Scorie - La semplificazione che (non) verrà

Come ho osservato altre volte, c'è da avere dei dubbi sul successo del tentativo di semplificazione che l'Unione europea sta faticosamente portando avanti da diversi mesi. Tentativo di correggere l'approccio ecotalebano del Green Deal.

Sul tema ho letto un interessante articolo di Marina Castellaneta sul Sole 24 Ore, nel quale viene delineato lo stato dell'arte. L'autrice parla di un quadro "ancora instabile", nel tentativo di "idurre gli obblighi per le aziende e a rafforzare la competitività senza, però, disarmonizzare il quadro normativo avviato con il Green deal e il pacchetto «Fitfor55». Lasciando in piedi, almeno nella sostanza, i vincoli dei bilanci di sostenibilità."

Castellaneta nota che la "iper-regolamentazione sviluppatasi fino al 2024 ha portato a obblighi di difficile attuazione per le imprese che vedono in questa frammentarietà e complessità un rallentamento per la crescita. Di qui una strada con un percorso scelto dall'Ue che, per alcuni, è una marcia indietro e, per altri, un bagno di realtà, adeguato ai tempi."

Tutte osservazioni che chiunque non fosse obnubilato dall'ecotalebanesimo faceva già nei mesi sciagurati in cui Frans Timmermans era Commissario Ue e l'allora adolescente Greta Thunberg arringava il popolo e sgridava i politici di mezzo mondo. Semplicemente, a quei tempi esprimere perplessità portava direttamente alla scomunica e a essere considerato nemico del pianeta.

Pare che questo pacchetto Omnibus "porterà a una riduzione di oneri amministrativi pari a circa cinque miliardi di euro". Che non sono spiccioli, ma che evidentemente erano considerati tali qualche anno fa.

Fatto sta che, nota Castellaneta, "le continue modifiche e lo slittamento delle date nell'attuazione da parte delle imprese minano la credibilità dell'UE e incidono negativamente sulle imprese che si sono già messe in regola o che hanno comunque predisposto un sistema adeguato alla sostenibilità."

Si noti che, sempre quando il Green Deal era in fase di emanazione, il mantra era che chi si fosse messo avanti con la rendicontazione avrebbe avuto un vantaggio competitivo, attirando più investitori e anche più clienti. Cose che hanno riempito una gran quantità di articoli compiacenti, presentazioni in power point e anche portato ricchi compensi a consulenti vari. 

Ribadendo che resto scettico sulla reale semplificazione, mi sembra sempre più evidente che si trattava, volendo essere benevoli, di wishful thinking. Come per i veicoli elettrici, la cui domanda si inabissa ogni volta che finiscono gli incentivi statali a carico dei pagatori di tasse.

La realtà era e resta un'altra, evidentemente.

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