Post

Visualizzazione dei post da 2026

Scorie - Supercazzole sulla (terza) eliminazione

La nazionale italiana di calcio non si è qualificata, per la terza volta consecutiva, alla fase finale del campionato mondiale e all'indomani della sconfitta contro la Bosnia si leggono considerazioni di tutti i colori. Secondo Giuseppe Lupo " non è casuale che il vulnus della mancata qualificazione si sia ripetuto tre volte negli ultimi dodici anni, dal 2018 al 2026, e che l'ultima nazionale vincente nella storia dei mondiali sia stata proprio quella in cui l'attuale nostro commissario tecnico, Rino Gattuso, indossava la casacca del centrocampista e si dava un gran da fare per dimostrare ciò che poi nella lontanissima estate del 2006 affermò con disarmante franchezza ai microfoni tv: «Abbiamo gli attributi grandi così…». Altro non poteva aggiungere, ma si fece capire a gesti. " Lupo aggiunge che " bisognerebbe interrogarsi se a monte della triplice mancata qualificazione non agisca un cambiamento di paradigma nel Paese, a cominciare dalla dimensione individu...

Scorie - Gli improbabili scenari probabilistici

Con grande disappunto dei fautori dell'obbligatorietà di inserire gli scenari probabilistici nella documentazione informativa e contrattuale (tema di cui mi sono già occupato anni fa), la Corte di Cassazione ha recentemente ammorbidito le sue posizioni rispetto a un orientamento piuttosto rigido in essere a seguito di una sua sentenza risalente al 2020. Dal 2009 sono sempre inseriti il Mark-to-Market (ossia il valore del derivato al momento della negoziazione, il metodo utilizzato per calcolarlo, nonché i costi impliciti.  Gli scenari probabilistici sono un pallino di certi consulenti di parte (che assistono i clienti in contenzioso) e dei relativi legali, nonché della stampa consumeristica alla Plus24 del Sole 24 Ore. Mi sono spesso chiesto quanti di costoro conoscessero tecnicamente il calcolo di tali scenari, che purtroppo credo rischino di essere fuorvianti per molti investitori, perché le probabilità che si verifichino sono strettamente dipendenti dal fatto che le variabili ch...

Scorie - L'eterna ricerca delle risorse (senza trovarle)

Tra le tante cose che periodicamente riaffiorano nel dibattito sul fisco italiano vi è la riforma della tassazione sui redditi di natura finanziaria. Il vice ministro dell'Economia, Maurizio Leo, continua a ripetere che il governo metterà mano alla materia, ma nei fatti passano i mesi e anche gli anni senza che ciò accada. Ci sono evidenti storture, come la distinzione tra redditi di capitale e redditi diversi e la non compensabilità tra gli stessi. Cosa esacerbata nel caso dei fondi comuni di investimenti, per i quali gli incrementi di valore delle quote sono considerati redditi di capitale e i decrementi sono considerati redditi diversi. Oppure la permanenza di sistemi di tassazione per cassa e altri che tassano il maturato ogni anno. Ogni volta che partecipa a un convegno sul tema, Leo ripete come un disco rotto che il governo vuole " superare l'attuale impostazione della tassazione delle rendite finanziarie sul maturato, che ormai affonda le radici nel tempo, per una p...

Scorie - La stagione musicale che non mi manca

Sull'inserto domenicale del Sole 24 Ore, Enzo Gentile sostiene che oggi la canzone politica (che è sostanzialmente canzone sinistrorsa) non funziona. Bontà sua, Gentile definisce " forse non del tutto invidiabile ", la stagione in cui cantanti e musicisti " presidiavano ed enunciavano con orgoglio una certa appartenenza sociopolitica ", con i concerti che " si chiudevano dal palco e in platea con una selva di pugni chiusi. " " L'artista "politicamente impegnato", almeno in Italia, è nel frattempo scomparso dai radar, oltre le ragioni di sbiadimento, allentamento delle coscienze, riflusso generalizzato ", scrive malinconicamente Gentile. E ovviamente ecco i colpevoli: " Comanda la pubblicità che vuole musica leggerissima e, se ti ribelli, il mercato ti manda in esilio ." Quelli con i pugni chiusi erano "artisti liberi", quelli di oggi pare di no. Anche se, ai tempi che rimpiange Gentile, se non chiudevi i pugn...

Scorie - Sulla previdenza sempre meglio la libertà di scelta

Da libertario, sono sempre stato dell'idea che ognuno dovrebbe essere libero di disporre di ciò che è legittimamente di sua proprietà come ritiene opportuno, nel rispetto del diritto di proprietà altrui. Sono quindi sempre stato contrario alle forme più o meno pesanti di paternalismo, come quello che riguarda i vincoli alla riscossione del montante in un'unica soluzione relativamente ai fondi pensione. Diversamente la pensa Eugenio Ruggiero, che in un articolo sul Sole 24 Ore critica i provvedimenti contenuti nella legge di Bilancio 2026 che introducono alcune opzioni per ottenere il capitale al posto della rendita vitalizia. Dopo aver delineato le principali tappe della legislazione in materia di fondi di previdenza complementare degli ultimi tre decenni, Ruggiero sottolinea che l'ultima legge di Bilancio " smonta l'elemento cardine, e cioè la rendita vitalizia, che è lo strumento previdenziale per eccellenza in quanto accompagna e sostiene il pensionato per il re...

