Scorie - Arriva l'acceleratore (di costi)


In un clima di protezionismo imperante, la Commissione europea ha presentato la sua versione degli obblighi di preferenza per i prodotti europei. Il tutto con la classica formula di sapore orwelliano: Industrial Accelerator Act.

"Quello che vi presento oggi è più di un semplice cambiamento di modalità operative, è un cambiamento di dottrina, ancora impensabile solo pochi mesi fa. Ciò che sta accadendo attualmente, in particolare in Iran, ce lo dimostra ogni giorno un po' di più: dobbiamo rafforzare i nostri settori strategici. Perché senza una base industriale forte non ci può essere un modello sociale europeo, né una transizione climatica, né autonomia strategica."

Queste le parole di Stéphane Séjourné, Commissario al mercato unico. 

In sintesi, per i settori considerati strategici sarà obbligatorio avere una percentuale minima di componenti europei, nonché di requisiti ambientali negli appalti pubblici e nella concessione di sussidi statali.

L'obiettico è portare l'industria a rappresentare il 20% del Pil europeo entro il 2035, dall'attuale 14%. Tutto abbastanza trumpiano, per avere passato un anno a criticare Orange Man.

Nelle parole del classico diplomatico che vuole mantenere l'anonimato, "ci stiamo spostando dalla filosofia di Ricardo a quella di Colbert", ancorché non vi sia ancora pieno accordo tra i Paesi membri.

Il tutto finirà per sollevare applausi da parte dei settori che trarranno beneficio da questo provvedimento, mentre i consumatori europei pagheranno il conto, che sarà però meno immediatamente visibile. 

In sostanza, per qualcuno sarà un accelaratore di profitti, per tutti gli altri un acceleratore di costi.

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