Scorie - Non toccate le autobahn
Una delle (a mio parere) grandi idiozie che sono circolate in Italia e anche in altri Paesi europei da quando la (stupida) guerra di Stati Uniti e Israele contro l'Iran ha portato al sostanziale blocco a singhiozzo dello stretto di Hormuz, è l'ipotesi di abbassare i limiti di velocità, soprattutto nelle autostrade.
Essendo nato in pieno periodo di domeniche a piedi che furono imposte a cavallo tra dicembre 1973 e aprile 1974, esperienza di cui mi hanno parlato diverse volte i miei genitori, speravo che non si dovesse più arrivare neppure a ipotizzare provvedimenti del genere. Eppure non mi sento di esclludere neppure quello, qualora il rialzo dei prezzi dei carburanti e, soprattutto, i probabilil razionamenti degli stessi qualora il blocco proseguisse nelle prossime settimane.
Sta di fatto che Chris Bryant critica il governo tedesco per aver introdotto sgravi fiscali temporanei (simili a quelli italiani) sui prezzi alla pompa invece di introdurre limiti di velocità nelle mitologiche autobahn. Un provvedimento con un precedente proprio ai tempi della crisi petrolifera del 1973.
Guarda caso "i gruppi ambientalisti e i politici di sinistra pensano che sia tempo per la Germania di abbandonare il suo attaccamento alla guida veloce".
Posto che i due gruppi sono quasi in tutto sovrapponibili, la cosa non stupisce. Se c'è da limitare la libertà delle persone, loro sono sempre in prima fila.
Secondo Bryant, nonostante la Germania "non sia a rischio immediato di restare senza benzina e gasolio, il suo approccio laissez faire nei confronti della guida veloce sembra obsoleto".
Ovviamente "rallentare salverebbe vite umane e abbasserebbe il consumo di carburante, riducento le emissioni che riscaldano il pianeta e la dipendenza del Paese dagli idrocarburi importati".
Tutto da perfetto manuale dell'attivista di Greenpeace.
Bryant aggiunge che sarebbero d'accordo anche delle associazioni di automobilisti e la popolazione in generale, almeno fino a fine crisi.
Ma il governo sa che farebbe un regalo enorme ad Alternative fur Deutschland, quindi finora ha escluso di introdurre limiti di velocità dove non sono previsti. Con buona pace di Bryant e degli ambientalisti sinistrorsi vari.
Ora, io sono contrario in generale a obblighi e divieti a comportamenti che non rappresentino una violazione del principio di non aggressione. A maggior ragione non vedo perché imporne quando non è neppure ancora concreta la carenza di carburanti.
Il punto fondamentale mi sembra semplice: nessuno è obbligato ad andare ad alta velocità, a prescindere dal prezzo alla pompa di benzina e gasolio. Può decidere di andare a velocità contenuta perché si sente più sicuro, oppure per risparmiare sul carburante.
Perché volere imporre ad altri di farlo?
Lo stesso Bryant osserva che chi guida auto elettriche generalmente non va ad alta velocità in autostrada, perché "l'autonomia diminuisce in fretta se si guida ad alta velocità in modo prolungato".
Neppure troppo prolungato, parrebbe. E infatti il paradosso che che si vedono veicoli elettrici che potrebbero andare a "velocità assurda" (come ama autodefinirla Tesla) e che viaggiano alla velocità di un TIR. Questo sì è assurdo.
Commenti
Posta un commento