Scorie - Non le chiamerei previsioni
In un lungo articolo sul Sole 24 Ore, Pierangelo Soldavini si occupa del boom dei “prediction markets”, ossia piattaforme sulle quali è possibile scommettere su una pluralità di eventi. Piattaforme che stanno facendo seria concorrenza a siti di scommesse e case da gioco.
Che si tratti di un settore in forte espansione lo testimonia anche il recente investimento dell'Intercontinental Exchange in Polymarket, che è leader assieme a Kalshi.
Tecnicamente questi contratti sono opzioni binarie, che a scadenza possono pagare uno o zero a seconda che l'evento sottostante si verifichi o meno. Ne consegue che i centesimi a cui sono scambiati sulla piattaforma esprimono la probabilità implicita che l'evento si verifichi.
Le opzioni binarie non sono certo una novità. La novità consiste nell'avere esteso l'universo di eventi sottostanti e messo il tutto in una piattaforma online.
Segnalando la crescente attenzione degli operatori di finanza "tradizionale", scrive Soldavini:
"Lungi dall’essere siti di scommesse, questi mercati sono infatti piattaforme dove le puntate sono sostituite da contratti il cui valore si basa sulle attese legate al verificarsi di eventi futuri, dall’esito di una partita di basket o baseball a quello di un’elezione, dall’andamento dell’inflazione americana agli attacchi sull’Iran."
Che non siano siti di scommesse è certo, dato che nei siti di scommesse ci sono quote fissate da bookmakers, mentre nei prediction markets i prezzi sono il risultato di domanda e offerta. Tarek Monsour, CEO di Kalshi, utilizza questa distinzione per sostenere che non dovrebbero essere regolati come le scommesse, che sono "essenzialmente un prodotto disegnato per far perdere soldi ai clienti".
Tuttavia, sorvolando sulle questioni relative a fenomeni simili all'insider trading che credo saranno oggetto di regolamentazione in un futuro abbastanza vicino, a me pare abbastanza evidente che il successo di queste piattaforme sia il risultato di un trend sviluppatosi già da anni e accelerato durante il lockdown nel 2020.
Molte persone con piccole somme a disposizione si sono improvvisate trader con orizzonti sempre più brevi e puntando su strumenti, come le opzioni che scadono in giornata, che sono effettivamente una sorta di scommessa. I prediction markets sono una risposta alla domanda di questo tipo di operatori, molti dei quali con discrete probabilità affetti da ludopatia e destinati a perdere buona parte, se non tutti, i soldi a loro disposizione. A maggior ragione se iniziano a entrare operatori finanziari istiuzionali.
Questo per molti genera la richiesta di interventi di regolamentazione più o meno paternalistici. Personalmente sono sempre contrario all'imposizione di norme paternalistiche, e lo sono anche in questo caso. Fatta eccezione per casi accertati di truffa, ognuno dovrebbe essere libero di usare come crede il proprio denaro. Ciò non toglie che consiglierei a un amico di dedicare a queste piattaforme solo somme di denaro a fondo perduto. Perché quello è l'esito più probabile, a lungo (e forse neppure tanto a lungo) andare.
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