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Visualizzazione dei post da novembre, 2022

Scorie - Ma la Cina non era il modello da seguire?

Dopo quasi tre anni di forti restrizioni alla libertà di movimento in nome del contrasto alla diffusione del Covid-19, in diverse aree della Cina si stanno moltiplicando le manifestazioni di protesta. I mezzi di informazione italiani riportano i fatti di cronaca con un atteggiamento comprensivo nei confronti dei manifestanti. Credo sia condivisibile. Tuttavia, non di rado su quelle stesse testate l'atteggiamento era diverso quando qualcuno tentava di manifestare il proprio dissenso nei confronti dei molteplici provvedimenti restrittivi assunti in Italia a suon di DPCM e circolari del ministero della Salute nel biennio 2020-2021. Salvo eccezioni, peraltro minoritarie, non è stata definita allucinante l'affermazione (eravamo a inizio 2022) di Walter Ricciardi, consulente dell'allora ministro della Salute Roberto Speranza, che invitava a seguire il modello cinese: " Bisogna fare come la Cina, tamponare 60 milioni di italiani e isolare gli infetti ." In termini assolu

Scorie - La dimensione conta

Intervenendo a un'assemblea della Confederation of British Industry, la Confindustria britannica, il leader dell'opposizione laburista, Keir Starmer, ha sostenuto che " non è una questione relativa alla dimensione dello Stato, ma cosa fa lo Stato, come supporta le imprese a innovare e crescere ." Pare che Starmer voglia posizionare il partito laburista su posizioni centriste, non dissimili a quelle di Tony Blair. Per inciso, si tratta di parole che avrebbe potuto pronunciare qualsiasi leader conservatore. Non dubito che lo Stato possa fare cose meno dannose di altre, ma certamente non può creare ricchezza. Al più la può redistribuire mediante la leva fiscale e regolatoria. Il che significa che il pasto gratis (o meno costoso) di Tizio sarà pagato da Caio, Sempronio e altri. In tutto questo, oltre a esserci una violazione del principio di non aggressione, c'è il problema tipico di ogni decisione centralizzata: il decisore non ha (né potrebbe avere) una conoscenza c

Scorie - Se la botte è piena, la moglie non può essere ubriaca

Spesso ho l'impressione che molti europeisti a sud delle Alpi vorrebbero la botte piena e la moglie ubriaca. Da una parte vorrero maggiore integrazione fiscale a livello comunitario; dall'altra vorrebbero che fosse mantenuta autonomia decisionale sulla finanza pubblica da parte dei singoli governi nazionali. Prescindendo da considerazioni in merito alla desiderabilità della maggiore integrità fiscale a livello Ue, credo che se i Paesi con i conti pubblici meno sgangherati acconsentiranno un giorno a procedere in tal senso, porranno come condizione un maggior controllo da parte delle istituzioni comunitarie, con poteri di indirizzo vincolanti per i singoli governi, a maggior ragione in presenza di debiti pubblici elevati e superiori alla media degli Stati aderenti. Trovo quindi abbastanza stucchevoli gli articoli come quello di Stafano Micossi sul Sole 24 Ore nel quale l'autore, commentando la proposta della Commissione europea per la revisione del Patto di stabilità e cresc

Scorie - Orgoglio in fumo

Secondo Giorgia Meloni, la manovra di bilancio appena presentata " bada al sodo e offre una visione sulle priorità economiche ". Il che, oltre al fatto di essere stata predisposta in " tempi record " la rende " orgogliosa ". Vari esponenti di governo e maggioranza parlamentare vanno anche sostenendo di aver iniziato a ridurre le tasse. Il che troverebbe riscontro nell'aumento fino a 85mila euro del reddito assoggettabile al regime forfettario del 15% per i titolari di partita Iva, nonché su una riduzione del cuneo fiscale per i redditi medio-bassi. Credo che sarebbe corretto parlare di riduzione delle tasse solo in una situazione in cui nessun pagatore avesse un aggravio nell'anno successivo, a parità di altre condizioni (su tutte, l'imponibile). Il che, semplicemente, non è vero, come peraltro in tutti i casi precedenti di governi di qualsiasi colore politico intenti a rivendicare riduzioni di tasse. Per esempio, dubito che un fumatore possa d

