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Scorie - Promesse vacue

Come è noto, l'INPS eroga prestazioni pensionistiche e anche assistenziali attingendo non solo ai contributi versati da lavoratori e aziende, ma anche dalla cosiddetta fiscalità generale. Nonostante diverse modifiche legislative a partire dagli anni Novanta, le prospettive a lungo termine sono abbastanza fosche, se non ci si affida a ipotesi di crescita media del Pil da libro dei sogni, data la perdurante fase di declino dell'Italia. Ciò nonostante, in molti pensano di introdurre nuove agevolazioni, che finiscono per aggravare le prospettive, soprattutto perché non sono accompagnate da proposte per analoghe riduzioni di altre voci di spesa. Il presidente dell'INPS, Pasquale Tridico, suggerisce una agevolazione a favore dei giovani: " Riscatto gratuito della laurea per valorizzarla a fini pensionistici e copertura figurativa dei contributi per incentivare lo studio e la formazione. Le faccio un esempio: se durante la pandemia un ragazzo ha perso il lavoro ma si è riqual...

Scorie - Obberdire o belare?

In un articolo pubblicato sul Sole 24 Ore, Natalino Irti si sofferma sulla parola "obbedienza", a suo dire divenuta impronunciabile nonostante le forti restrizioni imposte a suon di DPCM a persone e imprese. Scrive Irti: " L'Italia offre in questi mesi, così trepidi e ansiosi, un singolare esempio di pudore linguistico. Mentre scorre il denso fiume di leggi, decreti, prescrizioni, entro cui il cittadino quasi si perde e smarrisce, c'è una parola impronunciabile. " La parola sarebbe, per l'appunto, "obbedienza". Secondo Irti: " Vibrano nel rifiuto della parola un sospetto e uno stato d'animo: il sospetto dell'autoritarismo e il fastidio che la volontà propria dipenda da altri. E sarebbe agevole replicare che i comandi provengono da poteri designati, direttamente o indirettamente, dal voto popolare; e che il sentimento della "dipendenza" è proprio di ogni umana comunità, dove s'intrecciano rapporti reciproci, e l'un...

Scorie - Meglio togliere la zavorra che rimpiangere la svalutazione

Chi legge Milano Finanza sa che, periodicamente, l'editoriale del fondatore, Paolo Panerai, verte sugli anni Novanta, quelli che portarono prima all'uscita della lira dallo SME, poi al quasi default, poi alle privatizzazioni e infine all'ingresso nell'unione monetaria. Panerai è tra coloro che ritengono che le privatizzazioni furono svendite e che la fissazione del cambio a 1.936,27 lire contro euro, corrispondenti a poco meno di 990 lire contro marco tedesco, sia stata penalizzante per l'Italia, cristallizzando una sopravvalutazione della lira. Ovviamente chi parla di penalizzazione lo fa assumendo l'ottica dell'esportatore. In effetti se un'impresa esporta i proprio prodotti e riesce a rifornirsi di fattori produttivi esclusivamente o prevalentemente domestici, la svalutazione del cambio non è certo malvista. E difatti una parte di imprese esportatrici rimpiange i tempi delle svalutazioni della lira. Va detto che, soprattutto nella manifattura con proc...

Scorie - La “Corazzata Potëmkin” dei giorni nostri

In quell'affresco delle vicende (non solo) aziendali italiane tanto divertente quanto realistico che è rappresentato dai primi due film con Paolo Villaggio nei panni del ragionier Fantozzi, una costante è la presenza di un dirigente che impone ai dipendenti una propria passione, sia essa il cinema d'autore del professor Riccardelli o il biliardo del direttore conte Catellani. I dipendenti, poi, da buoni italiani medi, gareggiano nel mostrare servilismo allo scopo di guadagnare le simpatie del capo nella speranza di ottenere una progressione di carriera. Nelle realtà aziendali odierne, soprattutto nelle imprese non piccole, imperversa la figura del responsabile delle risorse umane (HR manager, si autodefiniscono per darsi un tono internazionale), che ammorba l'esistenza dei colleghi, soprattutto se a capo di strutture più o meno numerose, imponendo ore e ore di attività che sono l'equivalente fantozziano della visione coatta della "Corazzata Potëmkin" anche qua...

Scorie - Attenzione: qui non ha la stampante

Cambiano le voci di spesa a cui destinare i quattrini, ma è sempre più evidente la convinzione di gran parte del membri della (bulgara) maggioranza di governo che la sospensione delle regole europee di finanza pubblica abbiano anche rimosso il vincolo di bilancio reale. E così ecco Antonio Misiani, responsabile economico del Pd, dichiarare che il nuovo ennesimo scostamento, dopo quello da 32 miliardi deliberato a inizio anno, " dipenderà da come evolve la situazione economica e anche dal tiraggio delle misure del DL sostegni ", arrivando a evocare un " whatever it takes della politica economica ". Quando Mario Draghi pronunciò quelle parole nel luglio del 2012 era presidente della BCE, che ha il potere di creare denaro dal nulla. Ciò non significa che abbia il potere di creare dal nulla ricchezza reale, ma quanto meno che ha il potere di redistribuire quella esistente aumentando il potere d'acquisto dei primi percettori del denaro fresco di stampa. Nel suo ruolo...

Scorie - Keynesismo turco

Recep Tayyip Erdogan, presidente della Turchia soprannominato, non a torto, "il sultano", cambia i governatori della banca entrale come Maurizio Zamparini cambiava i presidenti delle sue squadre di calcio. L'ultimo a essere messo alla porta, Naci Agbal, è durato poco più di quattro mesi. Poi ha avuto la malaugurata idea di aumentare il tasso di riferimento di 200 punti base in un colpo solo, portandolo dal 17 al 19 per cento, allo scopo di cercare di contenere l'inflazione dei prezzi al consumo, che viaggia al 16 per cento. Oltre che sostenere la lira turca, moneta non proprio apprezzata dal mercato. Quando il sultano cominciò ad avere potere in Turchia, nel 2003, bastavano 1,6 lire turche per un dollaro; oggi ne servono circa 8. Non è l'unico rialzo dei tassi del governatore uscente, dato che in cinque mesi il tasso di riferimento è passato dal 10,25 al 19 per cento, favorendo un recupero dai minimi della lira turca. Evidentemente troppo per il sultano, che ha qu...

Scorie - I sudditi debitori non meritano remissioni

L'annuncio dell'ennesimo provvedimento di saldo e stralcio per milioni di cartelle fiscali ha indignato i lottatori dell'evasione in servizio permanente, che hanno rispolverato il frasario tipico di queste circostanze. Per esempio il segretario generale della Uil Pierpaolo Bombardieri, che ritiene si tratti di " uno schiaffo a chi le tasse le paga ", che poi sarebbero " lavoratori dipendenti e i pensionati ", i quali " contribuiscono per quasi l'80% ".  Premesso che è vero che la gran parte del gettito Irpef è pagato da dipendenti e pensionati, è altrettanto vero che si tratta però di pagatori di tasse concentrati in fasce di reddito ben più alte di quelle del tipico titolare di tessera sindacale. Pagare le tasse non piace a nessuno, anche se c'è chi, con una discreta dose di ipocrisia, nelle dichiarazioni pubbliche sostiene il contrario. La mia posizione, molto minoritaria a onor del vero, è quella di chi ritiene che ogni imposta o tas...