Scorie - Curb your enthusiasm Lara
Torno su un tema di cui mi sono occupato lo scorso maggio perché riguarda il Nepal, che frequento da venticinque anni. Scrivendo su Bloomberg un classico articolo di fine anno, come sempre dedicato all'ambientalismo in chiave ecotalebana, Lara Williams ricorda il decennale dell'Accordo di Parigi del 2015.
Williams vuole vedere il bicchiere mezzo pieno, quindi scrive, tra le altre cose:
"Oltre il 70% dei veicoli a quattro ruote per passeggeri importati in Nepal lo scorso anno erano elettrici e l'adozione di questi veicoli sta contribuendo a ridurre la crisi dell'inquinamento atmosferico di Kathmandu, che ha causato quasi il 19% di tutti i decessi nel 2021."
Posso confermare che, da dopo il Covid, ho visto di anno in anno un aumento del numero di veicoli elettrici in Nepal, per lo più a Kathmandu. E prendiamo pure per buono il dato citato da Williams relativo al flusso. Il fatto è che l'incidenza sullo stock di veicoli in circolazione è ancora molto limitato, anche circoscrivendo il calcolo alle sole automobili.
Non è un mistero che in Nepal sia in corso da tempo un progressivo aumento dell'influenza cinese, che sta costruendo le infrastrutture (per lo più centrali idroelettriche) di cui poi finisce per avere la proprietà non avendo il Nepal i mezzi per pagarle (uno schema classico della Belt and Road Initiative cinese con vari Paesi emergenti a corto di risorse economiche ma con interessanti risorse naturali).
Né è un mistero che vi sia una sovraproduzione di veicoli elettrici che la Cina cerca di piazzare anche all'estero. E infatti i veicoli elettrici che si vedono in giro per Kathmandu sono tutti cinesi.
Resta il fatto che, al di fuori dei centri principali, come la capitale o Pokhara, credo che non ci siano (né vi saranno a breve) le condizioni per una grande penetrazione di dispoditivi elettrici a quattro ruote. Quindi penso che Williams, che dubito abbia mai visto dal vivo le cose di cui scrive, si sia lasciata prendere un po' troppo dall'entusiasmo.
Vorrei anche ricordare che la maggior parte del traffico su gomma è effettuato con automobili, fuoristrada, bus e camion che farebbero inorridire l'ecotalebana Williams. Ma per le strade del Nepal la vedo dura a girare con dispositivi elettrici, che oltretutto sono anche più pesanti, a parità di segmento, rispetto ai modelli con motore a combustione interna.
Quanto all'inquinamento atmosferico a Kathmandu, se dovessi basarmi sulla mia esperienza diretta (l'ultima neppure due mesi fa), direi che non è cambiato granché. Perché, lo ripeto, un conto è il flusso, un conto è lo stock.
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