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Scorie - La spending review è un flop seriale

A seguito di un'analisi sul flop della spending review pubblicata l'8 maggio sul Sole 24Ore, l'attuale commissario alla revisione della spesa (e renziano doc), Yoram Gutgeld, ha replicato al giornale. Peccato che i numeri non fossero inventati, ma provenissero da dati ufficiali. Gutgeld contesta il fatto che la spesa pubblica non sia stata ridotta, ma è un dato di fatto che in valore assoluto è aumentata e aumenterà anche negli anni a venire (lo scrive il governo nel DEF), mentre in rapporto al Pil il calo avverrà solo a condizione che il Pil nominale aumenti come da previsione (che eufemisticamente definirei ottimistica) governativa. Per di più, la spesa al netto degli interessi (il cui calo di circa 20 miliardi annui non dipende dal governo, ma dal Qe della BCE) non cala affatto. Dato che Gutgeld non può del tutto negare l'evidenza, ricorre ai confronti con altri Paesi, sostenendo che hanno fatto peggio, in termini relativi, rispetto all...

Scorie - Il Partito Socialista è morto, ma i socialisti sono vivi e vegeti

"Il Partito Socialista è morto." (M. Valls) Questo ha sentenziato l'attuale primo ministro francese, Manuel Valls, all'indomani della vittoria di Macron alle elezioni presidenziali, con l'atteggiamento tipico di chi cerca subito di salire sul carro del vincitore. Effettivamente il Partito Socialista in Francia sembra piuttosto malconcio, a giudicare dai risultati delle recenti elezioni. Il problema, però, è che se il Partito Socialista è morto (o moribondo) i socialisti sono più vivi che mai in Francia (e anche altrove). Si possono cambiare i nomi dei partiti, ma alla fine dei conti tutti i candidati alle recenti elezioni (e a quelle parlamentari che si terranno il mese prossimo) avanzano proposte che contengono dosi più o meno consistenti di socialismo. Ahimè.

Scorie - Menù elettorale (6)

Sentire Luigi Di Maio, vice presidente della Camera e probabile futuro candidato alla presidenza del Consiglio del M5S, parlare di finanza pubblica, fa rivalutare i suoi colleghi che si occupano di scie chimiche. A suo dire, " L'Europa deve cambiare prima di tutto permettendoci, come Paese, di fare investimenti e cambiare i vincoli di bilancio . " Nulla di nuovo, per carità. A sostenerlo sono in molti. Dimenticando, però, che i vincoli di bilancio non si possono eliminare, neanche se si ha sovranità piena (chiedere a chi in tasca ha la moneta venezuelana o a chi aveva quella dello Zimbabwe). Non poteva mancare, poi, l'evergreen degli investimenti green: " Siamo un Paese che ha bisogno di investimenti in settori ad alto moltiplicatore, cio è settori che possono portare gettito per lo Stato: nell'energia, nella sicurezza del territorio, abbiamo ancora migliaia di scuole a rischio idrogeologico, abbiamo da recuperare sul piano dell'en...

Scorie - Avanti con le assunzioni statali

" Il decreto per altre 1.000 assunzioni è firmato. Rafforziamo i servizi per cittadini e imprese." (M. Madia) Così, qualche giorno fa, ha cinguettato la ministra (al femminile, in onore al politically correct) della Pubblica Amministrazione, Marianna Madia, riferendosi all'assunzione di 1.000 persone per gli uffici giudiziari. Motivo di giubilo per Madia (e solitamente per qualunque politico al posto suo), la cui opera di assunzione forse rafforzerà anche i servizi per cittadini e imprese, ma di sicuro ne aumenta il costo. Servizi che dovrà pagare anche (forse soprattutto) chi non ne avrà bisogno. E mentre i 1.000 assunti sono "ciò che si vede", come avrebbe detto Bastiat, i milioni che pagano il conto sono "ciò che non si vede" e che non ha alcuna voce in capitolo. Ma che non è detto che cinguettino giulivi apprendendo queste notizie.

Scorie - Alitalia, mission impossible

Il conto a carico di chi paga le tasse per mantenere artificialmente in vita Alitalia è destinato a crescere, come peraltro avviene ininterrottamente da decenni. L'ultima tappa in ordine di tempo è l'amministrazione straordinaria, con tanto di prestito ponte (un ponte che finisce in un burrone) di 600 milioni per evitare il blocco dell'operatività. Meno di 10 anni, regnante Berlusconi, fa Alitalia era stata già divisa in bad e good company, e nel 2015 Renzi ci raccontava delle magnifiche prospettive di Alitalia, in questo confermando l'ipotesi che il vero erede di Silvio sia proprio lui. Nel frattempo i dipendenti del gruppo hanno potuto usufruire di scivoli molto generosi per uscire, mentre quelli rimasti hanno continuato a credere (e probabilmente hanno avuto ragione) di lavorare per una società statale. Lo si capisce quando si vola con Alitalia, oppure si sentono le dichiarazioni di dipendenti e sindacalisti. Uno dei tre commiss...

Scorie - La (solita) ipocrisia degli intellettuali sinistrorsi

Ci sono diverse cose che accomunano l'Italia e la Francia. Tra queste, l'importanza di essere sinistrorsi (o dichiararsi tali) se si intende essere considerati intellettuali o artisti degni di tali definizioni dagli insider e dai mezzi di informazione mainstream. Nelle due settimane che separano i due turni delle elezioni presidenziali francesi, le interviste a questo o quell'intellettuale per sentire la sua opinione in merito al voto non si contano. Ovviamente sono tutti intenzionati a votare Macron, seppure turandosi il naso. Molti premettono di avere votato al primo turno per Melenchon, chavista convinto (nonostante ciò che sta accadendo in Venezuela) e fautore di una tassazione da esproprio pressoché totale per chi ha redditi superiori a venti volte la media. Tra costoro vi è Édouard Louis, scrittore ventiquattrenne (pare goda di un certo successo) proveniente da una famiglia di modeste condizioni economiche, il quale ci tiene a...

Scorie - La riduzione del debito è fallita

A fronte del recente declassamento del rating della Repubblica italiana da parte dell'agenzia Fitch, il ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan, ha affermato: " Non accetto la parola fallimento usata da Fitch a proposito della riduzione del debito ". Padoan è ministro da poco più di tre anni, e nei documento di finanza pubblica presentati (per non parlare di decine di dichiarazioni) ha sempre proiettato negli anni a venire una discesa del rapporto tra debito e Pil che poi, alla prova dei fatti, non si è verificata. Si potranno criticare le agenzie di rating per tanti motivi, ma dichiarare che l'obiettivo di riduzione del rapporto tra debito e Pil sia stato fallito è una mera constatazione dell'evidenza empirica. Neppure nel 2017 scenderà sotto al 132 virgola qualcosa per cento, e questo senza che si verifichino scenari avversi. E dire che con una riduzione artificiale (via Qe) della spesa per interessi per circa 20 ...