Scorie - Discernimento?

La durata dei governi in Francia di recente sta facendo sembrare stabili quelli della prima repubblica a sud delle Alpi. Emmanuel Macron, che pare terrorizzato all'idea di lasciare l'Eliseo, ha dato due incarichi nel giro di una manciata di giorni a Sébastian Lecornu, il quale si autodefinisce "monaco soldato" e chiede ai suoi ministri (finché durerà anche questo governo) "umiltà e sobrietà".

Lecornu ha detto che "servire lo Stato richiede esemplarità e discernimento nella spesa del denaro pubblico". In realtà in Francia servirebbe in primo luogo che del denaro pubblico (ossia quello che prima o poi uscirà dalle tasche dei pagatori di tasse) ne venisse speso molto meno, dato che il livello attuale persa per il 57% del Pil.

Ma il compromesso dei partiti che sostengono con riluttanza il governo sbilanciato verso i socialisti forse (molto forse) arriverà a una riduzione di spesa di 6 miliardi, ossia un misero 0,2% del Pil. 

Ma per tirare a campare Lecornu ha già calciato avanti a dopo le presidenziali del 2027 la riforma delle pensioni, che era uno dei cavalli di battaglia macroniani. Oltre ovviamente a rilanciare su un'imposta "eccezionale" sui grandi patrimoni.

La formula magica, sulle pensioni, è quella di una "conferenza sulle pensioni e sul lavoro, in accordo con le parti sociali. Se giungerà a una conclusione, il governo tradurrà l'accordo in legge e sarà il Parlamento a decidere. In caso contrario, spetterà ai candidati alle presidenziali formulare le loro proposte e ai francesi scegliere".

Come si assomigliano ormai le dinamiche politiche sui due versanti delle Alpi...

Il presidente del gruppo parlamentare socialista Boris Vallaud, evidentemente non dotato di senso del pudore, ha detto:

"Abbiamo una sola bussola: l'interesse del Paese, l'interesse dei francesi".

Il tutto in un Paese dove, peraltro, pare che larga parte dell'elettorato faccia fatica a comprendere che non è ipotizzabile mantenere deficit di bilancio di 5-6 punti di Pil a tempo indeterminato, e che tappare il buco aumentando le entrate sarebbe un suicidio, anche prescindendo da considerazioni di tipo libertario in merito alla natura della tassazione.

In sostanza, pare che il discernimento non abbondi, non solo tra i governanti.

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