Scorie - La politica fiscale proattiva non salverà il Giappone

Da oltre un trentennio il Giappone rappresenta un caso di studio degli effetti delle politiche fiscali e monetarie ultraespansive. Voler evitare gli effetti dello scoppio della bolla immobiliare e azionaria a inizio anni Novanta ha portato a una zombificazione di una moltitudine di aziende e a bilanci bancari imbottiti per anni di crediti che si fingeva non fossero deteriorati.

I debiti privati sono diventati pubblici, con la banca centrale che ha via via monetizzato, più o meno esplicitamente, i cospicui disavanzi governativi. Quando negli Stati Uniti e in Europa sono iniziate le politiche di tassi a zero o negativi e di massicci acquisti di titoli (per lo più di Stato) da parte delle banche centrali (dopo il fallimento di Lehman Brothers nel 2008), in Giappone quel tipo di interventi erano in pratica da un decennio.

Il Giappone ha quindi smorzato gli effetti dello scoppio di quella gigantesca bolla calciando avanti il barattolo, a costo però di zavorrare il bilancio pubblico e avere decenni di sostanziale stagnazione della crescita economica in termini reali.

L'attuale capa del governo, Sanae Takaichi, promette di praticare una politica fiscale "proattiva".

"Quando parlo di politica fiscale proattiva, mi riferisco a un impiego strategico di misure di stimolo fiscale. Questo non significa che dovremo ricorrere a un aumento incontrollato della spesa."

In sostanza, non spesa pubblica purchessia, come lavori pubblici inutili se non in omaggio ai lati peggiori del keynesismo. Ma una spesa intelligente, per mezzo della quale il governo indica la via e lavora in partnership con i privati.

Funzionerà? C'è da dubitarne, per il semplice fatto che il governo non è onnisciente. La banca centrale è alle prese con prezzi al consumo che, dopo il Covid, sono tornati a crescere ben oltre il livello a cui si erano abituati i giapponesi. Dovrebbe aumentare i tassi di interesse per non lasciarli negativi in termini reali, ma questo gonfierebbe il costo del debito.

Ben difficilmente la politica monetaria potrà essere restrittiva. E ancor più difficilmente il Giappone risolverà i suoi cronici problemi, temo.

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