Scorie - Le supercazzole sulle potenze intermedie

In molti hanno apprezzato l'intervento pugnace del primo ministro canadese Mark Carney al WEF di Davos, in cui invitava le medie potenze ad allearsi per far fronte all'aggressività non solo commerciale dell'America trumpiana.

Per quanto mi riguarda, ho ripensato alle parole di Marsellus Wallace in Pulp Fiction: "L'orgoglio fa solo male. Non aiuta, mai." 

Per quanto possano non piacere le parole e le azioni di Trump, occorre essere realisti (anche questo sosteneva Marsellus Wallace nel capolavoro di Quentin Tarantino). E la realtà è che le potenze che Carney invita a coalizzarsi hanno sì forza economica, ma non sufficiente forza militare in confronto agli Stati Uniti (né nei confronti di Russia e Cina).

E la forza militare (qui non sto a discutere se sia un obiettivo desiderabile) non si costituisce dall'oggi al domani, né è un pasto gratis. In sostanza, credo sia illusorio pensare di aumentare significativamente la potenza militare mantenendo al tempo stesso il generoso welfare state in essere, considerando che le finanze pubbliche sono già ampiamente scassate in diversi Paesi.

Ma questo non pare essere un problema per gli europeisti irrealisti, tra cui inserirei Moreno Bertoldi e Marco Buti, i quali, tra le altre cose, invitano le potenze intermedie a collaborare sull'agenda climatica "come bene pubblico globale". Donald Trump nega il cambiamento climatico e la sua amministrazione ha lanciato una crociata contro l'energia pulita. Dal canto suo, la Cina usa il settore delle produzioni verdi per creare dipendenze. In questo contesto, le potenze intermedie devono agire collettivamente per guidare la transizione verde in modo equo."

Cosa voglia dire "guidare la transizione verde in modo equo" non mi risulta chiaro. Nel dubbio, classificherei la formula nella categoria delle supercazzole. Di quelle che non fanno ridere, però.

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