Scorie - Gli effetti magici della riqualificazione della spesa
Se c'è qualcosa che, pur con diverse sfumature, ha messo d'accordo economisti di vari orientamenti, è la traiettoria insostenibile assunta dalla finanza pubblica statunitense.
Eppure per i più strenui sostenitori della via della prosperità a mezzo deficit, i "più recenti dati sulla performance degli Stati Uniti, contengono preziose lezioni di politica economica per i leader europei e italiani."
A sostenerlo è Gustavo Piga, che nota poi come il rapporto tra debito federale e Pil sia in calo rispetto alla fine dell'amministrazione Biden. Di qui il passaggio all'Europa, concentrandosi sul confronto tra Italia e Spagna.
Dopo aver accuratamente scelto il periodo 2023-2026 (perché un po' di cherry picking non fa mai male), Piga nota che l'austerità italiana rispetto alla politica più espansiva della Spagna hanno prodotto meno crescita del Pil e anche un aumento del rapporto tra debito e Pil, contro un calo per quello spagnolo.
Di qui il commento lapidario di Piga:
"Non c'è dubbio che il calo dello spread spagnolo sia ben più credibile di quello italiano perché strutturale e accompagnato da maggiore benessere economico e sociale, mentre quello italiano abbia una sua fragilità intrinseca, dovuta al crescente scontento che performance così minimali possono indurre nell'elettorato, fomentando la ripresa di movimenti populistici antieuropei."
A parte il fatto che ci hanno detto per anni che i populisti antieuropei sono al governo dall'ottobre del 2022, secondo Piga, le "politiche fiscali espansive dunque funzionano, se applicate con lungimiranza: negli Stati Uniti di Trump per il tramite di maggiori deficit che il Paese si può permettere senza temere una mancanza di fiducia dei mercati; ma funzionano anche nella Spagna di Sanchez grazie alla maggiore crescita, che genera risorse con cui pagare le maggiori spese, senza gravare il deficit pubblico, simile a quello italiano e sotto il 3% del PIL. Ovviamente, cosa fare di queste risorse, dove spenderle, differisce significativamente a seconda che si tratti di Trump o di Sanchez, leader con posizioni etiche e politiche profondamente diverse."
Considerando che la cosiddetta austerità necessaria a produrre un avanzo primario è una conseguenza del fatto che per decenni i governi italiani hanno speso sistematicamente molto più di quello che incassavano e non c'è strato alcun miracolo moltiplicativo (semmai il contrario), Piga dovrebbe per lo meno ricordare che il superbonus edilizio sta avendo un effetto differito sull'aumento del debito, e che le diverse dinamiche demografiche spiegano in parte la maggior crescita spagnola (i dati pro capite sono meno divergenti, ancorché l'inverno demografico italiano renda più pesante anche il debito pro capite).
A parte questo, resta dubbio che quella da lui indicata (che è poi la via keynesiana che ci viene propinata da oltre ottant'anni) sia la via lungimirante alla prosperità.
Ma Piga vorrebbe "la madre di tutte le riforme, la riqualificazione seria della spesa pubblica, che ha la magica capacità di generare risorse per la crescita tramite investimenti pubblici e tranquillità nei mercati senza dover ricorrere all'austerità. Se venisse attuata, ci troveremmo, al momento fatidico dell'approvazione della finanziaria, con un Parlamento che avrebbe a disposizione ampie risorse da collocare secondo la volontà della maggioranza, modellando il Paese sulle ambizioni del proprio elettorato, ma sempre puntando verso l'approdo salvifico di un futuro pieno di progresso, opportunità, solidarietà."
Forse è un lapsus, ma lo stesso Piga parla di "magica capacità di generare risorse per la crescita". Per chi (come me) crede che la magia, quando usata al di fuori del mondo dello spettacolo, sia solo uno strumento per illudere e fregare gli interlocutori, c'è da rimanere perplessi.
Più seriamente, è abbastanza illusorio pensare che quelle stesse persone che si contendono il voto a suon di promesse di pasti gratis possano poi essere le stesse che rendono produttiva la spesa pubblica avviando una sorta di moto perpetuo. Ma, anche ammettendo le migliori intenzioni, nessuno di costoro potrebbe essere onnisciente, con la conseguenza inevitabile che, per il moto perpetuo, dovremmo abbandonare le speranze.
Tutti tranne i (tanti) Piga di questo mondo, ovviamente.
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