Scorie - Il conto sta per arrivare

Quando l'avvocato del popolo, Giuseppe Conte, diceva un giorno sì e l'altro pure che aveva fatto ottenere all'Italia oltre 200 miliardi per il PNRR, sembrava che fosse un pasto gratis. 

"Ho portato a casa 209 miliardi di euro", disse. Cosa che ha continuato a ripetere, rinfacciando all'attuale governo di non aver portato a casa nulla.

In realtà i miliardi sono 194,4 (troppi comunque), di cui circa 122,6 miliardi a debito, che comunque andrà rimborsato. 

Ma già allora, nel 2021, notavo che anche i restanti circa 72 miliardi, che sono a fondo perduto, non sono realmente un pasto gratis, perché anche i pagatori di tasse italiani dovranno contribuire al pagamento di quei fondi. Per erogarli, infatti, l'Unione europea ha emesso debito, che a sua volta andrà rimborsato.

Come documenta con la solita puntualità e precisione Gianni Trovati sul Sole 24 Ore, i costi del PNRR "cominciano ora ad assumere una forma definita. Li traduce in cifre il nuovo Quadro finanziario pluriennale (Qfp) dell’Unione europea, al centro a Bruxelles di un complicato negoziato fra Commissione, Consiglio e Parlamento."

Come analizzato dall'Ufficio parlamentare di bilancio e riportato da Trovati, nel Qfp 2028-2034 la quota destinata a finanziare le politiche dell’Unione sarà 1.613,8 miliardi, in calo rispetto ai 1.667 miliardi del Qfp 2020-2027. 

"Nel complesso, però, gli impegni del nuovo Quadro salgono a 1.763,1 miliardi: perché 149,3 miliardi andranno destinati al rimborso del debito comune contratto per finanziare le sovvenzioni di Next Generation Eu. A differenza degli altri emittenti di debito sovrano, infatti, la Ue non rinnoverà i prestiti ma li rimborserà alla scadenza", scrive Trovati.

E il conto chi lo paga? Ancora Trovati:

"Il conto principale è indirizzato ai bilanci nazionali, chiamati a mettere sul piatto europeo 37,1 dei 43,9 miliardi annui attesi dalle cinque nuove risorse proprie che sorreggeranno i prossimi conti comunitari. Anche alle grandi imprese sarà chiesto direttamente al portafoglio per la nuova Core (Corporate Resources for Europe), un contributo forfetario a scaglioni da 100mila a 750mila euro in una graduatoria che coinvolge le aziende a partire da 100 milioni di euro di fatturato. La misura non è enorme ma nemmeno banale, come mostra l’attesa di un gettito complessivo da 6,8 miliardi annui; e rappresenta un primo, timido tentativo di superare l’impianto tradizionale del bilancio fondato quasi esclusivamente sulle quote misurate in base al reddito nazionale lordo. Ma la strada è complicata, e ricca di insidie: lo dimostra proprio il nuovo contributo a carico delle imprese, che con il suo meccanismo a forfait si rileva regressivo perché l’aliquota effettiva scende al crescere dei fatturati."

Ovviamente il conto sarà anche a carico dell'Italia, ossia dei pagatori di tasse italiani. A me tutto questo non stupisce affatto. Ho ribadito tante volte che questo sarebbe stato l'esito. Così come ho ribadito più volte che qualsiasi iniziativa comunitaria per generare entrate autonome rispetto ai contributi statali sarebbero state un carico aggiuntivo per cittadini e imprese.

Tutto questo sta iniziando a prendere forma. Altro che portare a casa miliardi come se fossero manna dal cielo...

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