Scorie - ETS e il paradiso che vede (solo) Bloomberg
Secondo Micheal Bloomberg, che di tanto in tanto scrive degli articoli sul medium di cui è proprietario, "i leaders europei dovrebbero sostenere il sistema degli ETS e migliorarlo, piuttosto che cedere alle pressioni dell'industria per toglierlo di mezzo."
Un sistema che avrebbe avvicinato l'Europa all'indipendenza energetica e che genera 40 miliardi di entrate a beneficio delle nazioni europee. Miliardi destinati ad aumentare.
Posto che nulla impedirebbe a Bloomberg di chiudere tutto negli Stati Uniti e trasferire il suo gruppo interamente in Europa, dove potrebbe a sua volta godere delle condizioni paradisiache in cui evidentemente ritiene operino le imprese, il ragionamento mi sembra bizzarro.
Anche prescindendo da considerazioni in merito al sistema dei diritti di emissione in questione, va da sé che il costo sostenuto dalle imprese non è un pastro gratis. Quindi delle due l'una: o quel costo finisce per ricadere sui consumatori, oppure rimane a carico degli azionisti.
Bloomberg vorrebbe che il pagamento riguardasse anche le merci importate, per pareggiare i conti. Questo potrebbe livellare il campo da gioco tra imprese europee ed extraeuropee, ma questo graverebbe in generale sulla competitività del continente. Certamente ci sarebbero dei benefici per qualcuno, a cominciare da tutti coloro che si occupano della distribuzione di quel gettito. Oltre agli immancabili consulenti.
L'Europa resterebbe leader green, ma dubito con vantaggi competitivi. Così come ritengo irrealistico pensare a un sistema basato esclusivamente sulle rinnovabili, allo stato attuale.
Quanto all'autonomia energetica, forse Bloomberg vive su un altro pianeta...
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