Scorie - Senti chi parla di deficit eccessivo
Quando l'Istat ha confermato che nel 2025 il rapporto tra deficit e Pil è rimasto lievemente oltre il 3%, non consentendo l'uscita dalla procedura per disavanzo eccessivo con un anno di anticipo rispetto al previsto, le reazioni politiche sono state varie e in gran parte discutibili.
Su tutte, però, vorrei riportare quella di un preoccupato Giuseppe Conte, secondo il quale "quattro anni di tagli e austerità, crescita zero, record di pressione fiscale, corsa al riarmo e accordi disastrosi firmati dal Governo lasciano l’Italia in gabbia e non ci permettono di uscire dalla procedura di infrazione per deficit eccessivo".
Detto da colui che, quando presidente del Consiglio, istituì il Superbonus, le cui code sono tra i motivi della mancata discesa del deficit sotto al 3% del Pil, mi pare abbastanza allucinante.
Lo stesso Conte che usava a ripetizione l'avverbio "gratuitamente" riferendosi alle ristrutturazioni immobiliari che avrebbero potuto fare gli italiani. Gratuitamente, ma ovviamente col conto a carico per anni ai pagatori di tasse, dei quali finge ora di preoccuparsi.
Non aggiungo altro, sarebbe tempo sprecato.
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