Scorie - Borghi e il (non) sano scostamento

Claudio Borghi è tra gli esponenti leghisti che più ha imbeccato Matteo Salvini ogni volta che quest'ultimo ha (stra)parlato di scostamenti di bilancio e, in passato, anche di uscita dall'euro.

Da ultimo insiste sulla necessità di poter finanziare in deficit gli interventi per contenere il caro energia. L'argomento, usato con toni più pacati anche dal ministro dell'Economia Giorgetti, è che se la Commissione consente di fare deficit per le spese militari, dovrebbe consentirlo anche per far fronte al caro energia dovuto alla guerra in Iran.

Sostiene Borghi:

"Il patto di stabilità non viene dal cielo: ti dicono che devi comportarti in un certo modo ma, se non ti comporti in quel modo, da quando esiste il patto di stabilità nessuno è stato sanzionato. Secondo me si potrebbe fare un’azione di forza, ed è quello che continuiamo a dire con le buone. In questo momento non si può far passare all’elettorato che l’allarme principale è comprare missili rispetto a intervenire sull’energia. La priorità è l’energia. Questa crisi è asimmetrica e se arriva una crisi asimmetrica sono dolori, perché se non intervieni con le contromisure come ne vieni fuori? È come dire: ti tengo legate le mani dietro la schiena e intanto uno ti schiaffeggia. È asimmetrica perché se in passato Germania e Italia avevano deciso di optare per il gas e Francia e Spagna per il nucleare, significa che, se la crisi riguarda il gas, chi dipende dal gas ne soffrirà di più. Se la situazione asimmetrica avesse colpito la Francia, la signora Lagarde, essendo francese, sarebbe intervenuta dicendo ‘comprate, fate quel che volete’. Ma non va bene essere in un posto dove le regole sono asimmetriche."

Sul fatto che ogni Paese cerchi di tirare l'acqua delle regole e delle deroghe più o meno estese alle stesse al proprio mulino non credo che Borghi abbia tutti i torti. Quanto all'azioni di forza, credo che sarebbe un autogol, perché, come pure ha sostenuto di recente Giorgetti, "un Paese indebitato non è libero". Quanto meno non del tutto.

Ha aggiunto Bogrhi:

"Io confido nella questione dell’energia di riuscire a portare dalla mia parte gli alleati di governo, che pure all’inizio di questa storia non erano dalla mia parte, perché pensavano che l’Europa sarebbe venuta in soccorso. Gli alleati ci hanno ascoltato: la lettera mandata dalla Meloni alla von der Leyen, in cui si dice che bisogna dare quanto meno la stessa cifra per le armi da utilizzare per l’energia, era esattamente quello che avevamo chiesto noi e che all’inizio veniva considerato aggressivo. A questa deve arrivare una risposta. Se ci dicono no o ci prendono in giro, allora a quel punto la mia soluzione è che, entro fine giugno, dopo che avrete provato tutte le possibilità e qualora non ci sia un riscontro dell’UE, bisognerà agire unilateralmente, fare un sano scostamento di bilancio e mettere a bilancio la cifra che serve. Noi possiamo farlo perché non dobbiamo aspettare i soldi dall’Europa: i soldi non li prendiamo dall’UE, per cui dovrebbero essere d’accordo altrimenti non ce li danno."

Faccio fatica a considerare che uno scostamento di bilancio possa essere sano, ma la questione è che, dopo aver messo a bilancio una cifra, serve poi che i soldi vadano raccolti. Ed è vero che "non dobbiamo aspettare i soldi dall’Europa", ma, se di deficit si tratta, significa che vanno emessi più titoli di Stato e che qualcuno quei titoli li deve sottoscrivere. E le condizioni a cui sono sottoscritti non sono un dettaglio.

Non che Borghi abbia mai dato troppo peso al costo del debito, avendo più volte sostenuto progetti di monete parallele e monetizzazione di fatto della spesa pubblica. Senza, fortunatamente, che poi qualcuno lo abbia veramente ascoltato, dati gli esiti di questi esparimenti laddove sono stati intrapresi.

Cosa che mi auguro accada anche questa volta. Perché, per quanto possa non piacere, dato il già enorme debito pubblico, il Paese non è libero di "attingere" (come avrebbe detto Giggino Di Maio) al deficit a piacere, salvo pagsrne un costo elevato e, come già accaduto in passato, rischiare di andarsi a schiantare.

Bisognerebbe invece partira da una seria cura dimagrante per le uscite e le entrate dello Stato. Ma questo è un altro discorso, e non credo che possa interessare a chi considera "sano" lo scostamento di bilancio. 


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