Scorie - Danno pure lezioni di strategia
Dopo Ford e General Motors, anche Stellantis fa pulizia di bilancio svalutando pesantemente i (mal)investimenti legati all'elettrico. GLi oneri straordinari nel bilancio 2025 ammontano a 22 miliardi di euro. Si tratta di oneri superiori a quelli di Ford (7,6 miliardi di dollari) 3 General MOtors (19,5 miliardi di dollari).
L'amministratore delegato di Stellantis, Antonio Filosa, ha eufemisticamente detto che "la strategia precedente si basava su una previsione di velocità di transizione troppo ottimistica."
E' comprensibile che Filosa abbia voluto fare svalutazioni abbondanti, essendo al suo primo anno di mandato e potendo attribuire questi esiti alle scelte di chi lo ha preceduto, non tanto con riferimento all'interim di John Elkann, quanto a Carlos Tavares.
Filosa ha anche aggiunto che intende "tornare a investire e mettere al centro della nostra strategia le esigenze del cliente, in ogni mercato in cui operiamo."
Staremo a vedere. Evidentemente, come ho osservato più volte, negli (sciagurati) anni del Green Deal si sono messe al centro le esigenze dei decisori politici, pensando probabilmente che i clienti si sarebbero adeguati e/o che i pagatori di tasse avrebbero sostenuto il conto di incentivi illimitati.
E' comunque allucinante che un burocrate comunitario, come di consueto celandosi nell'anonimato, abbia commentato al Sole 24 Ore sulle traversie delle case automobilistiche europee:
"Le difficoltà sono dovute anche a decisioni strategiche sbagliate. Tra queste la scelta di puntare su auto di alta gamma e di pensare che il Sud Globale avrebbe continuato ad acquistare motori termici. Nei due casi, le case automobilistiche non hanno previsto che la domanda del mercato sarebbe stata diversa."
Il Sud Globale è inondato dalla sovraproduzione di veicoli elettrici cinesi, a loro volta frutto di pesanti interventi del governo cinese. Le case europee sui segmenti bassi non avrebbero possibilità di essere competitive, né sui motori elettrici, né su quelli termici. Ma non sarebbero nelle difficoltà attuali se le stesse non avessero una genesi precisa nelle scelte politiche della precedente Commissione europea, purtroppo ora solo timidamente riviste.
Almeno evitassero questi comsumatori di tasse di impartire pure lezioni di strategia automotive...
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