Scorie - Paternalismo giudiziario

Sul Sole 24 Ore del lunedì, nella sezione Norme e tributi, si trovano sempre notizie interessanti dal mondo della giurisprudenza. Notizie che testimoniano tristemente la massiccia dose di paternalismo che le istituzioni impongono ai cittadini. Per esempio, una recente sentenza della Cassazione sostiene che nel risarcimento dei danni permanenti alla persona vada preferita la rendita vitalizia alla liquidazione di una somma una tantum. Da un punto di vista attuariale, deve esservi indifferenza tra la rendita vitalizia e la liquidazione in un'unica soluzione. Ovviamente chi percepisce la rendita finirebbe per incassare meno in caso di premorienza riepetto alla speranza di vita calcolata al momento dell'erogazione della stessa, mentre la compagnia assicurativa sopporterebbe il rischio di longevità. Rischi invertiti in caso di liquidazione in un'unica soluzione. L'articolo 2057 del Codice civile rimette al giudice la scelta tra rendita e liquidazione in un'unica soluzion

Scorie - Peggio di Liz

In un'intervista al Giornale, Silvio Berlusconi fornisce l'ennesima dimostrazione del perché la riduzione delle tasse che va promettendo da tre decenni non sarà mai realizzata, se non in modo effimero. Ridurre le tasse senza ridurre le spese, per quanto le riduzione delle tasse sia sempre auspicabile, non può funzionare, se non a breve termine e con pesanti ripercussioni successive per gli stessi pagatori di tasse, a maggior ragione in un Paese con una finanza pubblica sgangherata come l'Italia. La riduzione delle tasse deve quindi essere parte di una generale riduzione dell'intervento statale, anche dal lato della spesa. Purtroppo non è così che intende agire chi in Italia va autodefinendosi liberale. Afferma, tra le altre cose, Berlusconi: " Sono perfettamente consapevole del fatto che stiamo attraversando una fase difficile e che quindi è necessario procedere con gradualità e prudenza, senza venir meno ai vincoli di bilancio. Quanto è accaduto nel Regno Unito co

Scorie - Musk non è come Ford e Toyoda

In un articolo su Bloomberg Opinion centrato sullo sviluppo delle energie rinnovabili, David Fickling dedica un passaggio a Elon Musk, scrivendo: " Costruendo Tesla Inc. quando pochi credevano che le auto elettriche fossero economicamente fattibili, è stato un catalizzatore in grado di trasformare l'industria automobilistica globale drasticamente come Henry Ford o Eirji Toyoda ." C'è una enorme differenza tra Musk e Ford o Toyoda. Mentre Ford e Toyoda hanno portato cambiamenti rivoluzionari nel settore auto migliorando le automobili e rendendole più accessibili, soddisfacendo la domanda di mercato, Musk è stato "bravo" nel cavalcare e alimentare l'onda politica della transazione green a suon di imposizioni legislative. Paradossalmente volute da quei democratici che adesso lo detestano in quanto non allineato al wokeismo prevalente nella Silicon Valley. Per anni la sua creatura ha incassato più dollari vendendo diritti di emissione ai concorrenti che macc