Scorie - La differenza tra crisi e normalità

 Dopo aver passato anni a cantare le lodi dei veicoli elettrici, David Fickling sta in queste settimane gioendo ogni volta che vede salire il prezzo del gas, del pretrolio e dei suoi derivati. Questo signore è tra costoro che credono e vogliono far credere che si dovrebbe ottenere energia solo da fonti rinnovabili e che sarebbe fattibile fare a meno di petrolio, gas e carbone. Così come si potrebbe tutti quanti usare veicoli elettrici, siano essi a due ruote, a quattro o perfino autotreni o navi. Quanto agli aerei, perché no. " Non c'è migliore pubblicità per un'auto elettrica che attendere ore ai distributori di benzina a causa di razionamenti nei carburanti ", scrive Fickling. Tralasciando il fatto che il compiacimento per situazioni di crisi implicito nelle sue argomentazioni è di dubbio gusto, c'è un piccolo dettaglio, tra le tante cose che potrei ripetere a proposito dei dispositivi elettrici a (quattro) ruote, che rende grottesche le parole di Fickling: la ...

Scorie - C'è differenza tra il meglio e il meno peggio

Al termine della riunione del FOMC di marzo, Jerome Powell ha detto ai giornalisti che intende rimanere nel Consiglio dei governatori della Fed anche dopo la scadenza del suo mandato come presidente fra un paio di mesi. E' suo diritto farlo, anche se non è la prassi solitamente seguita dai presidenti in scadenza. Powell ha detto che non ha intenzione di lasciare l'incarico " fino a quando l'inchiesta giudiziaria sia chiaramente finita ", aggiungendo che quando l'inchiesta sarà finita deciderà se restare o dimettersi " in base a ciò che penso sia meglio per l'istituzione e il popolo che serviamo ." A me pare abbastanza chiaro che, in realtà, a lui interessi lasciarsi alle spalle questa grana voluta da Trump e utilizzi la sua permanenza come arma negoziale. Non credo che il popolo rientri tanto in questi calcoli. Jonathan Levin, al contrario, plaude alla scelta di Powell, aggiungendo: " Decenni di ricerca ed esperienza sul campo in tutto il mo...

Scorie - Persone perbene o criminali?

Come noto, al referendum confermativo sulla riforma della giustizia ha vinto il no. Tra coloro che si erano spesi per la bocciatura, la "star" della magistratura Nicola Gratteri, procuratore della Repubblica a Napoli, che qualche settimana prima del voto ha sostenuto che, " sebbene molte persone perbene voteranno Sì convinte di migliorare il sistema, i mafiosi, i grandi criminali e la massoneria deviata voteranno convintamente Sì" . Le regioni dove storicamente la criminalità organizzata è più presente hanno visto una vittoria schiacciante del No, con percentuali superiori al 60% e, quindi, molto più alte della media nazionale (53,2%). Le uniche regioni dove complessivamente ha vinto il Sì sono Lombardia, Veneto e Friuli-Venezia Giulia. Il procuratore Gratteri potrà essere soddisfatto che in regioni come Sicilia, Calabria o Campania non ha prevalso il voto dei criminali. Stando alla sua logica, si tratta di capire se nelle poche regioni dove ha prevalso il Sì la mag...

Scorie - Sogni di sospensione (dalla realtà?)

Michele Gubitosa, vicepresidente del M5S, propone un taglio delle accise ben oltre quello temporaneo deciso dal governo, che è "i nutile per due vulnus micidiali ", ossia la durata limitata a 20 giorni e il fatto che se i prezzi si impennassero, si supererebbero nuovamente i livelli visti prima dell'emanazione del decreto legge. Che fare quindi?  " La nostra proposta alternativa è un vero, robusto e duraturo taglio delle accise e un tetto massimo al prezzo, oltre il quale intervenga lo Stato a coprire la differenza ", sostiene Gubitosa. Già il provvedimento emanato dal governo costerà oltre 500 milioni per tre settimane, che verranno finanziati con un po' di tagli ai ministeri, con la maggiore IVA che si paga anche sulle accise (questa una super vergogna tra le vergogne fiscali italiane), e con l'effetto del riallineamento delle accise tra gasolio e benzina stabilito dall'ultima legge di bilancio. Mettere un tetto massimo, per di più allungando i tem...

