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Scorie - Il mercato non è adatto alle pecore

In Italia, come è noto, il libero mercato è visto con sospetto tanto dalla cultura cattolica, quanto da quella espressa dalla maggior parte delle forze politiche che chiedono il voto agli elettori. I meno giovani ricorderanno le preoccupazioni che accompagnarono la fine del monopolio statale nel settore delle telecomunicazioni. All'epoca i fautori del mantenimento della soluzione statale paventavano incrementi stellari delle bollette a carico dei clienti. Come è andata è storia nota. Nel caso di luce e gas, la fine del cosiddetto "mercato di maggior tutela" era prevista per il 2016. Da allora, di rinvio in rinvio, il Parlamento ha prorogato il completamento della liberalizzazione e in questi giorni si sta prospettando l'ennesima proroga dal 1° gennaio 2022 al 1° gennaio 2023. A premere per un rinvio addirittura al 2024 era, come immaginabile, l'iperstatalista M5S, il cui declino di consensi non sarà mai troppo grande e veloce rispetto a quanto per me auspicabile. ...

Scorie - Chi vive sperando...

Uno dei motivi per cui Matteo Renzi ha aperto la crisi di che ha portato, dopo un mese di introvabili truppe di "responsabili" o "costruttori", alla formazione del governo Draghi, era l'intenzione da parte del governo Conte 2, di non usare tutti i 127 miliardi di prestiti nell'ambito del Next Generation Eu per finanziare "nuovi" progetti. In questo, peraltro, il nuovo esecutivo pare non avere una linea diversa (per fortuna). Con grande rammarico per coloro che credono che basti dire "investimenti pubblici" per assicurare che ogni euro di maggior debito si trasformi in 2-3 euro di Pil aggiuntivo.  Tra costoro vi è da sempre Gustavo Piga, che nota: " Dei 196 miliardi di euro previsti dal Recovery, 127 arriveranno come prestiti. Di questi, 74 (quasi il 40% del totale) andranno a finanziare progetti già esistenti, sostituendo prestiti "italiani" con prestiti "europei", portando dunque solo un piccolo risparmio di inte...

Scorie - Lascia o più che raddoppia?

Pur essendo classificato come "moderato", quindi nella parte centrista del partito democratico, il neo presidente statunitense Joe Biden ha appoggiato l'idea di più che raddoppiare il salario minimo fissato per legge a livello federale, portandolo da 7,25 a 15 dollari l'ora. Il tutto per coltivare l'appoggio anche della parte più socialisteggiante del partito e dell'elettorato. Resta il fatto che si tratterebbe di un incremento che ben difficilmente potrebbe essere ritenuto privo di ripercussioni negative sull'occupazione. I sostenitori del provvedimento sono soliti citare studi accademici dai quali risulterebbe che l'aumento del salario minimo avrebbe effetti complessivamente positivi, migliorando il potere d'acquisto per i beneficiari senza ridurre l'occupazione. Come ha notato Robert Murphy, però, quegli studi, anche a prendere per buone le tecniche econometri che utilizzate, riguardano l'impatto di aumenti nell'ordine di pochi punti...

Scorie - Si scrive “transizione ecologica”, ma si legge “socialismo”

Ho evidenziato altre volte che quando c'è da prendere il cattivo esempio in fatto di statal-socialismo, in Italia si tende a rivolgere lo sguardo in direzione della Francia. L'ennesima conferma giunge dall'intervista di Repubblica a Gaël Giraud, definito "sacerdote della transizione ecologica" a cui, come noto, è appena stato dedicato un ministero dal nuovo governo. Secondo Giraud, la creazione di questo ministero " una grande notizia ". Aggiungendo poi: " All'inizio della pandemia ero a Roma e mi aveva colpito l'inesistenza dell'ecologia nel dibattito politico italiano ". E' vero che nel corso dell'ultimo anno ci è pure toccato di sentire che anche il Covid-19 è colpa del cambiamento climatico, ovviamente di origine antropica. Come praticamente ci viene detto per qualunque cosa vada storta nel mondo, senza peraltro che chi emette tali sentenze senta l'esigenza di approfondire la tesi e portare anche delle evidenze tangi...

Scorie - Cosa determina la sostenibilità del debito

E' talmente elevato e pervasivo il livello di adulazione (peraltro suppongo neppure troppo apprezzato dal diretto interessato) nei confronti del neo presidente del Consiglio che qualsiasi cosa dica è presa per oro colato. Per esempio, intervenendo all'inaugurazione dell'anno giudiziario della Corte dei conti, Draghi ha affermato: " Ai livelli attuali non sono i tassi di interesse che determinano la sostenibilità del debito pubblico, ma è il tasso di crescita di un paese. " A mio parere si tratta di una frase senza senso. In termini generali, qualsiasi debito pubblico è sostenibile fino a quando il suo costo è inferiore alla crescita nominale del Pil. Questo a prescindere dal livello dei tassi di interesse. Indubbiamente, tanto più è elevato il rapporto tra debito e Pil, quanto più veloce è l'effetto palla di neve nel momento in cui la crescita nominale del Pil diventa inferiore al costo del debito. Altrettanto indubbiamente, quando il debito è già molto elevat...

Scorie - Respirando Keynes

Torno su un argomento sul quale mi sono soffermato più volte negli ultimi mesi, perché pare proprio che il motto che va per la maggiore sia diventato "non possiamo non dirci keynesiani". Già lo era quando, nel 2020, con la diffusione del Covid-19 venne sospeso ogni vincolo sui conti pubblici e fu trovata l'intesa sul Next Generation Eu.  Per molti, soprattutto a sud delle Alpi, quello fu una sorta di via libera per uno statalismo di ritorno che era stato sopito a fatica negli anni precedenti. Per altri fu l'occasione per credere che potesse essere archiviato l'effetto palla di neve che ha caratterizzato il debito pubblico italiano ben più di quello di altri Paesi, ossia la tendenza del debito ad aumentare in rapporto al Pil a causa di un costo per interessi superiore alla crescita nominale del Pil. La nascita del governo Draghi ha rafforzato le convinzioni dei tanti che credono che l'Italia possa rinascere come ai tempi del Piano Marshall. Tra costoro inserire...

Scorie - Reversibilità

Al termine del discorso complessivamente abbastanza scontato in cui Mario Draghi ha chiesto (poi ottenuto) ai senatori la fiducia per il nuovo governo da lui presieduto, Matteo Salvini si è espresso così: " Più salute e meno tasse, più rimpatri e meno burocrazia, più cantieri e meno sprechi, responsabilità e rispetto nei confronti delle future generazioni, orgoglio di essere italiani. Ottimo punto di partenza, nel nome dell'efficienza, della trasparenza e del cambiamento ." Salvini ha poi concluso alla Guido Meda, con un " La Lega c'è! ". Va detto che, come spesso capita a tutti i politici, il capitano ha fatto cherry picking, pescando solo ciò che gli faceva comodo. Nel discorso di Draghi, infatti, c'era anche questo passaggio: " Sostenere questo governo significa condividere l'irreversibilità della scelta dell'euro, significa condividere la prospettiva di un'Unione Europea sempre più integrata che approderà a un bilancio pubblico comun...