Scorie - Il tetto infinito

Mentre da più parti sono ancora considerati un esempio di governo limitato, gli Stati Uniti non lo sono più da decenni. All'inizio del XXI secolo il debito federale era poco superiore alla metà del Pil, mentre ora veleggia attorno al 130% del Pil. Tra democratici e repubblicani cambiano le voci di spesa pubblica che preferiscono aumentare e l'approccio alla tassazione, ma nessuno è veramente contro il big government. Per i repubblicani c'è l'aggravante che, a parole, dicono ancora di esserlo, salvo poi non agire coerentemente. Ne consegue che il tetto al debito pubblico, che deve essere fissato per legge dal Congresso, è raggiunto quasi tutti gli anni. E puntualmente aumentato, anche se si creano tira e molla in caso di maggioranza non uniforme nei due rami del Congresso, come a seguito delle recenti elezioni di Mid term. In tal caso, con l'approssimarsi del raggiungimento del limite, iniziano a essere lanciati allarmi sul default e la chiusura degli uffici pubblici

Scorie - Taxpayer's Skin in the Game

Come è noto, il fisco vanta crediti non riscossi per oltre 1100 miliardi di euro. Per ammissione dello stesso direttore dell'Agenzia delle entrate, Ernesto Maria Ruffini, la quasi totalità di quelle cartelle sono inesigibili, in quanto relative a soggetti falliti, nullatenenti o deceduti. Si stima che circa il 5% di quel totale potrebbe essere effettivamente incassato. Per chi considera la tassazione una violazione del principio di non aggressione, è una buona notizia. Non può non irritare, peraltro, la notizia che molti uffici territoriali dell'Agenzia delle entrate proseguano il contenzioso anche in casi in cui la sconfitta è l'esito più probabile. In questi casi l'incasso dell'erario è nullo e l'ufficio deve pagare le spese di giudizio. Spesso si tratta di casistiche per le quali la corte di Cassazione ha assunto orientamenti univoci e consolidati negli anni. Qualunque soggetto che dovesse decidere di affrontare una causa sostenendo gli oneri di una eventuale

Scorie - Previdenza e assistenza: chi paga il conto

Come è noto, la legislazione in materia previdenziale cambia sostanzialmente ogni anno. L'unica costante è rappresentata dal fatto che il sistema a ripartizione (Ponzi) italiano rimane tendenzialmente insolvente, con prospettive miserrime per i futuri pensionati. Tuttavia ciò che non ha un impatto immediato non è considerato un problema, mentre i voti si prendono favorendo gli attuali pensionandi. Un sistema a ripartizione, a prescindere da qualsivoglia considerazione sulla sua legittimità, funziona se il Paese cresce economicamente e demograficamente. In caso contrario devono aumentare i contributi a carico di chi lavora e della fiscalità generale, a parità di benefici per i pensionati. Ma quanto peggiori sono le dinamiche economiche e demografiche, tanto più insostenibili diventano gli oneri a carico di chi paga contributi e tasse. Adesso pare che il nuovo governo voglia consentire il pensionamento con 41 anni di contributi versati e 62 di età. Secondo il segretario confederale d

Scorie - Quale privacy?

Come tutte le principali banche centrali, anche la BCE sta lavorando al progetto di euro digitale. Che, come ho osservato più volte, non sarà altro che un diverso formato della stessa moneta fiat emessa dalla BCE stessa. Nelle intenzioni delle banche centrali, le versioni digitali delle monete fiat dovrebbero agevolare i pagamenti, rendendoli meno onerosi, cercando anche di evitare lo spiazzamento da parte di monete alternative. Non mancano le rassicurazioni circa il mantenimento dell'utilizzo dei contanti, anche se è abbastanza evidente che i sognatori di una cashless society vedano nello sviluppo delle monete digitali di banche centrali un passaggio per arrivare all'azzeramento dell'uso del contante. Il problema, in tal caso, sarebbe tanto semplice quanto grande: la proprietà dei saldi di ogni individuo potrebbe essere in qualsiasi momento aggredita dalle pubbliche autorità. La stessa presidente della BCE, Christine Lagarde, ha ammesso che l'euro digitale " tutel

