentando la produzione di combustibili fossili ." Da buon socialista, Guterres preferisce un approccio top-down alle quesitoni che riguardano l'umanità. Il problema è che, qualunque cosa si pensi del contenuto dei rapporti dell'IPCC, un passaggio al completo inutilizzo dei combustibili fossili nei tempi auspicati dai talebani dell'ambientalismo comporterebbe una riduzione del tenore di vita singificativo. Senza contare che Paesi non proprio minuscoli e poco inquinanti come Cina e India non sono affatto dell'idea d

Scorie - Cause ed effetti

Come è noto, a definire inflazione l'aumento dell'offerta di moneta è rimasta una parte molto minoritaria di coloro che si occupano di questioni economiche, ancorché questa fosse il significato comune del termine fino a circa un secolo fa. Il mainstream da diversi decenni identifica con il termine inflazione la crescita di indici dei prezzi al consumo, quindi una delle conseguenze dell'inflazione come definita in precedenza. Per anni, nonostante la politica monetaria espansiva delle banche centrali stesse producendo inflazione, l'andamento dei prezzi al consumo restava al di sotto del target del 2% annuo identificato dalle stesse banche centrali come "stabilità dei prezzi" (con più o meno saccenti spiegazioni fornite a coloro che obiettavano che quella sarebbe al più una stabilità della crescita dei prezzi e non una stabilità dei prezzi), inducendo molti a invocare dosi ancora maggiori di stimoli monetari per scongiurare lo "spettro" della deflazione

Scorie - Keynesiani con l'elmetto

Come spesso accade in Italia, anche il dibattito sull'aumento delle spese militari fino al 2% del Pil assume connotati grotteschi. Come, per esempio, la contrarietà da parte di chi, quando era presidente del Consiglio, non ebbe alcuna remora a ribadire l'impegno (in essere da tempo) in ambito NATO a raggiungere tale livello. Tutte le guerre sono opera di Stati e se si vuole limitare il potere degli Stati non si dovrebbe essere favorevoli a che aggredissero la proprietà dei privati (mediante tassazione) per aumentare le spese militari. Ciò detto, è un fatto che, dal secondo dopoguerra, i Paesi europei abbiano di buon grado lasciato che fossero gli Stati Uniti a garantire la difesa in ambito NATO. Stati Uniti che hanno sempre svolto altrettanto di buon grado il ruolo di guardiani del mondo. Credo che, oggi, gli interessi europei e statunitensi non siano proprio perfettamente allineati, ma questo è un altro discorso. Come finanziare l'aumento delle spese militari se i bilanci

Scorie - A proposito di istruzione finanziaria

Come è noto, da tempo è in corso una crociata da parte delle banche centrali nei confronto delle criptovalute, e in particolare di Bitcoin. Che all'aumentare dell'utilizzo di monete non emesse da banche centrali ci fosse una reazione da parte di queste ultime era ampiamente prevedibile. Solitamente le argomentazioni riguardano due filoni in particolare. Il primo è relativo al rischio di riciclaggio; il secondo fa riferimento al rischio da parte degli utilizzatori di incorrere in perdite dovute alle forti oscillazioni dei prezzi espressi in divise fiat, a partire dal dollaro americano. In rete non mancano, ovviamente, truffatori che promettono guadagni stellari a breve termine con le criptovalute, ma si tratta di un problema non limitato a queste attività. Ciò detto, credo che a volte i commenti dei membri delle autorità dovrebbero essere più sobri. Il membro del comitato esecutivo della BCE Fabio Panetta, per esempio, ha invitato i legislatori a livello comunitario ad avere un

Scorie - Insegnanti che non insegnano?

L'ennesimo decreto legge che modifica obblighi e divieti in materia di Covid consente ai docenti non vaccinati di rientrare a scuola.  Non si pensi, però, che sia una svolta "free vax" da parte del governo. Gli insegnanti non vaccinati, infatti, dovranno essere adibiti a mansioni che non siano l'insegnamento e che non prevedano contatto con gli alunni. Questo il commento del presidente dell'Associazione Nazionale Presidi, Antonello Giannelli: " È molto difficile, a scuola, stabilire quali siano le mansioni non a contatto con i ragazzi. Gli stessi impiegati di segreteria e i bidelli entrano a contatto con gli alunni. C'è una volontà di normalizzare la situazione di chi non si è vaccinato; gli si paga lo stipendio per non lavorare, dando mansioni sostanzialmente inesistenti ." Non frequento il mondo della scuola dai tempi (quasi remoti, ahimè) in cui ero io stesso alunno, ma faccio fatica a immaginare, in effetti, mansioni diverse dall'insegnamento