Scorie - Scherza coi fanti ma lascia stare i santi
In questi tempi di guerra e aumento dei prezzi di petrolio e gas, Il Sole 24 Ore del lunedì dedica due pagine alle crisi dell'ultimo ventennio, constatando che il potere d'acquisto degli italiani è in media lo 0,4% inferiore a quello del 2005.
In mezzo la crisi partita dal default di Lehman Brothers nel 2008, la crisi dei debiti sovrani iniziata nel 2010 e lo scoppio dello spread in Italia a fine 2011, poi il Covid e i lockdown, quindi la fiamata dei prezzi al consumo del 2022-23.
La media nasconde ovviamente andamenti anche molto divergenti tra gruppi di persone. In sintesi, i meno abbienti se la sono vista molto peggio rispetto ai benestanti. I primi, infatti, hanno perso di più in termini di reddito reale e anche di patrimonio. I secondi sono riusciti a difendere il potere d'acquisto soprattutto grazie alla maggior rivalutazione del patrimonio.
Curiosamente (o forse no) nelle due pagine di analisi non c'è nessun riferimento alla politica monetaria di quegli anni. Un accenno all'euribor negativo c'è, ma senza alcun riferimento a cosa determinò la discesa sotto zero.
Sarebbe stata una occasione perfetta per descrivere l'effetto Cantillon con esempi pratici. Ma questo avrebbe significato mettere in discussione l'operato di (san) Mario Draghi ai tempi di Francoforte...
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