Scorie - Cooperazione come scelta del male minore

Secondo Rossella Miceli, professoressa di diritto tributario alla Sapienza di Roma, la " recente riforma tributaria conclama un percorso evolutivo avviato alla fine degli anni '90 del secolo scorso, imponendo una rilettura del rapporto contribuente-fisco alla luce del valore generale della collaborazione. " Una evoluzione che dovrebbe superare il rapporto conflittuale tra esattori e pagatori di tasse, ossia la " convinzione che tali soggetti fossero espressione di diversi e contrapposti interessi ". Questo " deve cedere il passo a una nuova visione del rapporto tributario, ove domina la convergenza di obiettivi e la condivisione di un unico valore da perseguire, quello del dovere di concorso alle spese pubbliche, massima espressione della solidarietà politica, economica e sociale dello Stato. La fase di attuazione del tributo è destinata così a diventare una fase dialogica e di confronto costruttivo ." Resta da capire come mai, se si tratta di un valor...

Scorie - Sproloqui su tasse ed energia

Poche cose sono più inutili dei simposi comunitari. a maggior ragione se riguardano la tassazione. Essendone tra l'altro i costi a carico dei pagatori di tasse. Per esempio quello legato alla partecipazione del tanto amato Jospeh Stiglitz, uno dei tanti economisti tuttologi dopo l'assegnazione del premio Nobel. Secondo Stiglitz serve una lotta alla " tax avoidance delle multinazionali ". Direi che, dopo il Nobel, meriterebbe il premio Landini. Ma Stiglitz ne ha approfittato per parlare di energia: " Nel momento in cui la Russia ha invaso l'Ucraina, invece di investire massicciamente nelle energie rinnovabili, l'Europa si è concentrata sulla costruzione di terminali di gas naturale liquefatto, rendendosi vulnerabile a un altro shock. Ho sempre scherzato dicendo che il sole e il vento non sono perfettamente affidabili, ma sono più affidabili di Putin e sono più affidabili di Donald Trump. Quindi l'Europa avrebbe dovuto investire di più nella creazione d...

Scorie - Salvare il pianeta a suon di tasse

" Fare previsioni è difficile, non solo perché il pianeta è un sistema complesso ma soprattutto perché sono imprevedibili le azioni umane: pensiamo a tutto quello che è successo da quando Donald Trump è diventato Presidente degli Stati Uniti. " Questo sostengono gli scienziati Paolo Vineis e Luca Savarino, autori del libro "Come sopravvivere alla crisi ambientale". In effetti le azioni umane sono imprevedibili, a prescindere da quelle di Trump, perché nessuno è onnisciente riguardo al passato e al presente (hanno allucinazioni anche i sistemi di intelligenza artificiale), figuriamoci se si pensa al futuro. Però è certo che " la crisi ambientale ha un'origine antropica, è legata a un modello economico estrattivista che ha ridotto la natura a materiale inerte da sfruttare ".  Ovviamente è colpa del Laissez faire e del mercato, anche se il modello "estrattivista" è in gran parte dovuto a una mancanza di proprietà privata, a casi macroscopici di ...

Scorie - Scherza coi fanti ma lascia stare i santi

In questi tempi di guerra e aumento dei prezzi di petrolio e gas, Il Sole 24 Ore del lunedì dedica due pagine alle crisi dell'ultimo ventennio, constatando che il potere d'acquisto degli italiani è in media lo 0,4% inferiore a quello del 2005. In mezzo la crisi partita dal default di Lehman Brothers nel 2008, la crisi dei debiti sovrani iniziata nel 2010 e lo scoppio dello spread in Italia a fine 2011, poi il Covid e i lockdown, quindi la fiamata dei prezzi al consumo del 2022-23. La media nasconde ovviamente andamenti anche molto divergenti tra gruppi di persone. In sintesi, i meno abbienti se la sono vista molto peggio rispetto ai benestanti. I primi, infatti, hanno perso di più in termini di reddito reale e anche di patrimonio. I secondi sono riusciti a difendere il potere d'acquisto soprattutto grazie alla maggior rivalutazione del patrimonio. Curiosamente (o forse no) nelle due pagine di analisi non c'è nessun riferimento alla politica monetaria di quegli anni. Un ...

Scorie - Il patto di (ir)responsabilità

Il presidente di Confindustria, Emaluele Orsini, ha invocato un "patto di responsabilità", che dovrebbe sostituirsi, temporaneamente, a quello di stabilità. " Bruxelles deve mettere in campo misure di sostegno per le imprese come è accaduto durante il Covid. Bisogna agire subito, serva un patto di responsabilità da parte di tutti i paesi Ue. La Germania ha messo sul tavolo 26 miliardi per sostenere le imprese e ridurre i costi energetici, la Francia ha fissato un tetto al prezzo dell'energia. L'Unione europea deve valutare seriamente la deroga al Patto di stabilità ". Considerando che non indica quali voci di spesa tagliare, suppongo che si tratterebbe di aumentare il deficit. D'altra parte, se pensasse a tagli di spesa non proporrebbe la sospensione del patto di stabilità per finanziare le misure di sostegno per le imprese. Ovviamente anche in questo caso, come fu durante il Covid, il pasto non sarebbe gratis, finendo per gonfiare ulteriormente il debit...

Scorie - Il Nepal avrà un governo non comunista (?)

