Scorie - Più tasse europee non porterebbero meno tasse nazionali
Tra i tanti che scrivono periodicamente di Unione europea c'è Franco Gallo, già presidente della Corte costituzionale. Il quale non fornisce contributi particolarmente originali, dato che, sintetizzando, invoca un aumento delle competenze centralizzate con conseguente incremento del bilancio, da finanziare con nuove "risorse proprie". Quest'ultima è la formula per definire tasse stabilite in autonomia dall'Ue.
Da un punto di vista sostanziale, ciò equivale a ritenere che le risorse dei pagatori di tasse siano di proprietà dell'ente impositore, che può stabilire quanta parte lasciarne ai pagatori di tasse medesimi, per differenza risoetto a quanto esige per finanziare le spese ritenute necessarie.
Gallo sostiene quindi che si debba conferire alla Ue "una propria reale capacità fiscale che si associ alla capacità finanziaria gestita dalla Banca Centrale Europea e che sia utilizzabile anche in funzione anticiclica e di sostegno ai Paesi soggetti a shock asimmetrici. Sul piano delle policies bisognerebbe conseguentemente realizzare politiche sociali e fiscali ridistributive fra gli Stati membri, e cioè incrementare il bilancio dell’Unione, mutualizzare gradualmente il debito e attuare definitivamente l’unione bancaria."
Bontà sua, ammette che non sarà facile arrivare alla mutualizzazione del debito. Ma pe ril resto, si dovrebbe attribuire alle istituzioni europee "il potere di finanziare i necessari interventi senza ricorrere all’indebitamento, ma mettendo anche a punto democraticamente tributi propri quali fonti di finanziamento di politiche sociali comuni; tributi che verrebbero ad aggiungersi a quelli previsti dai Trattati europei (Iva, accise e dazi doganali)."
Il tutto per "fissare vincolanti standard minimi garantiti a tutti i cittadini europei oltre che alle persone di provenienza extracomunitaria, lasciando però libero ciascun Stato di incrementare quantitativamente e di migliorare qualitativamente tali standard sulla base dei propri autonomi meccanismi di welfare."
Welfare generoso per tutti, anche se non hanno mai pagato un euro di tasse, e da qualunque parte del mondo provengano. Un programma destinato a non avere una carenza di domanda, parrebbe.
In modo abbastanza naif, Gallo arriva a supporre che ciò "potrebbe produrre anche l’effetto positivo di riduzione dei budget nazionali; così come la creazione di un vero e proprio sistema fiscale europeo potrebbe portare alla parallela diminuzione dei carichi del livello dei governi statali e, conseguentemente, anche al dimagrimento dei sistemi fiscali nazionali."
Sarebbe interessante se questo tipo di evento fosse quotato su uno dei cosiddetti prediction markets, tipo Polymarket o Kalshi. Suppongo che la quotazione non andrebbe oltre una manciata di centesimi, e solo perché di gente stramba ce n'è tanta.
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