Scorie - La realtà al contrario
Leggendo gli articoli dell'ecotalebano Liam Denning su Bloomberg Opinion sembra che nel mondo ci sia una domanda incontenibile di veicoli elettrici. Per questo i recenti ripensamenti delle principali case automobilistiche, soprattutto (ma non solo) negli Stati Uniti, sono considerati da Denning una sorta di suicidio.
Sta di fatto che le perdite miliardarie del 2025 sono dovute a svalutazione di (mal)investimenti nei veicoli elettrici, anche se non si direbbe leggendo Denning. Il quale critica l'allentamento deciso da Trump sui limiti alle emissioni dei motori endotermici, che consentono alle case automobilistiche di tornare a produrre (senza perdere soldi) i modelli endotermici per i quali c'è reale domanda di mercato.
Denning ripete come un disco rotto che così "i competitors cinesi estenderanno la loro leadership nei veicoli elettrici".
Omettendo due dettagli.
In primo luogo, che gli investimenti ora svalutati erano stati gonfiati per adeguarsi a una normativa che metteva fuori gioco i motori endotermici, nonché a una serie di incentivi che drogavano (peraltro con effetti scarsi in relazione ai costi per i pagatori di tasse) la domanda.
In secondo luogo, che la leadership cinese nell'elettrico dovrà a sua volta fare i conti con una domanda che è cocciutamente misera per i veicoli elettrici, a maggior ragione ogni volta che diminuiscono gli incentivi.
In definitiva, pensare che le disavventure (anche in termini di quotazioni sui ercati azionari) delle case automobilistiche americane siano dovute al non abbandono dei modelli con motori endotermici, che hanno una domanda reale, significa vedere la realtà al contrario.
Come spesso accade agli ecotalebani.
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