Scorie - Il deficit non scende abbastanza, nonostante entrate più alte del previsto

Con la consueta dovizia di particolari, Gianni Trovati ha esaminato sul Sole 24 Ore i dati ISTAT con le proiezioni governative per individuare cosa è andato storto, tra entrate e uscite, per far sì che il rapporto tra deficit e Pil nel 2025 non sia sceso al di sotto del 3%, ma si sia fermato al 3,1%.

Nonostante il ministro Giorgetti ricordi che "il dato è provvisorio", salta agli occhi che ci soo 8,9 miliardi di sese più del previsto, per lo più riconducibili all'effetto a scoppio ritardato del Superbonus (6,6 miliardi), oltre che al PNRR (3,5 miliardi alla voce investimenti).

Entrambi furono punti di vanto per l'avvocato del popolo Giuseppe (Giuseppi per il Trump della prima presidenza) Conte, che li vendette in sostanza come pasti gratis. Cosa che, ovviamente, non sono. Quanto meno non per tutti. A onor del vero, quei provvedimenti furono poi allegramente sposati anche da altre forze politiche.

A me interessa tuttavia sottolineare che il deficit è stato superiore al previsto nonostante le entrate siano anch'esse state quasi 7,4 miliardi in più rispetto a quanto preventivato.

Il che conferma quanto la malattia del tassa e spendi sia cronica e quanto illusorie (volendo essere benevoli) siano le ipotesi di riduzione delle tasse.

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