Scorie - Agenzia per il cinema: dialogo, fiducia, responsabilità reciproca e soldi altrui


Quando in Italia si sente parlare di iniziativa politica trasversale (bipartisan non è del tutto appropriato alla situazione italiana, essendoci più di due parti), si può essere ragionevolmente certi che l'accordo prevede di spendere soldi dei pagatori di tasse (presenti e futuri), nonché poltrone da occupare (oggi tocca a chi governa, ma domani potrebbe toccare a chi oggi è all'opposizione). 

E così, ecco che alla Camera è stato votato un provvedimento che prevede, dal 2028, l'istituzione di un'Agenzia per il cinema e l’audiovisivo, che dipenderà, di fatto, dal ministero della Cultura e assumerà poteri e funzioni oggi in capo alla Direzione generale Cinema e audiovisivo. La quale, peraltro, non verrà abolita.

Con soli 6 voti contrari, alla Camera mi risulta che si sia espresso contro il provvedimento il partito Liberaldemocratico, che rappresenta una piccola eccezione alla regola, evidentemente.

Secondo il ministro della Cultura Alessandro Giuli(vo), si tratta di "stilnovo nei rapporti con il cinema, fondato sul dialogo, sulla fiducia e sulla responsabilità reciproca".

Gli ha fatto eco Elly Schlein, che rivendica la prima firma sul disegno di legge, rimarcando che "l’opposizione ha accolto di lavorare trasversalmente: non era scontato in un momento di forte contrapposizione politica".

Il nuovo punto di partenza è quindi l'incremento strutturale dei costi, perché alla Direzione attuale si sommerà questa Agenzia. Poi, una volta istituita, torneranno le periodiche lamentazioni di registi e produttori di film inguardabili, appoggiati da attori rigorosamente sinistrorsi, per l'insufficienza dei fondi.

Alla faccia dello stilnovo evocato dal ministro Giuli(vo), ci saranno sicuramente dialogo, fiducia e responsabilità reciproca. Ma l'elemento essenziale saranno sempre i soldi dei pagatori di tasse, inclusi (o soprattutto) quelli che non darebbero un centesimo volontariamente per quelle "opere".

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