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Scorie - Cinguettii pericolosi per la democrazia

E' di pochi giorni fa la notizia che Twitter diventerà una società con un unico proprietario e con ogni probabilità sarà delistata dalla Borsa. Elon Musk, dopo aver acquisito il 9% del capitale, ha deciso di lanciare un'OPA totalitaria. Dopo un'iniziale resistenza, il CdA ha sostanzialmente alzato bandiera bianca. La società non ha certo finora ottenuto risultati econoimici brillanti, tutt'altro. Non solo gli utenti non crescono e sono molto minori degli altri più noti sociel network, ma anche i ricavi per utente sono insoddisfacenti. Musk, da utente, ha spesso criticato i limiti alla libertà di espressione imposti dalle policy di "moderazione" dei contenuti adottati da Twitter. E intende cambiare le cose, perché, a suo dire, " la libera espressione è il pilastro su cui poggia una democrazia funzionante e Twitter è la piazza digitale dove questioni vitali per il futuro dell'umanità sono discusse ". La notizia ha allarmato il mondo sinistrorso ame...

Scorie - Giggino, politico di razza

 Da tempo sono giunto alla conclusione che Luigi Di Maio sia un politico di razza. Il che, considerando ciò che penso generalmente dei politici, non è un complimento. Spuntato dall'anonimato alle elezioni politiche del 2013, l'allora ventisettenne Di Maio aveva un curriculum scarno, con esperienze come steward allo stadio di Napoli, attività nell'edilizia con l'impresa paterna, fino all'attività di "webbemaster", per dirla alla Vincenzo De Luca. Fu tra coloro che vinsero alla lotteria delle selezioni sul blog di Beppe Grillo. Emergere poi tra i coeletti in Parlamento non fu un'impresa particolarmente difficile. Durante quella legislatura dovette dividere la leadership con Alessandro Di Battista, il quale ha però cercato di mantenersi coerente alle parole d'ordine del grillismo delle origini (per quanto a mio parere non condivisibili), dimostrando di non essere un politico di razza. Al contrario, Giggino ha capito ben presto che per essere un polit...

Scorie - Non esistono formule magiche per ridurre i debiti (pubblici)

Trovo sempre interessante leggere articoli nei quali l'autore o gli autori ritengono di aver individuato una formula magica per risolvere, o quanto meno alleviare, i problemi di finanza pubblica, senza indicare chi pagherebbe il conto. Quando leggo questi articoli cerco sempre di adottare l'approccio alla "Ciò che si vede, ciò che non si vede" di Bastiat. Leonardo Becchetti e Guido Cozzi propongono di utilizzare l'introduzione dell'euro digitale per ridurre i debiti pubblici senza (a loro dire) generare inflazione. Secondo gli autori, già " prima della pandemia, con l'avvio del quantitative easing abbiamo iniziato progressivamente a sperimentare l'efficacia delle politiche espansive della Bce, la loro capacità di fronteggiare euroscetticismo e critiche nei confronti dell'Unione europea e le economie di scala che si possono creare sul fronte macroeconomico se i Paesi membri mettono a fattor comune la loro forza economica. Durante la pandemia la...

Scorie - Gerarchia delle idee

Lo sviluppo di internet e dei social network hanno impresso una forte accelerazione all'aumento delle fonti di informazione disponibili a tutti. Questo, come è noto, ha spiazzato i media tradizionali e soprattutto gli intellettuali, che in precedenza rappresentavano il punto di riferimento per trasmettere informazioni e conoscenze al pubblico. Del tema si occupa Giuseppe Lupo sul Sole 24 Ore, con un articolo che inizia così: " Potrà sembrare un'enorme contraddizione se si pensa alle traiettorie che il pensiero occidentale ha percorso negli ultimi sei secoli, eppure dopo i primi vent'anni del nuovo millennio, si avverte impellente la necessità di ripristinare quell'autorità culturale che l'affermarsi del moderno aveva contribuito a demolire, almeno nei principi. Per fortuna la contraddizione è solo apparente. L'Umanesimo aveva ingaggiato la sua battaglia contro una scienza che si limitava a essere solo dottrina senza verifiche ed esperimenti, una scienza per...

Scorie - Tu chiamali, se vuoi, costi psicologici

Essendo un appassionato di automobili Euro zero, seguo con molto interesse il dibattito sulla elettrificazione a tappe forzate del settore automotive. Un chiaro esempio di un cambiamento imposto mediante mezzi politici e non derivante da una spontanea evoluzione di mercato. In un articolo dedicato alle barriere psicologiche che frenerebbero la corsa della mobilità elettrica, Fabrizio Zerbini (Direttore scientifico mobiUS lab per la mobilità futura) e Laura Colm (docente di marketing SDA Bocconi) esordiscono affermando che si tratta di " una delle sfide più importanti per la decarbonizzazione e per la transizione verso una società sostenibile ". Il che è vero se ci si riferisce ai mezzi pesanti, alle navi e agli aerei, ma non se ci si riferisce alle automobili, che sono repsonsabili, a livello europeo, di meno del 2% delle emissioni complessive. Come dire: se si disponesse di un pulsante per rendere elettriche tutte le macchine in circolazione dall'oggi al domani, i benefi...

Scorie - Da dove parte il circolo vizioso

Non passa giorno in cui la quantità di denaro mantenuto dagli italiani sui conti correnti bancari non sia indicata come una iattura. Che quel denaro, dati i tassi di interesse ancora tenuti artificialmente a zero, perda potere d'acquisto, soprattutto negli ultimi mesi e prevedibilmente in quelli a venire, è indubbio. Ciò non toglie anche che molte delle forme di investimento che sarebbero adatte a persone che non vogliono o non possono assumere rischi elevati offrano da tempo rendinmenti reali negativi, per di più non garantendo una stabilità di valore in termini nominali. Sempre a causa delle politiche monetarie ultraespansive protratte per anni. Ma chi tiene denaro sul conto corrente viene pure accusato, molto keynesianamente, di indebilire l'economia. Lo fa, per esempio, Gianfranco Ursino su Plus del Sole 24 Ore, che è una sorta di Altroconsumo che spara a zero sugli intermediari finanziari, salvo essere infarcito di inserzioni pubblicitarie (suppongo non gratuite) dei prodo...

Scorie - L'avvocato del (peggio) popolo

Milano Finanza ha intervistato Giuseppe Conte, presidente di quel che resta (a mio parere sempre troppo) del M5S. Come è noto, il suo è uno del partiti (praticamente tutti) che un giorno sì e l'altro pure dichiarano essere " inevitabile uno scostamento di bilancio ". Nessuno dubita che, tra pandemia e guerra in Ucraina, i problemi non finiscano mai. Tuttavia, la leggerezza con cui si invoca di fare nuovo deficit per decine di miliardi, come se nessuno dovesse mai essere chiamato a pagare il conto, è allucinante. Alla base di tutto, c'è una visione fortemente statalista, che rende poi il deficit inevitabile. Secondo Conte, lo Stato " deve essere presente quando serve, soprattutto al fine di tutelare gli asset strategici del Paese. Più in generale, deve riappropriarsi della capacità di orientare il mercato per perseguire gli interessi collettivi, coinvolgendo naturalmente i privati. Il mercato come garanzia dell'equilibrio perfetto è solo un mito, come dimostra...