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Scorie - Borghi-Bagnai, la Lega dei guai

Matteo Salvini, che si affida per lo più al duo sovranista Borghi-Bagnai per delineare il programma della Lega in campo economico, si propone, come a parole tutti quanti, di ridurre il debito pubblico in rapporto al Pil. " Ovvio che vogliamo ridurlo, ma facendo esattamente l'opposto di quanto hanno fatto in questi ultimi 15 anni tanto i governi di centrosinistra che quello di centrodestra ." In altri termini, " basta con la politica del rigore e dei tagli... il debito lo ridurremo facendo crescere il Pil ." Considerando che la spesa pubblica non è mai realmente diminuita e che i propositi di Salvini in materia previdenziale non farebbero altro che appesantirla ulteriormente, non mi pare credibile la promessa di riduzione del debito. A meno di ipotizzare tassi di crescita del Pil che in Italia non si vedono da cinquant'anni e che, al giorno d'oggi, nessuna economia matura sperimenta, men che meno se oppressa da un ...

Scorie - La contestualizzazione dei numeri

  Uno dei mantra recenti di Matteo Renzi è il seguente: " Abbiamo iniziato a governare con un Pil stabilmente negativo, -2%, ora è a +1,6% ." Dopo solitamente aggiunge che tornando al governo vorrebbe portare la crescita del Pil oltre il 2% annuo, in buona sostanza facendo più deficit, che asuo parere è la " filosofia che aveva ispirato Maastricht ." In tal senso il 3% nel rapporto tra deficit e Pil andrebbe considerato un obiettivo e non un limite massimo. Un'idea che in Italia è, purtroppo, tanto diffusa quanto errata. C'è un problema nella narrazione renziana, come spesso accade: non corrisponde alla realtà, se non parzialmente. In primo luogo, la crescita tendenziale del Pil nell'ultimo trimestre 2013 fu pari al -0.8% annuo, ma Renzi, si sa, usa i decimali a seconda della convenienza. Oppure ritiene di aver governato anche quando a palazzo Chigi c'era Enrico "stai sereno" Letta. In secondo lu...

Scorie - La colpa delle storture è delle banche centrali

La recente ripresa della volatilità sui mercati finanziari internazionali ha risvegliato dal torpore quanti andavano sostenendo che la combinazione di stimoli fiscali e, soprattutto, monetari aveva generato una situazione quasi idilliaca. Spiace osservare che anche coloro che ritengono che la politica monetaria abbia drogato le quotazioni di molte attività finanziarie (e non solo), non attribuiscano poi alle banche centrali la responsabilità principale di quanto sta accadendo e di quanto di (molto) peggio potrebbe accadere prossimamente. Scrive, per esempio, Morya Longo sul Sole 24Ore: " Le grandi iniezioni di liquidità degli ultimi anni hanno così alterato e "drogato" i mercati finanziari, che ora si trovano paradossalmente ad aver paura di un'espansione economica più accentuata del previsto. La crescita degli ultimi anni ha prodotto troppe diseguaglianze sociali e pochi aumenti salariali: se dovessero crescere gli stipendi, s...

Scorie - L'inflazione non sostiene l'economia

Uno dei temi in cui la confusione è maggiore è quello dell'inflazione. Non solo perché la definizione mainstream confonde un effetto (la crescita di un indice di prezzi al consumo) con l'inflazione vera e propria (ossia l'espansione della quantità di moneta). Ma, soprattutto, perché viene ripetuto come un mantra che l'inflazione, purché contenuta, è benefica. Lo fa, tra gli altri, Lorenzo Salvia sul Corriere della Sera, commentando gli ultimi dati diffusi dal'ISTAT. " Insieme all'aggiornamento del paniere, l'Istat ha comunicato ieri anche il dato provvisorio sull'inflazione di gennaio. Rispetto al mese precedente la crescita è dello 0,2%. Rispetto a un anno dello 0,8%. È il dato più basso dal dicembre del 2016. I prezzi aumentano poco e questa, a prima vista, può sembrare una buona notizia. Ma non è sempre così. Non solo perché se si guarda al cosiddetto carrello della spesa, cioè i prodotti di acquisto più frequente...

Scorie - La creazione di titoli "sicuri" come via al socialismo

Da qualche tempo è in corso un dibattito, per lo più a livello tecnico/accademico, sulla carenza o meno di attività a basso rischio, definite come sicure. Chi propende per una risposta affermativa fa notare che i tassi di interesse su tali attività sono particolarmente bassi (talvolta negativi), il che segnalerebbe una carenza di offerta di tali asset. Willem Buiter e Ebrahim Rahbari di Citi Research hanno scritto un report dedicato al tema, nel quale osservano, tra l'altro, che gli acquisti operati dalle banche centrali nell'ambito dei rispettivi programmi di quantitative easing hanno contribuito a generare un ribasso dei tassi di interesse su diversi tipi di asset. Il che, peraltro, era un obiettivo dei programmi stessi. Osservano anche che a fronte dell'assorbimento di titoli "sicuri", le banche centrali hanno immesso altrettante passività sicure, ossia la base monetaria creata per far fronte agli acquisti di titoli. Pas...

Scorie - Three cards Capricorn

Anche se ha ridimensionato i toni perché gli è stato fatto notare che nella gara a sparare la cialtronata più grande si finisce per perdere credibilità anche nei confronti del credulone per antonomasia, ossia l'elettore italiano medio, Matteo Renzi non riesce a reprimere del tutto la propria natura. Ecco quindi riproporre l'operazione Capricorn, già lanciata nei mesi scorsi. " Pure se attutito dall'avanzo primario degli ultimi quindici anni e dalla ricchezza privata, il debito pubblico italiano è un problema. Vogliamo ridurlo non privatizzando ancora società come Eni o Enel, ma con l'operazione Capricorn che è già in avanzata fase di studio e che consentirà di liberare risorse, aumentare la crescita, valorizzare Cassa Depositi e Prestiti. Partendo ovviamente dai beni immobili dello Stato ." In pratica, lo Stato non privatizzerebbe nulla, ma riuscirebbe a fare cassa per (forse) ridurre un po' il debito pubblico. ...