Scorie - Stuprano la proprietà in nome dell'accessibilità
La Commissione europea ha presentato la bozza di quello che chiama "Affordable housing act", ossia un regolamento in base al quale verrebbero dati alle amministrazioni locali degli strumenti per limitare gli affitti brevi e perfino limitazioni alla libertà di vendere immobili di proprietà, laddove la legislazione nazionale già preveda tale possibilità.
La Commissione stabilisce che si ha "stress abitativo" quando il prezzo medio di acquisto delle abitazioni supera 8 volte il reddito pro capite. Per poter introdurre limitazioni agli affitti brevi, le amministrazioni locali dovranno accertare che questo rapporto sia peggiorato negli ultimi 10 anni e prevedere che non migliorerà nei successivi tre. Se, tuttavia, i prezzi medi superano 10 volte i redditi, allora non è necessaria la condizione sul decennio precedente, né l'utilizzo della sfera di cristallo sui successivi tre anni.
Si noti il mix di dirigismo e arbitrarietà.
Bontà sua, la Commissione prevede che le restrizioni potranno durare al massimo un quinquennio. Salvo poi tornare a seguire la stessa procedura e rinnovarle.
Teresa Ribera, vicepresidente della Commissione europea, mette le mani avanti:
"Non stiamo imponendo obblighi. La decisione di intervenire e la scelta delle misure da adottare rimangono di esclusiva competenza dell’autorità competente".
Ovviamente i sindaci, specialmente ma non solo di sinistra, vedranno di buon grado il regolamento. D'altra parte a Firenze e Bologna si sono già portati avanti su questa materia. In generale, i politici sinistrorsi sono ben lieti di provvedimenti di questo genere, e non occorre arrivare a Ilaria Salis, che notoriamente non ha una gran considerazione del diritto di proprietà (immobiliare) altrui.
Sergio Ricossa ebbe a scrivere che "la libertà fosse più stuprata delle donne e che il suo stupro fosse il più impunito dei delitti". La proprietà le fa tristemente compagnia.
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