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Scorie - Soccorso ai debitori, con i soldi altrui

"La norma sulla sospensione della quota capitale dei mutui sancisce un diritto da parte del debitore e non è una concessione dell'Abi. Nella bozza dell'Abi sono presenti condizioni riduttive della norma come il termine della moratoria, ridotta a 12 mesi invece di 36, e i beneficiari, limitati solo a imprese e cittadini in difficoltà mentre la norma è valida per chiunque ne faccia richiesta. L'Abi non ha compreso che la portata del provvedimento non è assistenziale ma propulsiva per due motivi: evita il fallimento delle imprese in difficoltà e mette a disposizione più liquidità per famiglie e aziende." (F. Cariello) Le banche, si sa, non godono di grande consenso presso l'opinione pubblica, e per politici di vario orientamento questo è spesso un incentivo a lanciare invettive contro di esse. Non che non vi siano motivi per criticare le banche. Anzi. Credo, però, che spesso lo si faccia per i motivi sbagliati. Per esempio trovo allucinanti le dichiaraz...

Scorie - Addirittura l'Europa sarebbe la patria del laissez faire

"Finalmente ora è diventato incontestabile che la ricchezza economica degli ultimi anni s'è in gran parte basata sul debito invece che su un'economia di produzione, e che lo stato di insolvenza, più eufemisticamente denominato "default" quando si tratta di Stati, si è trovato in una dimensione globale, ma senza una globale disciplina." (G. Rossi) Prendendo spunto dalla interminabile crisi della Grecia, Guido Rossi individua nella assenza di una disciplina globale per la gestione dei fallimenti degli Stati una delle cause del protrarsi della crisi. Ovviamente il tutto gli serve per invocare, come è solito fare, progetti legislativi sovranazionali che ristabiliscano la supremazia della politica sul mercato. Che il mercato sia la forza dominante a livello globale può sostenerlo solo chi distorce il significato stesso di mercato, fornendo una rappresentazione dei fatti che non corrisponde alla realtà. Rossi afferma che "è diventato incontestab...

Scorie - Risparmio, fisco, economia reale

"L'Italia ha bisogno di più propensione al rischio nel senso sano del termine, in modo che maggiori risorse confluiscano verso l'economia reale." (P. C. Padoan) Questo ha dichiarato il ministro dell'Economia, intervenendo al Salone del risparmio, organizzato da Assogestioni. Aperta parentesi. Come tutte le associazioni di categoria, anche Assogestioni, pur lamentandosi nei confronti del governo per il (bis)trattamento fiscale del risparmio, non riesce a far altro che assumere nei confronti del potere atteggiamenti che a me sembrano da accattoni. E' evidente che questi signori ritengano controproducente (quanto meno per i loro interessi, non direi per quelli dei risparmiatori) avere un atteggiamento meno servile nei confronti dello Stato, ma a mio parere invitare e riverire il ministro dell'Economia chiedendo solo sommessamente di inveire meno sul risparmio è come se l'Avis invitasse come ospite d'onore Dracula nella (vana) speranza che co...

Scorie - 1000, numero magico

"Ho le palle che mi girano a 1000 perché ci hanno derubato del referendum contro la legge Fornero, quella della Consulta è una sentenza politica, una sentenza infame." (M. Salvini) Così si sfogava il 20 gennaio scorso Matteo Salvini, dopo aver appreso che la Corte costituzionale aveva negato l'ammissibilità al referendum proposto dalla Lega contro la legge Fornero. E forse quel "1000" è diventato un suo chiodo fisso, dato che di recente Salvini ha proposto una riforma del sistema pensionistico in base alla quale tutti percepirebbero un assegno mensile da 1000 euro per 14 mensilità. La somma si otterrebbe con un versamento annuo di 5000 euro, contribuendo per 40 anni. Chi attualmente versa di più potrebbe ridurre la contribuzione, aumentando così il reddito mensile corrente, che potrebbe peraltro destinare volontariamente a fondi pensione o altre forme di previdenza complementare. Da un punto di vista finanziario la proposta non è priva di senso, da...

Scorie - Il governo del fare (danni)

"Passiamo per il governo dei comunicatori ma ritengo che il governo non sia stato bravo a comunicare quello che ha fatto. Rovescio l'assunto: il governo ha fatto molto di più di quello che ha comunicato. E questo lo considero un errore clamoroso. Chi fa più di quello che comunica nella politica di oggi sta sbagliando tutto perché comunicazione è il modo di entrare in rapporto con i cittadini che sono i controllori, punto di riferimento fondamentale." (M. Renzi) Intervenendo alla Luiss School of government, Matteo Renzi ha avuto il coraggio di dire anche questo. Probabilmente per colmare questa lacuna nella comunicazione, Renzi passerà tra televisioni, giornali e l'immancabile twitter anche le ore notturne. Durante quelle diurne il tempo dedicato alla comunicazione non può dirsi scarso. E' d'altra parte un classico autodenunciare un errore che nessuno ritiene tale. Sarà, ma io più lo sento parlare, meno comprerei qualcosa da lui. Di certo, c'è...

Scorie - La pagliuzza e la trave

"Abbiamo rifinanziato dopo anni il fondo affitti, costituito il fondo per la morosità incolpevole e destinato 500 milioni di euro al recupero degli alloggi popolari, destinando alle politiche per la casa la cifra complessiva di 2,7 miliardi di euro." (M. Lupi) Ho tratto queste parole dal discorso tenuto alla Camera dall'ormai ex ministro Maurizio Lupi. Probabilmente quelle elencate sono le cose per le quali egli ha ritenuto di potersi dimettere "a testa alta". Che Lupi abbia trovato un lavoro al figlio è stato motivo di scandalo per molti ben pensanti, e credo non ci si sbagli supponendo che tanto più uno si è scandalizzato, quanto più è probabile che abbia fatto di peggio (o avrebbe fatto di peggio al posto di Lupi).   Il posto aggiudicatosi da Lupi Jr. probabilmente sarebbe andato a un'altra persona se la selezione non fosse stata guidata da raccomandazioni/scambi di favori. Personalmente trovo però molto peggio che un ministro vada orgog...

Scorie - Il sogno keynasiano: deficit obbligatorio

"Servirebbe un meccanismo Ue che imponga a chi ha spazio fiscale di utilizzarlo, farebbe bene a tutti. Il problema è che non ci sono meccanismi espansivi, ma solo meccanismi contro chi rischia di debordare." (P. C. Padoan) Quello di Pier Carlo Padoan è il sogno di ogni europeista keynesiano dei Paesi che non possono spendere e spandere allegramente perché lo hanno già fatto troppo in un passato più o meno recente. La virtù del deficit spending e del conseguente debito pubblico, oltre a essere discutibile a livello teorico, non trova riscontri nella storia. La maggior parte dei debiti pubblici è stata accumulata per finanziare guerre o sistemi di stato assistenziale le cui basi sono ormai del tutto incompatibili con l'evoluzione demografica. Periodicamente si invocano "investimenti pubblici" che, a detta dei proponenti, sembrerebbero un affarone da non farsi sfuggire, ma i numeri ex post si rivelano poi spesso e (mal)volentieri molto meno entusiasma...