 Giunta alla maggiore età con una girandola di governi in stile prima repubblica italiana, ma tutti con maggioranze composte da varianti di partiti comunisti, la repubblica del Nepal avrà come capo del governo un ingegnere che ha raggiunto la notorietà nel suo Paese come rapper, e che attualmente è sindaco di Kathmandu. La generazione Z, che sei mesi fa aveva palesato il proprio malcontento con proteste che avevano portato le notizie dal Nepal in primo piano anche in Occidente (ci furono 77 morti tra i manifestanti), prova quindi la carta del cambiamento. Quanto meno a livello anagrafico, dato che Balendra Shah, il sindaco rapper di cui sopra, ha 35 anni, contro i gerontocrati comunisti che hanno fin qui gestito il potere. D'altra parte, due terzi della popolazione è under 35, e i comunisti sin qui non hanno tirato fuori il Nepal dalla povertà, per di più spingendolo sempre più tra le braccia tutt'altro che rassicuranti della Cina. Pare che come sindaco non abbia fatto male. C...

Scorie - ETS e il paradiso che vede (solo) Bloomberg

Secondo Micheal Bloomberg, che di tanto in tanto scrive degli articoli sul medium di cui è proprietario, " i leaders europei dovrebbero sostenere il sistema degli ETS e migliorarlo, piuttosto che cedere alle pressioni dell'industria per toglierlo di mezzo. " Un sistema che avrebbe avvicinato l'Europa all'indipendenza energetica e che genera 40 miliardi di entrate a beneficio delle nazioni europee. Miliardi destinati ad aumentare. Posto che nulla impedirebbe a Bloomberg di chiudere tutto negli Stati Uniti e trasferire il suo gruppo interamente in Europa, dove potrebbe a sua volta godere delle condizioni paradisiache in cui evidentemente ritiene operino le imprese, il ragionamento mi sembra bizzarro. Anche prescindendo da considerazioni in merito al sistema dei diritti di emissione in questione, va da sé che il costo sostenuto dalle imprese non è un pastro gratis. Quindi delle due l'una: o quel costo finisce per ricadere sui consumatori, oppure rimane a carico d...

Scorie - Il deficit non scende abbastanza, nonostante entrate più alte del previsto

Con la consueta dovizia di particolari, Gianni Trovati ha esaminato sul Sole 24 Ore i dati ISTAT con le proiezioni governative per individuare cosa è andato storto, tra entrate e uscite, per far sì che il rapporto tra deficit e Pil nel 2025 non sia sceso al di sotto del 3%, ma si sia fermato al 3,1%. Nonostante il ministro Giorgetti ricordi che " il dato è provvisorio ", salta agli occhi che ci soo 8,9 miliardi di sese più del previsto, per lo più riconducibili all'effetto a scoppio ritardato del Superbonus (6,6 miliardi), oltre che al PNRR (3,5 miliardi alla voce investimenti). Entrambi furono punti di vanto per l'avvocato del popolo Giuseppe (Giuseppi per il Trump della prima presidenza) Conte, che li vendette in sostanza come pasti gratis. Cosa che, ovviamente, non sono. Quanto meno non per tutti. A onor del vero, quei provvedimenti furono poi allegramente sposati anche da altre forze politiche. A me interessa tuttavia sottolineare che il deficit è stato superiore ...

Scorie - Arriva l'acceleratore (di costi)

 In un clima di protezionismo imperante, la Commissione europea ha presentato la sua versione degli obblighi di preferenza per i prodotti europei. Il tutto con la classica formula di sapore orwelliano: Industrial Accelerator Act. " Quello che vi presento oggi è più di un semplice cambiamento di modalità operative, è un cambiamento di dottrina, ancora impensabile solo pochi mesi fa. Ciò che sta accadendo attualmente, in particolare in Iran, ce lo dimostra ogni giorno un po' di più: dobbiamo rafforzare i nostri settori strategici. Perché senza una base industriale forte non ci può essere un modello sociale europeo, né una transizione climatica, né autonomia strategica. " Queste le parole di Stéphane Séjourné, Commissario al mercato unico.  In sintesi, per i settori considerati strategici sarà obbligatorio avere una percentuale minima di componenti europei, nonché di requisiti ambientali negli appalti pubblici e nella concessione di sussidi statali. L'obiettico è portar...

Scorie - Per mare come su gomma: l'elettrificazione non è spontanea

" Sbagliereste nel sottostimare il loro potenziale nel cambiare il mondo ", conclude l'ecotalebano David Fickling in un articolo su Bloomberg Opinion dedicato all'elettrificazione delle navi da trasporto merci. Pur ammettendo che sia ancora irrealistico pensare a navi a batteria per le rotte più lunghe e per i carichi più pesanti, Fickling professa ottimismo per l'elettrificazione del trasporto di merci via mare.  Lo stesso che, un giorno sì e l'altro pure, gli fa dire che il settore auto è ormai dominato dalla trazione a batteria. Peccato che i boom di veicoli elettrici a cui si riferisce Fickilng siano alimentati da incentivi statali a carico dei pagatori di tasse, e che ogni volta che questi incentivi calano, le vendite di veicoli elettrici implodano a loro volta. Il che dovrebbe fare capire quanto sia spontanea e reale la domanda di mercato per la trazione elettrica. Venendo alle navi, per Fickilng la ricetta magica è sempre la stessa, ossia un mix di ...