Scorie - Quanto costa quella bandiera

Se c'è una storia che (purtroppo) non fiisce mai, anche quando sembrerebbe, è quella della ex Alitalia. Come ampiamente annunciato durante la campagna elettorale, la nuova maggioranza ha deciso di rimescolare le carte, al grido di "L'Italia non può non avere una compagnia di bandiera". E pazienza se per quella bandiera i pagatori di tasse stanno da decenni pagando miliardi a fondo perduto. Inun articolo pubblicato sul Sole 24 Ore Giovanni Fiori, Commissario vecchia Alitalia nonché Professore di Economia Aziendale alla Luiss, sostiene che rimettere in gioco Msc-Lufthansa è una buona idea. In effetti l'offerta precedentemente esclusa aveva il vantaggio di prevedere una quota dell'80% per i nuovi partner, e il governo Draghi preferì mantenere il 49%. Tuttavia le argomentazioni di Fiori mi sembrano discutibili. Partendo dalla domanda classica: " Ma l'Italia ha bisogno o no di una compagnia di bandiera? Molti pensano di no, e credono che in sua assenza gli

Scorie - Ennesima variazione sul tema del debito comune

Se esistesse un premio Nobel per le proposte di europeizzazione dell'emissione di debito pubblico, gli accademici italiani sarebbero favoriti, quanto meno per la enorme produzione. Massimo Amato e Carlo Favero dell'Università Bocconi avanzano la loro versione della Agenzia europea del debito La premessa è quella classica: " Le crisi in atto comportano la necessità di grandi investimenti strutturali in campo energetico, per combattere l'emergenza climatica e per ottenere l'indipendenza energetica, nonché un incremento della capacità di difesa. Non sono impegni compatibili con l'austerità, ma richiedono l'intervento del settore pubblico, a livello dei singoli Stati e di una strategia europea ." Ma sui mercati l'andamento dei tassi di interesse richiesti ad alcuni Paesi in particolare è erratico e non pienamente giustificato. E' quindi " fondamentale che la politica monetaria e la politica fiscale possano agire senza che il loro meccanismo di

Scorie - Piccoli grandi drammi

I risultati elettorali e le successive scelte per l'attribuzione di posti di governo e sottogoverno creano sempre piccoli grandi drammi personali. Anche questa volta non fa eccezzione. Prendiamo, per esempio, la ormai ex forzista Valentina Aprea, che ha deciso di uscire dal partito non avendo ottenuto un posto nel nuovo governo, neppure come sottosegretario. Costei ha dichiarato: "Il mio lavoro lo avrei continuato a fare per Forza Italia. Io ho curato tante leggi, ho lavorato tanto e ora mi sembrava mio dovere portare a compimento quel percorso. Ritengo che fosse una grande opportunità anche per il mio partito, per questo ripeto, mi sento ferita ." In pratica pare di quei ragazzini che se ne vanno portandosi il pallone perché non ottengono il posto in squadra preferito. Con una differenza notevole: non mi risulta che Aprea abbia alcun pallone. In pratica, nessua ambizione personale, ma puro spirito di servizio per consentire al suo ex partito, che peraltro alle elezioni h

Scorie - Paese che vai, promesse elettorali che trovi

Sono tornato in Nepal dopo due anni di sosta forzata causa restrizioni anti Covid. Anche da quelle parti si terranno tra poche settimane le elezioni politiche anticipate. A contendersi il potere sono diverse viarianti di partiti comunisti, tra i quali c'è chi non si vergogna a definirsi maoista. Gente che ha detenuto a fasi alterne il potere da quando, nel 2008, il Paese è divenuto una repubblica. I risultati sono per ora poco confortanti, come peraltro accade solitamente nei regimi socialisti. L'aspetto più evidente è stato uno spostamento dell'area di influenza dall'India alla Cina, che da anni sta portando avanti la strategia Belt and Road utilizzata in altri Paesi dell'area e in Africa. I cinesi costruiscono infrastrutture e, di fatto acquisiscono pezzi di Paese, dato che i debitori non hanno di che pagare le infrastrutture stesse. Leggendo i punti programmatici di uno dei partiti comunisti non ho potuto fare a meno di constatare quanto siano distanti dalla real