Scorie - Sproloqui su tasse ed energia
Poche cose sono più inutili dei simposi comunitari. a maggior ragione se riguardano la tassazione. Essendone tra l'altro i costi a carico dei pagatori di tasse.
Per esempio quello legato alla partecipazione del tanto amato Jospeh Stiglitz, uno dei tanti economisti tuttologi dopo l'assegnazione del premio Nobel.
Secondo Stiglitz serve una lotta alla "tax avoidance delle multinazionali". Direi che, dopo il Nobel, meriterebbe il premio Landini. Ma Stiglitz ne ha approfittato per parlare di energia:
"Nel momento in cui la Russia ha invaso l'Ucraina, invece di investire massicciamente nelle energie rinnovabili, l'Europa si è concentrata sulla costruzione di terminali di gas naturale liquefatto, rendendosi vulnerabile a un altro shock. Ho sempre scherzato dicendo che il sole e il vento non sono perfettamente affidabili, ma sono più affidabili di Putin e sono più affidabili di Donald Trump. Quindi l'Europa avrebbe dovuto investire di più nella creazione di energia rinnovabile."
Detto che non sono mancati gli investimenti in rinnovabili e che la quota di energie rinnovabili sul totale è in crescita e supera il 20% in diversi Paesi europei (Italia inclusa), si può discutere fin che si vuole in merito alle scelte passate di avere come fornitore preponderante di gas la Russia, ma pensare che il gas russo potesse essere sostituito integralmente da rinnovabili dall'oggi al domani è semplicemente demenziale.
Gas e petrolio saranno ancora indispensabili per decenni, con buona pace dei sognatori green, più o meno in buona fede. Di certo, se si fosse evitato di invitare Stiglitz a quel simposio (che avrebbe a sua volta potuto essere evitato per intero), si sarebbe risparmiato l'impatto del suo volo e del suo compenso, con sollievo (per quanto simbolico) tanto per il pianeta, quanto per le tasche dei pagatori di tasse europei.
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