Scorie - La falsa soluzione della cancellazione del debito
Sostengo da molti anni che la Francia abbia imboccato una deriva di finanza pubblica in stile Italia anni Ottanta. Il mercato è stato a lungo più benevolo di quanto ritenessi opportuno, ma da mesi, ormai, il titolo decennale francese rende come un BTP o anche qualche punto base in più. Effetto congiunto del calo dello spread tra Italia e Germania, e dell'aumento di quello della Francia.
Il dibattito politico francese non ha nulla da invidiare, quanto ad assurdità, a quello italiano, in un contesto in cui far scendere il deficit dal livello del 5% del Pil sembra equivalente ad affamare le persone. In un Paese che spende in rapporto al Pil più dell'Italia e già ha una tassazione da rapina.
Il prossimo anno ci saranno le elezioni presidenziali ed Emmanuel Macron non potrà più candidarsi, avendo fatto due mandati. Peraltro dubito che avrebbe possibilità di essere rieletto, anche se potesse candidarsi.
Quanto a sinistraggine assortita, la Francia non scherza. E anche da quelle parti si sentono proposte bislacche. Per esempio quella del leader storico Jean-Luc Mélenchon, che propone di risolvere il problema del debito pubblico cancellando con un colpo di penna i circa 600 miliardi di euro di titoli di Stato detenuti dalla Banque de France e accumulati durante i vari programmi di quantitative easing. Si tratti di circa il 18% del debito pubblico francese.
Mélenchon, come tutti coloro che avanzano proposte del genere, ritiene così che lo Stato recupererebbe "spazio fiscale" per aumentare ulteriormente la spesa pubblica, come se il 57% del Pil fosse poco.
Sarebbe un pasto gratis, secondo Mélenchon. E ovviamente i pasti gratis non esistono.
Non mi interessa qui occuparmi degli ostacoli giuridici, quanto della sostanza economica.
In primo luogo, gli interessi percepiti dalla Banque de France sono per lo più retrocessi al Tesoro nell'ambito della distribuzione degli utili. E' sempre lo stesso tema di cui mi sono occupato trattando le (demenziali) idee di esproprio della Banca d'Italia dagli attuali partecipanti al capitale per renderla di proprietà dello Stato.
In secondo luogo, la cancellazione di quei 600 miliardi allo scopo di fare altra spesa pubblica porterebbe il debito ad aumentare nuovamente. E suppongo nel giro di pochi anni si tornerebbe al punto di partenza, se si seguissero i programmi di Mélenchon.
A quel punto verrebbero "tosati" gli altri detentori di debito francese? Costoro il dubbio potrebbero legittimamente averlo, e lo manifesterebbero subito, non in futuro. Quindi il costo del debito aumenterebbe. Non so di quanto, ma la mossa sarebbe di fatto un default, e di solito non la prendono molto bene coloro che poi riprendono a prestare denaro a chi fa default.
In definitiva, una idea bislacca. La Francia avrebbe un gran bisogno di ridurre la spesa e le tasse, perfino più che l'Italia. E non credo che si possa dire "mal comune, mezzo gaudio" solo perché queste proposte tipicamente italiane trovano spazio anche in Francia.
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