Scorie - I consumatori vogliono dispositivi elettrici a ruote, ma solo con l'incentivo?
Sostiene (come un disco rotto) David Fickling, uno degli ecotalebani che scrivono su Bloomberg, che "gli Stati petroliferi hanno fatto il loro tempo. Il futuro è elettrico."
A riprova del fatto arriva persino a stravolgere la legge della domanda e dell'offerta. Constatando le quotazioni del petrolio, in calo nel corso del 2025 e ora attorno a 60 dollari al barile, dice che l'aumento della produzione da parte dei Paesi OPEC "non ha funzionato". Come se a seguito di un aumento dell'offerta fosse logico attendersi un aumento del prezzo. Per inciso, Fickling commette lo stesso errore riferendosi al "drill baby drill" trumpiano, quando lo stesso Trump non ha mai fatto mistero di volere una riduzione del prezzo del petrolio.
Al contrario, i metalli usati per l'elettrificazione hanno quotazioni alle stelle. Bontà sua, Fickling riconosce che quei metalli sono usati anche per pa produzione di chips e tutto ciò che ruota attorno alla componente fisica dell'AI. Ma per lui è l'elettrificazione automobilistica a essere centrale, perché ogni veicolo elettrico "usa circa il 70% in più e il triplo di rame rispetto a un'auto con motore a combustione interna convenzionale."
Secondo Fickling, nonostante il vento politico contrario, per esempio negli Stati Uniti, "sono i consumatori ad avre l'ultima parola". Se fosse così, io sarei contento. Ma mi sembra appena il caso di ricordare che l'amministrazione precedente ha pesantemente spinto verso l'elettrico, al pari di quanto avvenuto con il Green Deal europeo.
Fickling continua a sollecitare i governi a incentivare l'acquisto di veicoli elettrici. Ma se fosse davvero ciò che vogliono i consumatori, perché ci sarebbe bisogno di incentivarli?
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