Scorie - Magie green al MEF
Nei giorni scorsi il Ministero dell'Economia e delle Finanze ha pubblicato il rapporto annuale sulla destinazione delle risorse raccolte con emissioni di BTP Green.
Su un totale di 13,6 miliardi emessi, 6,2 sono andati a coprire spese per l'efficientamento energetico di immobili, 4,7 miliardi investiti nelle reti di trasporto, 1,3 miliardi in opere di tutela dell'ambiente, e i restanti circa 1,4 miliardi per contrasto al dissesto idrogeologico, incendi ricerca ed energie rinnovabili.
Il Rapporto serve a dimostrare di avere rispettato la regolamentazione che fissa i criteri di destinazione delle risporse a cui devono attenersi gli emittenti di titoli green.
Come sempre quando si tratta di debito pubblico, anche in questo caso l'Italia primeggia a livello di dimensioni delle emissioni, avendo raccolto oltre 60 miliardi in 5 anni.
Secondo il Mef, quei 13,6 miliardi avrebbero generato circa 20 miliardi di Pil aggiuntivo. Una cifra che farà gioire e ringalluzzire i keynesiani all'amatriciana, considerando che il moltiplicatore sarebbe pari a quasi 1,5.
Numeri sui quali è ragionevole supporre che gli estensori del Rapporto si siano lasciati prendere dall'entusiasmo nel fare le stime. Ma tant'è. Da pagatore di tasse che contribuisce (suo malgrado) anche al pagamento degli interessi sui BTP Green, non mi illudo che al Mef abbiano trovato la macchina del moto perpetuo...
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