Scorie - Un po' di realismo, forse

Il governo danese sta prendendo in considerazione l'idea di estendere i permessi di estrazione di gas e petrolio nel Mare del Nord fino al 2050, ossia quella che era stata fissata come il punto in cui raggiungere il saldo a zero delle emissioni di anidride carbonica. Il ministro del clima e dell'ambiente danese, Lars Agaard, ha affermato: " Avrei preferito che l'Europa potesse utilizzare solo energia verde. Ma la realtà è differente, e fondamentalmente credo che sia meglio per l'Europa avere gas dalla Danimarca piuttosto che da Paesi al di fuori del continente ." Come segnala l'editorialista di Bloomberg Javier Blas, esperto del settore, la realtà non è diversa oggi da quella di cinque anni fa. Ossia quando l'ecotalebanesimo imperava e chiunque mettesse in discussione l'obiettivo del "net zero" entro il 2050 era considerato un demente o un servo dell'industria del petrolio (e le due cose non si escludevano, secondo gli ecotalebani). B...

Scorie - La politica fiscale proattiva non salverà il Giappone

Da oltre un trentennio il Giappone rappresenta un caso di studio degli effetti delle politiche fiscali e monetarie ultraespansive. Voler evitare gli effetti dello scoppio della bolla immobiliare e azionaria a inizio anni Novanta ha portato a una zombificazione di una moltitudine di aziende e a bilanci bancari imbottiti per anni di crediti che si fingeva non fossero deteriorati. I debiti privati sono diventati pubblici, con la banca centrale che ha via via monetizzato, più o meno esplicitamente, i cospicui disavanzi governativi. Quando negli Stati Uniti e in Europa sono iniziate le politiche di tassi a zero o negativi e di massicci acquisti di titoli (per lo più di Stato) da parte delle banche centrali (dopo il fallimento di Lehman Brothers nel 2008), in Giappone quel tipo di interventi erano in pratica da un decennio. Il Giappone ha quindi smorzato gli effetti dello scoppio di quella gigantesca bolla calciando avanti il barattolo, a costo però di zavorrare il bilancio pubblico e avere ...

Scorie - I conti di Orange Man non tornano

Che Orange Man sia abituato a spararle grosse, senza fare attenzione alle dimensioni numeriche di ciò che afferma (sostituisce il tutto con l'abbondante uso di superlativi), non è una novità.  Nel recente discorso sullo Stato dell'Unione, Trump ha difeso la sua politica dei dazi, pur dovendo fare i conti con la recente bocciatura subita dalla Corte suprema. A suo dire, i dazi potrebbero sostituire l'imposta sui redditi. "Col passare del tempo, credo che le tariffe pagate dai paesi stranieri, come accadeva in passato, sostituiranno sostanzialmente il moderno sistema di imposta sul reddito, togliendo un enorme peso finanziario dalle spalle delle persone che amo." Secondo Trump sono le imprese straniere che esportano negli Stati Uniti a sopportare il peso dei dazi, mentre storicamente non è così. I dazi finiscono per essere pagati da imprese importatrici e consumatori, in proporzioni che variano in base alla struttura del mercato interno (ossia da quanta concorrenza ...

Scorie - Davvero l'economia americana è cresciuta meno per via dello Shutdown?

La crescita del Pil statunitense nel quarto trimestre del 2025 ha deluso le attese degli analisti. Il consenso si attestava sul 3% annualizzato, mentre il dato pubblicato il 20 febbraio è meno della metà, ossia 1,4%.  A incidere è stato soprattutto il calo della spesa pubblica, che ha sottratto 0,9 punti percentuali alla crescita del Pil. E' l'effetto dei 43 giorni di chiusura degli uffici pubblici quando repubblicani e democratici litigavano sulle leggi di spesa. Questo episodio è un esempio efficace dell'effetot di considerare la spesa pubblica un componente positivo di crescita economica. Si considera che ogni dollaro speso dalle amministrazioni pubbliche contribuisca al 100% alla crescita dell'economia. Se paga un bene più del prezzo di mercato, se aumenta gli stipendi dei propri dipendenti oppure ne assume di nuovi, tutto questo è considerato un contributo positivo al Pil. Di converso, ogni volta che riduce la spesa il Pil si contrae, a parità di altre condizioni. ...

