Scorie - Il bilancio europeo più ampio porta prima o poi più tasse
Ho sostenuto più volte che ogni incemento del bilancio pluriennale dell'Unione europea avrebbe avuto come contropartita un incremento del conto a carico dei pagatori di tasse europei di oggi e/o di domani. Il tutto perché si sarebbe trattato di aumentare le risprse rispetto a quelle dei bilanci nazionali, non di sostituirle.
Anche il dibattito di questi giorni al Parlamento europeo lo conferma. Il Parlamento vorrebbe un incremento del bilancio pluriennale rispetto alla proposta della Commissione, perché, come ha detto Siegfried Mureșan, relatore per il bilancio, "non è possibile fare di più con meno risorse".
Mureșan ha poi aggiunto:
"Se i Paesi non vogliono aumentare il loro contributo nazionale al bilancio, cosa comprensibile viste le ristrettezze finanziarie, non ci resta che trovare nuove risorse".
Le nuove fonti di gettito potrebbero essere, secondo le proposte che circolano, un'imposta sulle attività digitali, una sulle transazioni in cripto-valute e una sui giochi online e sul gioco d’azzardo.
Un classico menu che serve a fornire l'impressione che a pagare il conto siano entità distanti dall'europeo medio o soggetti dediti ad attività viziose. Menu che potrebbe essere illusorio e che, in ogni caso, lascia inalterata la realtà dei fatti: chi chiede un aumento del bilancio europeo, chiede, ancorché spesso senza dirlo, più tasse.
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