Scorie - (In)dipendenza
Jerome Powell ha partecipato per l'ultima volta alla riunione del FOMC in qualità di presidente della Federal Reserve, ribadendo che intende restare alla banca centrale come governatore per tutelare l'indipendenza della stessa, fino a quando la questione giudiziaria che lo riguarda, in merito alle spese di ristrutturazione della sede, sarà definitivamente chiusa.
L'indagine è stat infatti chiusa senza incriminazioni a carico di Powell, ma la procuratrice che la seguiva ha detto che intende riaprirla in caso di segnalazioni da parte dell'ispettore generale.
La sostanza è che Powell non vuole dimettersi se non verrà messa una pietra tombale sull'indagine. Il che è comprensibile, ma è qualcosa di diverso dalla questione dell'indipendenza della Fed.
"Penso che questi attacchi legali stiano mettendo sotto pressione l’istituzione. Siamo costretti a ricorrere ai tribunali per far valere i nostri diritti. Non è tanto una questione di indipendenza in sé: si tratta della capacità di fare politica monetaria senza considerazioni politiche", ha detto Powell durante la conferenza stampa post riunione del FOMC.
Ora, per quanto sia tipico dei banchieri centrali affermare che le scelte di politica monetaria siano "tecniche", la realtà è che, prograssivamente, i provvedimenti assunti sono esondati verso la politica fiscale. I massicci acquisti di titoli (non solo) di Stato hanno evidenti effetti fiscali, ben oltre i consueti effetti redistributivi tipici anche delle manovre sui tassi di interesse a breve.
Per essere sicuri di avere una politica monetaria fatta senza considerazioni politiche occorrerebbe eliminare la politica monetaria stessa, anche quando il potere politico sarà detenuto da persone con un approccio meno esplicito e sguaiato di quello di Orange Man.
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