Scorie - Tajani ancora come i maestri Erdogan e Trump

La Corte Suprema degli Stati Uniti ha bocciato i dazi introdotti da Donald Trump lo scorso anno. Orange Man, come prevedibile, non l'ha presa bene e ha subito reagito imponendo un dazio generalizzato del 10% per 150 giorni, poi aumentato al 15%, ossia il limite massimo consentito dalla Section 122 del Trade Act del 1974, in base al quale il presidente può imporre dazi per contrasta severi squilibri nell'interscambio. Ma non sono le decisioni umorali di Trump che mi interessa commentare, bensì la reazione del ministro degli Esteri Antonio Tajani:  "L'Europa sta valutando la portata della sentenza, specialmente per la parte dei risarcimenti. Io sono più preoccupato del cambio euro-dollaro: un dollaro troppo basso è un fardello per l'esportazione. Mi auguro che la signora Lagarde comprenda che a Francoforte si debba abbassare un po' il costo del denaro." Questo sta diventando un chiodo fisso di Tajani, che reitera un auspicio già espresso quando Trump impose ...

Scorie - Il Laffer di casa nostra

In un'intervista di una pagina intera sul Sole 24 Ore, il presidente dell'ABI Antonio Patuelli (ri)lancia l'idea di incentivare fiscalmente l'investimento a medio lungo termine delle grandi masse di denaro presenti sui correnti bancari e postali, i cui interessi sono tassati con aliquota 26%. " Se fosse prevista un'aliquota più bassa nel caso di investimento di questo risparmio in strumenti emessi da attività produttive o finanziarie, sarebbe un meccanismo win win, perché i rendimenti sarebbero più elevati e quindi lo sarebbe anche il gettito per lo Stato. Penso a una tassazione incentivante per forme di investimento in obbligazioni bancarie poliennali – ma lo stesso si può pensare per obbligazioni finanziarie o corporate - per allungare a medio e lungo termine i depositi bancari con tassi di interesse molto più elevati di quelli dei conti correnti. Con redimenti più elevati una tassazione ridotta non diminuirebbe il gettito per il fisco. Bisogna, in sostanza, ...

Scorie - Rieder non ha vinto al casting, ma è chiaro perché era in corsa

Per alcune settimane è stato nell'elenco dei partecipanti al "casting" per il ruolo di presidente della Federal Reserve in sostituzione di Jerome Powell a maggio. Mi riferisco a Rick Rieder, capo globale degli investimenti obbligazionari di Blackrock. Il quale resta convinto che la Fed dovrebbe tagliare i tassi di interesse.  " Un taglio dei tassi sarebbe molto importante per vari motivi. Innanzitutto tassi più bassi aiuterebbero le piccole e medie imprese ad accedere più facilmente e in maniera più economica al credito. Inoltre i giovani e le persone a basso reddito ne trarrebbero molti benefici. Tassi più bassi permetterebbero per esempio di accedere più facilmente al mutuo, dando una spinta importante al mercato immobiliare. Questo sarebbe importante anche per il mercato del lavoro negli stati Uniti, per vari motivi. Il primo è legato al fatto che oggi è più difficile la mobilità occupazionale, a causa del mercato immobiliare ingessato: se una persona perde il lav...

Scorie - L'illusione pericolosa del debito in yuan

Nell'ambito della sua strategia di aumento dell'influenza nel continente, la Cina sta offrendo ai governi africani la possibilità di indebitarsi in yuan, a tassi inferiori a quelli del dollaro. Diversi Stati africani stanno quindi sostituendo debito in dollari con debito in moneta cinese, nella ocnvinzione di ridurre il costo del servizio del debito stesso. Posto che indebitarsi in valute diverse dalla propria le espone in ogni caso al rischio di cambio, sempre che non abbiano altrettante attività denominate nella stessa valuta, la convenienza potrebbe essere illusoria e anche pericolosa, perché aumenterebbe la "presa" della Cina su quegli stessi Stati. Non esistono formule magiche: per abbassare il costo del debito occorre che i creditori percepiscano una riduzione del rischio di credito, e questa percezione dipende dal dimostrare di saper generare strutturalmente entrate più che sufficienti a far fronte agli interessi passivi. L'aumento della spesa pubblica non ...

Scorie - Il semplificatore senza pudore

Ho letto un articolo sulla necessità di semplificare le norme comunitarie di cui riporto qualche stralcio. " Meno burocrazia e più crescita: questo serve all'economia europea ." Magari non solo quello, ma certamente sarebbe un buon inizio. " Dobbiamo spingere tutti nella stessa direzione per arrivare a un sistema normativo più chiaro, più semplice e più intelligente ." Pur essendo una affermazione vaga, perché no. " Il punto non è contare le leggi, bensì stabilire se l'Europa evolva in un modo che favorisce gli investimenti o che invece li complica ." Beh, è vero che le leggi possono essere poche, ma contenere molti adempimenti, obblighi o divieti tali da complicare la vita a cittadini e imprese. Tuttavia se le leggi sono molte questo esito è pressoché certo. " L'urgenza è evidente. Oggi obblighi normativi eccessivi che spesso si sovrappongono aumentano i costi, scoraggiano gli investimenti e sottraggono risorse all'innovazione - probl...

