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Scorie - Vietano perfino il fantacalcio

Mi è capitato di leggere che il procuratore generale di New York, tale Eric Schneiderman, ha dichiarato fuorilegge il fantasy football, l'equivalente statunitense del fantacalcio, basato però sul football americano. A parere di Schneiderman, chi gioca a fantasy football rischia di contrarre forme di ludopatia. Si tratta, peraltro, di una decisione che ha già precedenti simili in Arizona, Iowa, Louisiana, Montana e Washington. Non c'è tanto da dire, se non constatare per l'ennesima volta che anche negli Stati Uniti la compressione della libertà degli individui è praticata con grande zelo da legislatori e magistrati. E se ogni invenzione di crimini senza vittime è insopportabile, lo è ancora di più se mossa da un paternalismo alla cui base c'è, evidentemente, l'idea che la libertà delle persone vada limitata per il loro stesso bene. Come minimo, per adeguarla alla realtà dei fatti, dovrebbero mettere le manette alla statua della libertà.

Scorie - La riforma della Fed

"Sappiamo ancora poco dell'economia per affidarci a rigidi meccanismi." (J. Yellen) Con queste parole, il presidente della Fed, Janet Yellen, ha reso nota la sua opposizione a qualsiasi ipotesi di introduzione di regole che tolgano discrezionalità alla banca centrale nella definizione dei tassi di interesse. Da tempo negli Stati Uniti i repubblicani chiedono che sia limitata la discrezionalità della Fed e che l'operato della stessa banca centrale sia soggetto a un maggiore controllo da parte del Congresso (anche se formalmente i controlli sarebbero svolti dal Government Accountability Office). La Fed è (prevedibilmente) contraria sia a limitare la propria discrezionalità, tra l'altro notevolmente aumentata successivamente al default di Lehman Brothers nel 2008, sia a fornire maggiori informazioni sul proprio operato. Mentre vincolare la politica monetaria a una formula (sulla base della nota Taylor Rule) lascerebbe incertezza e discrezionalità in...

Scorie - Equità, giustizia e utilità

"Da oggi le retribuzioni della Cisl sono sul sito, dove si possono trovare gli stipendi di tutta la segreteria confederale. Il più alto è il mio di circa 5.200 euro al mese tutto compreso… tre volte quella di un impiegato medio a 1.500 euro e mi sembra che ci siamo in un discorso di equità e di giustizia… chi sceglie il sindacato sa che non diventa ricco ma sa che sceglie di essere utile." (A. Furlan) Parlando alla Conferenza nazionale organizzativa programmatica del sindacato, il segretario generale della Cisl, Annamaria Furlan, ha voluto fare chiarezza sulla propria retribuzione e su quella degli altri componenti della segreteria, annunciando che si possono trovare tutte sul sito internet della Cisl. Secondo Furlan, 5.200 euro equivalgono a tre volte lo stipendio medio di un impiegato, quantificato in 1.500 euro, e tutto ciò sarebbe adeguato in un "discorso di equità e di giustizia". Ora, a parte che 1.500 moltiplicato per tre fa 4.500 e non 5.200, invoc...

Scorie - La tendenza di ogni schema Ponzi (previdenziale)

"I pensionati non devono preoccuparsi: le pensioni dell'Inps sono erogate a fronte di leggi dello Stato. Se l'Inps dovesse fallire, ci sarà lo Stato… c'è un diritto soggettivo fissato dalla legge." (T. Boeri) Il presidente dell'Inps, Tito Boeri, invita i pensionati a non preoccuparsi dei disastrati bilanci dell'ente previdenziale pubblico (il 2015 dovrebbe chiudersi con un disavanzo di circa 9 miliardi, secondo lo stesso Boeri). Caso mai l'Inps dovesse fallire, ci penserebbe lo Stato, come in parte già avviene, a tappare i buchi. Ovviamente lo Stato, non essendo creatore di ricchezza, le risorse per tappare i buchi dell'Inps le deve trovare da qualche parte. I tecnici la chiamano "fiscalità generale", che in volgare può essere tradotto: il conto è a carico dei pagatori di tasse. Come ho già sostenuto in altre occasioni, il problema di qualsiasi sistema a ripartizione (non dissimile da uno schema Ponzi) è che un deteriorament...

Scorie - Di buone tasse sono lastricate le vie dell'inferno fiscale

"Se è necessaria una tassa, è quella sull'analogico. Bisogna incentivare il digitale penalizzando i processi analogici. E il vantaggio è che, in tal modo, questa tassa andrà poi naturalmente a estinguersi." (G. Recchi) Intervenendo all'Italian Digital Day, il presidente di Telecom, Giuseppe Recchi, ha dapprima elogiato il governo (alla presenza di Renzi, of course) per quanto sta facendo per il digitale, poi ha proposto di tassare l'analogico allo scopo di incentivare il passaggio al digitale. Non entro nel merito della questione tecnologica, non essendo competente. Mi interessa piuttosto evidenziare la pessima abitudine, peraltro molto diffusa, di invocare l'uso della tassazione per spingere le persone a fare ciò che il proponente ritiene opportuno. Non è un caso che quasi sempre il proponente trarrebbe vantaggio dall'adozione del provvedimento fiscale che suggerisce. Questa abitudine, che trovo fastidiosa quando a proporre nuove tasse (o au...

Scorie - Libertà del cliente e libertà dell'impresa

"Banca che vai, azioni in collocamento che trovi. Ognuna fa un po' come le pare, comunque sempre nell'ambito degli spazi che la regolamentazione deficitaria concede. È possibile quindi che un investitore, cliente di una banca che non aderisce al consorzio di collocamento di una offerta pubblica di vendita, non possa sottoscrivere le azioni di una società che si accinge ad approdare in Borsa. Mentre il cliente della banca accanto può liberamente farlo. È assurdo, con tutti i sistemi di gestione centralizzata degli ordini, lasciare il pallino in mano alle strategie commerciali e politiche dei vari istituti di credito. La libertà di valutare nel merito la rischiosità o la bontà dell'investimento in fase di Ipo (dall'inglese initial public offering, offerta pubblica iniziale) andrebbe lasciata al cliente. Invece sono le commissioni, più o meno alte, che vengono riconosciute alle banche che partecipano al consorzio di collocamento che dettano le adesioni dei vari istitu...

Scorie - Lo si può chiamare diversamente, ma rimane deficit

"La Francia deve affrontare gravi atti di terrorismo e deve affrontare spese supplementari che non devono avere lo stesso trattamento delle altre ed il principio vale anche per gli altri paesi." (J. C. Juncker) All'indomani dei nuovi attacchi terroristici a Parigi, il presidente della Commissione europea, Jean Claude Juncker, ha dato il via libera politico agli Stati membri per aumentare le spese per la sicurezza senza che queste siano conteggiate nel deficit ai fini della verifica del rispetto del limite del 3 per cento nel rapporto con il Pil. Come era prevedibile, tutti i governi hanno accolto positivamente la dichiarazione di Juncker. Non voglio in questa sede addentrarmi sulla questione dell'aumento delle spese pubbliche per la sicurezza, limitandomi a evidenziare che aumentare una voce di spesa, magari assumendo centinaia o migliaia di persone, è sempre facile, mentre un successivo ridimensionamento nel caso in cui (come ci si dovrebbe augurare) cessas...