Scorie - Adesso Porsche scopre cosa vogliono i clienti


Dopo aver deciso, anni addietro, di essere più realisti del re (Timmermans) ed essersi spinti a dichiarare che nel 2030 la gamma offerta sarebbe stata rappresentata per l'80% da modelli elettrici, Porsche, davanti a un sostanziale azzeramento della redditività e alle ampiamente deludenti vendite di modelli elettrici (dalla Taycan alla Macan), pare iniziare a capire (o a riconoscere) che alla stragrande maggioranza dei clienti e potenziali clienti le macchine senza motore endotermico non piacciono.

E sembrano anche rendersi conto che magari chi compra una Cayenne, Macan o Panamera non disdegna il cambio automatico (ancorché si possa fingere di cambiare marcia con le palette), ma chi guida una 911 preferisce avere il cambio manuale. Quanto meno poter scegliere di averlo.

La questione è sempre riconducibile alle (assurde) norme volte a contenere le emissioni: va da sé che un cambio automatico le minimizza, gestendo elettronicamente il passaggio di marcia, mentre se il cambio è manuale il dato medio non può che aumentare e, soprattutto, non è gestito dalla macchina (quindi dal costruttore).

Fatto sta che la versione manuale, che fino a una ventina d'anni fa era lo standard, ormai non era più disponibile, se non per qualche versione, tipo le GT3. Ma ora la Porsche sta reintroducendo l'opzione anche per la Carrera S.

Secondo Timo Resch, presidente e CEO di Porsche Cars North America, i feedback di clienti e concessionari in questi anni "hanno dato motivo di credere che sia proprio questo ciò che i clienti stanno cercando."

Caro Timo, sei proprio un bambino prodigio, avrebbe detto Mr. Wolf.

La faccenda è che la versione manuale non sarà lo standard, come un tempo. Sarà opzionale, con tanto di sovrapprezzo e, per di più, in abbinamento obbligatorio con altri optionals.

E il bambino prodigio di cui sopra afferma che "per il cliente è in un certo senso un vantaggio averli in pacchetto, invece di doverli acquistare separatamente." Come no, ammesso che un cliente volesse tutti gli elementi del pacchetto e non solo il cambio manuale.

Sempre Resch:

"Per noi è importante essere coerenti con ciò che i clienti vogliono davvero, invece di fare qualcosa solo per poterlo proporre come semplice variante a listino. In quel caso tutto diventerebbe un po' più complicato."

Se veramente avessero fatto ciò che i clienti vogliono, il cambio manuale sarebbe rimasto lo standard, e non avrebbero mai neppure ipotizzato di avere un'offerta all'80% elettrica.

A proposito di modelli elettrici, dopo il buco nell'acqua della Taycan adesso ci provano con la 718 Cayman. E Resch sostiene che ha avuto "la possibilità di guidare questa sportiva elettrica, ed è davvero coinvolgente. È un'auto che dà molta motivazione al volante. Quindi non vedo l'ora che arrivi, a un certo punto in futuro."

Ma quali motivazioni potrà mai dare in più rispetto a una Taycan che, evidentemente, non ha motivato granché i porscheisti? Sulla quale Taycan, Resch dice laconicamente:

"Vedere volumi più bassi per Taycan non rende necessariamente l'auto meno interessante; semplicemente c'è meno domanda naturale, e va bene così. Le persone trovano la propria scelta all'interno della gamma Porsche, e noi siamo contenti se sono clienti soddisfatti che trovano la soluzione giusta per loro, qualunque sia il tipo di motorizzazione."

Dubito fortemente che i volumi di Taycan vadano "bene così", perché per la Porsche è un bagno di sangue. Tanto più che arriva ad aggiungere che, volendo, un cliente può guidare "una Taycan con E-Shift. All'improvviso hai un'esperienza molto simile a quella di un'auto con motore a combustione interna, ma solo se vuoi averla. Puoi anche guidare senza."

Ma se uno vuole l'esperienza di una macchina con motore endotermico e cambio manuale, per quale motivo dovrebbe prenderne una elettrica? Mistero. Soprattutto, mettere a disposizione questo fake di un cambio è il riconoscimento che guidare un modello elettrico non è poi "davvero coinvolgente", quanto meno per la maggior parte dei clienti.

In conclusione, meno male che, vedendo avvicinarsi il baratro, qualche ripensamento è in corso. Troppo poco, sperando che non sia troppo tardi.


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