Scorie - Gli improbabili scenari probabilistici
Con grande disappunto dei fautori dell'obbligatorietà di inserire gli scenari probabilistici nella documentazione informativa e contrattuale (tema di cui mi sono già occupato anni fa), la Corte di Cassazione ha recentemente ammorbidito le sue posizioni rispetto a un orientamento piuttosto rigido in essere a seguito di una sua sentenza risalente al 2020.
Dal 2009 sono sempre inseriti il Mark-to-Market (ossia il valore del derivato al momento della negoziazione, il metodo utilizzato per calcolarlo, nonché i costi impliciti.
Gli scenari probabilistici sono un pallino di certi consulenti di parte (che assistono i clienti in contenzioso) e dei relativi legali, nonché della stampa consumeristica alla Plus24 del Sole 24 Ore. Mi sono spesso chiesto quanti di costoro conoscessero tecnicamente il calcolo di tali scenari, che purtroppo credo rischino di essere fuorvianti per molti investitori, perché le probabilità che si verifichino sono strettamente dipendenti dal fatto che le variabili che determinano il valore del derivato si distribuiscano come assunto nel calcolo (solitamente una distribuzione normale) e abbiano una variabilità in linea con quella storica.
Se queste condizioni non si verificano, le probabilità messe nero su bianco vanno a farsi benedire. A mio parere sarebbe molto più utile e anche comprensibile utilizzare scenari what-if, ossia dimostrare come cambierebbe il valore del derivato a seguito di una certa variazione di una o più variabili che incidono nel calcolo del Mark-to-Market.
Spesso a essere sbagliata è proprio l'identificazione del derivato come una scommessa. In realtà, se usato per finalità di copertura, non vi è nessuna scommessa, ma quello strumento svolge una funzione assicurativa. A maggior ragione se si parla di derivati semplici e senza componenti opzionali come gli Interest Rate Swap, che sono utilizzati per coprire il rischio di tasso "trasformando" un debito a tasso variabile in uno a tasso fisso.
Va da se che se un soggetto si indebita a tasso variabile e lo trasforma in fisso mediante uno swap, in caso di successiva diminuzione dei tassi di interesse subisce una perdita nel valore del derivato e si trova a dover pagare differenziali alla sua controparte (solitamente una banca). Ma ha un beneficio simmetrico (se la copertura è efficace) dovuto alla riduzione degli interessi pagati sul debito coperto.
Molte cause nascono dal senno di poi. Non dubito che vi siano spesso state carenze nelle informazioni fornite ex ante al cliente e che spesso si tratta di soggetti che, pur potendo essere classificati come clienti professionali per via delle dimensioni aziendali, non hanno adeguate competenze finanziarie; tuttavia non sarebbero gli scenari probabilistici a risolvere il problema, checché ne pensino certi esperti e (ex) regolatori. A mio parere potrebbe essere vero il contrario.
Quando poi a parlare di queste cose sono avvocati, che salvo alcuni casi non hanno anche competenze finanziarie se non basiche, si leggono cose allucinanti. Su Plus, nell'articolo che dà conto della recente sentenza della Cassazione, è riportato, tra gli altri, il parere dell'avvocato Luca Zamagni, che critica la sentenza perché riconosce corretto il metodo del discounted cash flow per determinare il valore di un semplice swap di tasso.
Ciò "finisce per semplificare eccessivamente un'operazione che, nella prassi, si segnala dipendere da una pluralità di assunzioni tecniche non univoche", secondo Zamagni.
Il quale suppongo non abbia mai utilizzato professionalmente degli swap di tasso, perché è proprio scontando i flussi di cassa delle due gambe del contratto che se ne determina il valore. E i flussi a tasso variabile sono calcolati "meccanicamente" utilizzando i forward ricavati dalla curva di tass idi interesse in essere al momento della valutazione dello strumento.
Capisco che, dopo anni in cui, a fronte di un derivato con Mark-to-Market negativo, si otteneva la nullità a volte solo per la mancanza degli scenari probailistici, questa nuova sentenza renda un po' meno facile il lavoro di questi avvocati. Ma gli scenari probabilistici, già discutibili su strumenti più complessi, lo sono a maggior ragione nel caso di un semplice swap di tasso.
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