Scorie - I veri tutelati

In occasione del 252° anniversario della fondazione della Guardia di Finanza, il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha inviato un messaggio al Comandante Generale, nel quale, tra le altre cose, ha affermato:

"Siamo a venticinque anni dalla riforma che ha ridefinito la Guardia di Finanza come Forza di polizia economico-finanziaria, in grado di affrontare le complesse problematiche dei mercati globalizzati, in ambito nazionale ed europeo, accanto al necessario contrasto all'evasione fiscale, a tutela della capacità della Repubblica di corrispondere ai bisogni dei cittadini e a tutela dei contribuenti onesti, garanzia di legalità economica".

Ora, va bene che in questi messaggi c'è sempre una dose da cavallo di retorica, ma il passaggio sulla "tutela dei contribuenti onesti" che deriverebbe dal "contrasto all'evasione fiscale" a me pare del tutto illogico. E lo dico prescindendo da valutazioni sulla natura della tassazione in generale.

La mancanza di logica risiede nel fatto che qualsiasi controllo da parte della Guardia di Finanza a un pagatore di tasse "onesto" (preferisco non usare il termine "contribuente", che non essendo mai accompagnato dalla specificazione che trattasi di contribuzione obbligatoria, mi pare fuorviante), può finire con uno dei seguenti macro esiti:

1) contestazione di irregolarità, magari anche solo formali, che però comportano sanzioni e che dovranno essere soggette a ricorso per vedere eventualmente annullata la sanzione. Il ricorso potrebbe vedere soccombente il pagatore di tasse, e potrebbe comunque trattars di un "falso positivo". Ma anche nel caso in cui il ricorso finisse per riconoscere le ragioni del pagatore di tasse, nel frattempo sarebbe trascorso tempo e costui avrebbe speso denaro per far valere la propria posizione.

2) Nessuna contestazione di irregolarità, quindi la situazione migliore per il pagatore di tasse. Il quale, tuttavia, ha dovuto dedicare tempo e con ogni probabilità anche denaro durante il controllo.

Quindi, nella migliore delle ipotesi il pagatore di tasse "onesto" ha perso tempo.

Mi si potrebbe contestare che il Presidente della Repubblica intendesse sostenere che dal contrasto all'evasione deriva un minor carico fiscale per i pagatori di tasse "onesti".

Il che, però, non trova riscontro nei fatti. Qui ovviamente non c'entra nulla la Guardia di Finanza, bensì il legislatore. Purtroppo il recupero di gettito evaso non ha mai comportato (ed è irragionevole attendersi che comporterà) una riduzione delle pretese del fisco, bensì ulteriore aumento della spesa pubblica.

Quindi, a voler seguire la logica, credo che a essere tutelati non siano i "contribuenti onesti", bensì i consumatori di tasse altrui.

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