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Scorie - (Im)perizia

Alitalia in amministrazione straordinaria aveva messo in vendita il marchio per non meno di 290 milioni. Alla fine l'ha venduto alla newco ITA per 90 milioni, ocnstatato il disinteresse delle altre compagnie. Effettivamente si tratta del marchio di una società reduce da decenni di perdite pressoché ininterrotte e fallimenti ricorrenti. Il buonsenso induce a ritenere che sia normale che non ci sia la fila per aggiudicarselo. A ITA il marchio Alitalia interessava se non altro per non dover cambiare fin dall'inizio le divise del personale e l'allestimento degli aerei. Il valore teorico di 290 milioni derivava da una perizia richiesta dai commissari straordinari di Alitalia. Per evitare di essere accusati poi di avere svenduto il marchio, gli stessi commissari hanno chiesto una revisione della perizia, che alla fine ha reso "corretto" il prezzo della transazione. Gianni Dragoni, "alitaliologo" del Sole 24 Ore, ha rivolto alcune domande in merito al perito, o...

Scorie - Quel patto andrebbe stracciato

Alle recenti elezioni amministrative, Gaetano Manfredi è stato eletto sindaco di Napoli al primo turno, ottenendo il 63% dei voti. Ho già avuto modo di commentare, ai tempi della sua candidatura, la pretesa avanzata da Manfredi di un Patto per Napoli, altrimenti non avrebbe accettato di correre per la poltrona di sindaco. Così parla oggi il neo sindaco: " Prima di accettare la candidatura a sindaco ho posto ai partiti al governo il problema dell'enorme buco, nemmeno ben quantificato, nel bilancio della città. E ho avuto garanzie che ci sarebbe stato un intervento per abbattere l'indebitamento del Comune. Ciò è necessario per liberare liquidità per la spesa corrente. E soprattutto per attuare la riorganizzazione della macchina amministrativa: abbiamo bisogno almeno di mille assunzioni e di competenze per fare progetti e spendere bene i fondi del Pnrr. " Adesso Manfredi ha ovviamente iniziato a batter cassa nei confronti del Governo. Il debito pubblico, che riguardi lo ...

Scorie - Le illusioni del sindacalista Boris

Uno dei motivi per cui al referendum sulla Brexit vinse il sì era la lamentela circa i troppi immigrati che "rubavano" il lavoro ai britannici. Oggi, con una riduzione dei permessi di soggiorno, inizia a esserci carenza di offerta per quei lavori in cui gli stranieri erano entrati in gran numero negli anni precedenti il referendum. Boris Johnson pensa di cavarsela affermando che il sistema " basato su stipendi bassi, crescita bassa e produttività bassa e assistito da un'immigrazione incontrollata deve finire ." Come se fosse un sindacalista, ha criticato le imprese e la loro " assuefazione a una manodopera a basso costo importata ." Può darsi che ci sia del vero nelle critiche di Johnson alle imprese. Tuttavia, se il Regno Unito conta di rimanere un'economia aperta, non può ignorare che certi prezzi sono fissati a livello internazionale. Trasportare le merci non può costare nel Regno unito molto di più che negli altri Paesi, soprattutto europei, al...

Scorie - Green Pass for dummies

Sembra difficile da credere, ma a volte mi capita di leggere commenti dottrinari che criticano le disposizioni di legge riuscendo perfino a essere meno ragionevoli del legislatore. Per esempio, commentando le nmorme in tema di obbligatorietà di possesso del green pass per accedere ai luoghi di lavoro, Giampiero Falasca scrive: " Secondo una Faq pubblicata sul sito del Governo, il green pass rilasciato in seguito a un tampone non deve essere valido per tutta la durata dell'orario lavorativo, ma solo al momento del primo accesso quotidiano alla sede di servizio; dopo tale verifica, il documento può scadere durante l'orario di lavoro, senza la necessità di allontanamento del suo possessore. Questa lettura desta qualche perplessità ." Il caso riguarda evidentemente le persone che ottengono il green pass a seguito di tampone con esito negativo, la cui validità potrebbe scadere durante la giornata lavorativa. Per primo si era mosso il ministero dell'Interno, secondo il ...

Scorie - Addio alla privacy se c'è "interesse pubblico"

In uno degli innumerevoli decreti legge approvati dal governo, si arriva al punto in cui era prevedibile (e previsto) si arrivasse in merito alla possibilità da parte dello Stato (nelle sue varie articolazioni) di usare i dati personali dei cittadini. In sostanza, i vincoli dovuti alla tutela della privacy in essere in via generale potranno essere derogati " da parte di un'amministrazione pubblica - comprese le Autorità indipendenti e le amministrazioni inserite nell'elenco Istat, ad esempio le Agenzie fiscali- così come da parte di una società a controllo pubblico o di un organismo di diritto pubblico... se necessario per l'adempimento di un compito svolto nel pubblico interesse o per l'esercizio di pubblici poteri a essa attribuiti ." Per di più, "l a finalità del trattamento, se non espressamente prevista da una norma di legge o di regolamento, è indicata dall'amministrazione, dalla società a controllo pubblico o dall'organismo di diritto pubbl...

Scorie - Mariana della Cornovaglia

Secondo Mariana Mazzucato, che rappresenta l'Italia nel panel G7 sulla resilienza economica, è necessario un nuovo contratto sociale che superi il Washington Consensus, ossia " l'insieme di politiche fiscali e commerciali promosse dal Fondo monetario internazionale e dalla Banca mondiale " che " divenne lo slogan di una globalizzazione neoliberista e, pertanto, venne attaccata – persino dai maggiori esponenti delle sue istituzioni principali – per aver esacerbato le disuguaglianze e perpetuato la sudditanza del Sud del mondo nei confronti del Nord ." Questa descrizione di quanto sarebbe accaduto nel mondo negli ultimi 30 anni è un classico di chi invoca un ritorno in grande stile dello Stato nell'economia, ma purtroppo non è conforme alla realtà storica. Che ci sia stata regolamentazione difettosa appare evidente; che gli Stati siano stati in letargo in tutti questi anni è invece palesemente falso. Basti pensare alla quantità di norme esistenti oggi ris...

Scorie - Decisioni sinistramente pragmatiche

La pressione suppongo che sia stata notevole. Fatto sta che Irlanda ed Estonia si sono "convinte" ad apoggiare la global mimimun corporate tax al 15%. Il ministro dell'Economia irlandese, Pascal Donohoe, ha parlato di " decisione pragmatica ". Un chiaro segnale di quanto ho sostenuto poc'anzi.  Danhoe afferma che la Commissione europea " ha garantito anche che la direttiva sarà fedele all'intesa e non andrà oltre il consenso internazionale ." Come no: come quando si apre una falla in un argine, qualcuno può credere che non sia destinata a ingrandirsi. Purtroppo i fatti tendono a rivelare quanto sia illusorio tale punto di vista. Basti pensare al giubilo di Janet Yellen, segretario al Tesoro Usa e promotrice della mimumum tax: " L'accordo rappresenta un traguardo irripetibile per la diplomazia economica. Abbiamo trasformato instancabili negoziati in decenni di maggiore prosperità, sia per l'America che per il mondo... è una vittori...