Scorie - Il problema delle valutazioni delle performance nella PA

Sono abituato a leggere i giornali partendo dall'ultima pagina. Sul Sole 24 Ore del lunedì questo significa iniziare dagli articoli dedicati alle pubbliche amministrazioni, pagine che spesso contengono evidenze empiriche del perché questo Paese era e resta ingessato. Una delle questioni che, di anno in anno, torna di attualità, riguarda la vallutazione delle performance, voluta nel 2009 dall'allora ministro Renato Brunetta. La disciplina è poi stata rivista più volte, e anche ora sta per essere approvata una modifica, ma il risultato finale non è mai soddisfsacente. Secondo Antonella Bianconi e Paola Maria Zerman il problema è che non si supera la " logica individualistica e sanzionatoria anche dovuta al pregiudizio culturale di sospetto nei confronti del dipendente pubblico (i "furbetti del cartellino") ." Va detto che una qualche evidenza empirica che ci siano persone che fingono di lavorare a fronte dello stipendio che percepiscono si è accumulata nel cor...

Scorie - La trasformazione che non funziona senza incentivi

I sostenitori dei veicoli elettrici continuano a ripetere da anni che questi aggeggi sono più convenienti delle automobili vere, ossia quelle dotate di motore endotermico. Sta di fatto che ogni incremento delle vendite e delle quote di mercato sono legate a incentivi governativi, siano essi all'offerta o alla domanda. Cosa che si traduce in un costo (presente e/o futuro) a carico dei pagatori di tasse. E quando gli incentivi finiscono, le vendite di questi dispositivi diminuiscono vistosamente a loro volta. Anche in Cina, dove pure il governo ha pesantemente incentivato offerta e domanda, salvo creare l'ennesimo bubbone che rischia di fare una brutta fine. L'ecotalebano di Bloomberg David Fickling, occupandosi di Indonesia, lancia l'allarme per il piano governativo di convertire 20 milioni di ettari di foresta a piantagioni da destinare a consumo alimentare e a produzione di biofuel. Eppure, " lo scorso anno un quarto delle vendite globali di auto erano modelli ele...

Scorie - L'altro lato di un bilancio europeo più ambizioso

Ogni volta che si imposta il bilancio comunitario settennale, c'è chi vorrebbe un aumento delle dimensioni rispetto al Pil aggregato dell'Unione europea e chi frena. Non dovrebbe stupire che i vari "pensatoi" che gravitano attorno a Bruxelles siano sempre schierati per un aumento, dato che poi attingono a piene mani da quelle risorse o comunque lavorano per indirizzarne l'utilizzo. Fatto sta che per il periodo 2028-2034 siamo nell'ordine dei 1.800 miliardi di euro, che sarà "solo" l'1,15% del Pil aggregato, ma che vanno finanziati. E, come sempre in questi casi, ci sarà la battaglia per ottenere benefici e far pagare ad altri il conto. In altre parole, ci sarà la battaglia per essere consumatori di tasse. Perché alla fine si arriva sempre allo stesso punto: le spese vanno finanziate con tasse attuali o future (esplicite o implicite mediante inflazione). La Commissione, che non deve farsi rieleggere direttamente dagli elettori, propone un mix di n...

Scorie - Danno pure lezioni di strategia

Dopo Ford e General Motors, anche Stellantis fa pulizia di bilancio svalutando pesantemente i (mal)investimenti legati all'elettrico. GLi oneri straordinari nel bilancio 2025 ammontano a 22 miliardi di euro. Si tratta di oneri superiori a quelli di Ford (7,6 miliardi di dollari) 3 General MOtors (19,5 miliardi di dollari). L'amministratore delegato di Stellantis, Antonio Filosa, ha eufemisticamente detto che " la strategia precedente si basava su una previsione di velocità di transizione troppo ottimistica ." E' comprensibile che Filosa abbia voluto fare svalutazioni abbondanti, essendo al suo primo anno di mandato e potendo attribuire questi esiti alle scelte di chi lo ha preceduto, non tanto con riferimento all'interim di John Elkann, quanto a Carlos Tavares. Filosa ha anche aggiunto che intende " tornare a investire e mettere al centro della nostra strategia le esigenze del cliente, in ogni mercato in cui operiamo. " Staremo a vedere. Evidentement...

Scorie - Vaste connerie

Roberto Vannacci ha deciso di mettersi (politicamente) in proprio, uscendo dalla Lega e fondando Futuro Nazionale. Potendo erodere voti a destra, diventerà probabilmente il più corteggiato dai mezzi di comunicazione sinistrorsi. Ma non è questo che mi interessa, né il suo destino politico. A seguirlo fin da subito il deputato Emanuele Pozzolo, ex FdI, gruppo da cui è uscito a seguito della vicenda che lo vide protagonista per un colpo di pistola che partì durante un Capodanno. Pozzolo deve credere fortemente in Vannacci, tanto da avere dichiarato che " può essere il Charles de Gaulle italiano ". A occhio e croce, con tutto il rispetto per Vannacci e parafrasando lo stesso De Gaulle, direi che quella detta da Pozzolo è una vaste connerie...

Scorie - L'orgia da denaro facile la si paga per decenni

 In diversi Paesi la grande inflazione esplosa durante la pandemia ha accentuato l'effetto Cantillon, con una ulteriore divaricazione tra i più ricchi e i più poveri. I mercati immobiliari ben rappresentano le conseguenze di quella grande inflazione: le arre di pregio continuano ad avere prezzi in aumento, ai massimi di sempre, mentre le zone "popolari" vedono prezzi in calo in un contesto comunque di transazioni in diminuzione. Perché chi ha casa finanziata a mutui con tassi molto bassi (tipici degli anni Dieci) non la cambia, dovendo contrarre un mutuo a tassi molto più alti. Mentre chi deve comprare spesso non se lo può permettere. Il tutto in un contesto in cui i governi, dove più dove meno, cercano (maldestramente) di evitare l'implosione. Del tentativo di Trump di rendere accessibili le case vietando agli operatori finanziari di acquistarle e imponendo alle agenzie Fannie Mae e Freddie Mac di comprare 200 miliardi di cartolarizzazioni di mutui immobiliari ho sc...

Scorie - Ciò che si vuole vedere, ciò che non si vuole vedere

Occupandosi della bassa crescita economica europea, Lorenzo Pecchi e Gustavo Piga individuano il problema nel " crollo dell'accumulazione di capitale reale ", che a sua volta inciderebbe negativamente sulla produttività. Troppa finanza e pochi investimenti produttivi, secondo Pecchi e Piga, i quali aggiungono: " Come riattivare dunque la crescita economica in Europa? Prendendo esempio da chi a quanto pare la sa fare più di noi. Gli Stati Uniti e la Cina in particolare hanno impresso velocità alla loro accumulazione di capitale reale per il tramite degli investimenti pubblici. Politiche fiscali espansive sono dunque lo strumento per avviare quel circolo virtuoso che manca all'appello nell'Europa di questo secolo. Nelle parole del Fondo Monetario Internazionale: "la migliore performance di crescita (statunitense) può aumentare lo spazio fiscale" per maggiori investimenti pubblici. Ma quella maggiore performance di crescita proviene proprio dai maggior...

Scorie - Sull'indipendenza dei banchieri centrali

Durante la conferenza stampa al termine della riunione di gennaio del Federal Open Market Committee, il presidente della Fed, Jerome Powell, ha così argomentato a chi gli chiedeva dei reiterati attacchi di Donald Trump alla sua persona e, in generale, all'indipendenza della banca centrale: " Lo scopo dell'indipendenza non è proteggere i banchieri centrali o cose del genere, ma semplicemente che ogni democrazia avanzata al mondo ha adottato questa pratica comune. È un accordo istituzionale che ha giovato al popolo, e consiste nell'evitare il controllo diretto dei politici eletti sull'impostazione della politica monetaria. E il motivo è che la politica monetaria può essere utilizzata durante un ciclo elettorale per influenzare l'economia in un modo che sia politicamente proficuo ." Si tratta dell'argomento classico portato da tutti coloro che sostengono la necessità di avere banchieri centrali indipendenti dal potere politico. Posto che si tratta di una ...

Scorie - Le supercazzole sulle potenze intermedie

In molti hanno apprezzato l'intervento pugnace del primo ministro canadese Mark Carney al WEF di Davos, in cui invitava le medie potenze ad allearsi per far fronte all'aggressività non solo commerciale dell'America trumpiana. Per quanto mi riguarda, ho ripensato alle parole di Marsellus Wallace in Pulp Fiction: "L'orgoglio fa solo male. Non aiuta, mai."  Per quanto possano non piacere le parole e le azioni di Trump, occorre essere realisti (anche questo sosteneva Marsellus Wallace nel capolavoro di Quentin Tarantino). E la realtà è che le potenze che Carney invita a coalizzarsi hanno sì forza economica, ma non sufficiente forza militare in confronto agli Stati Uniti (né nei confronti di Russia e Cina). E la forza militare (qui non sto a discutere se sia un obiettivo desiderabile) non si costituisce dall'oggi al domani, né è un pasto gratis. In sostanza, credo sia illusorio pensare di aumentare significativamente la potenza militare mantenendo al tempo stes...

Scorie - La semplificazione che (non) verrà

Come ho osservato altre volte, c'è da avere dei dubbi sul successo del tentativo di semplificazione che l'Unione europea sta faticosamente portando avanti da diversi mesi. Tentativo di correggere l'approccio ecotalebano del Green Deal. Sul tema ho letto un interessante articolo di Marina Castellaneta sul Sole 24 Ore, nel quale viene delineato lo stato dell'arte. L'autrice parla di un quadro " ancora instabile ", nel tentativo di " idurre gli obblighi per le aziende e a rafforzare la competitività senza, però, disarmonizzare il quadro normativo avviato con il Green deal e il pacchetto «Fitfor55». Lasciando in piedi, almeno nella sostanza, i vincoli dei bilanci di sostenibilità ." Castellaneta nota che la " iper-regolamentazione sviluppatasi fino al 2024 ha portato a obblighi di difficile attuazione per le imprese che vedono in questa frammentarietà e complessità un rallentamento per la crescita. Di qui una strada con un percorso scelto dall...